Murder in the Mews

and Other Stories
(Quattro casi per Hercule Poirot)

di Agatha Christie


Poirot sul Nilo (Death on the Nile)
Appointment with Death



Poirot: At all events, let us examine the position from the point of view of murder, not of suicide.
Major Riddle: Oh, all right. As you are on the scene, it probably would be murder!

Poirot: In ogni caso, esaminiamo la situazione dal punto di vista dell’omicidio, non del suicidio.
Maggiore Riddle: Oh, va bene. Visto che lei è sulla scena, probabilmente sarà un omicidio!

(“Dead man’s mirror”, pagina 233)

Eccomi, pian piano mi sto rimettendo in pari con le recensioni! Qui torno alla mia adorata Agatha che un po’ di volte l’anno, specie d’estate, mi fa compagnia!

Quattro racconti con ambientazioni diverse sempre con protagonista Poirot.

Continuo la mia lettura cronologia delle opere gialle di Agatha Christie. Continuiamo con Poirot, stavolta una raccolta di racconti.

Mews di Ken Bibb

Il primo racconto è quello che dà il nome alla raccolta, Murder in the Mews (Delitto nei Mews). Confesso la mia ignoranza: non sapevo, e ancora non sono sicura di aver capito bene, cosa sono i Mews. La parola indica delle abitazioni ricavate da antiche stalle, ma non ho capito se con la lettera maiuscola indica anche un quartiere di Londra, non so. Comunque, molto semplicemente, in questo racconto fanno da sfondo ad un caso di un finto suicidio. Carino, senza dubbio, soprattutto mi piace sempre quando riesco ad indovinare qualcosa: il finto suicidio era in realtà un vero suicidio, mascherato dalla coinquilina e amica della morta da omicidio per vendetta nei confronti dell’uomo che con la ricattava, e che di fatto era quindi colpevole della sua morte, anche se indirettamente.

Il segnalibro che ho usato durante la lettura.

Non sono particolarmente sanguinaria però quando si tratta di gialli mi danno meno soddisfazioni quelli in cui non c’è il morto, come nel caso di questo secondo racconto, The incredible theft (Furto incredibile). Come dice il titolo si tratta infatti di un caso di furto di documenti molto importanti in una casa nobiliare di campagna, quindi più che un giallo una storia di spie, in un certo senso. Comunque, nonostante la mancanza del morto è stato un racconto interessante, perché nel presentare i personaggi, ancora prima che il furto avvenga, viene identificata la possibile colpevole, e quindi ovviamente noi lettori pensiamo che sia stato chiunque tranne lei, ed è divertente provare a indovinare quindi il vero colpevole cercando la persona più insospettabile!

Victorian Mirror. di Alyssa Ford

Nel terzo racconto, Dead man’s mirror (Lo specchio del morto), ritorna, come anticipa anche il titolo, il morto. Mi è piaciuto l’inizio perché siamo nell’appartamento di Poirot e vediamo come tutto è moderno e squadrato, ci dice Christie che l’unica cosa non squadrata era proprio la sua testa a uovo! XD

In questo racconto Poirot viene convocato da un nobile così presuntuoso che può rivaleggiare col nostro investigatore in quanto ad arroganza, però non c’è niente da fare, il vecchio Hercule mi starà sempre più simpatico, nonostante tutto! Anche stavolta l’ambientazione è in una casa di campagna.

Questo racconto mi è piaciuto molto perché non ci ho capito quasi nulla! XD Un mistero veramente molto intrigante, intricato e interessante, e, anche se brevemente, rivediamo Mr Satterthwaite.

Rhodes di G. CARABIN

L’ultimo racconto, Triangle at Rhodes (Triangolo a Rodi), si può inserire nella serie di “Poirot in vacanza” visto che, come dice il titolo, ci troviamo sull’isola greca di Rodi. Di interessante c’è che è un racconto molto breve in cui la stragrande maggioranza della trama è formata dal pre-omicidio, e poi quando avviene, la soluzione ci viene presentata immediatamente dopo. Quini in pratica per questo motivo era praticamente più difficile indovinare la vittima che l’assassino! Infatti per chi è abituato a Christie e, soprattutto, a Poirot, l’identità dell’omicida ci viene in un certo senso spoilerata perché Poirot suggerisce ad un personaggio di andare via se ci tiene alla sua vita, ma si stava rivolgendo a lei non come possibile vittima ma come probabile assassina. Nonostante tutto però la sorpresa è arrivata lo stesso perché 1) non avevo minimamente immaginato che avesse un complice e 2) il movente non era per nulla quello che sembrava!

Commento generale.

Di solito i racconti non sono il mio genere preferito, ancora di più quando parliamo di gialli, ancora di più per quelli di Christie. Questo libro fa un po’ eccezione, non l’ho amato come certi romanzi della Regina del Giallo, ma, forse perché sono solo quattro racconti, e quindi un po’ più lunghi, mi sono piaciuti più del solito.

Un libro tutto sommato soddisfacente, niente di eccezionale ma i racconti mi sono piaciuti e mi hanno divertito, anche quello senza il morto! XD

Copertina e titolo

La copertina della mia edizione non mi piace molto, sia esteticamente che come attinenza al libro. Il titolo è banalotto, quasi quasi mi pace di più quello italiano che è altrettanto banale ma almeno non è semplicemente il titolo di uno dei racconti.

Nuove parole/cose scoperte
Agatha Christie ha iniziato a scrivere più di cento anni fa, ma, almeno nei libri che ho letto io, il suo inglese è piuttosto semplice, chiaro e facile da leggere. Ogni tanto però spunta qualche parola o qualche modo di dire che immagino siano desueti perché non riesco a trovarne il significato online. Stavolta il significato c’era, non so quindi se è un’espressione desueta o no, ma l’ho trovata divertente quindi la condivido. Si tratta della parola ha’p’orth, che è la contrazione di “half penny worth”, ovvero una quantità piccolissima del valore, appunto, di mezzo penny [fonte].

Bonus
Eccoci qui alle solite copertine italiane e non, prese, come sempre, da QUI.
Da sinistra a destra. Prima edizione inglese (David Whitworth), credo, non c’era la data, dovrebbe essere 1937; carina, mostra uno scorcio dei Mews. La seconda copertina (Fontana, 1972) invece si concentra sul penultimo racconto, “Lo specchio del morto”: non mi attrae particolarmente. La successiva (HarperCollins, 1995) mi piace esteticamente, sia per le immagini che per lo stile, ma non capisco a quale racconto faccia riferimento. L’ultima copertina inglese che vi propongo (HarperCollins, 2010) è del tipo che mi piace di più, anche in questo caso non è male, è una copertina che potrebbe se non altro incuriosirmi, ma non c’entra molto con libro.
Vediamo le copertine italiane. La prima è la più vecchia che ho trovato (Mondadori, 1981), non so se perché il libro è stato tradotto in italiano così tardi, o se chi gestisce il sito non ha trovato copertine meno recenti; comunque bruttina e non capisco neanche bene cosa rappresenta. La seconda copertina (Mondadori, 1993) invece mi piace, ha un’immagine accattivante, poi c’è Poirot quindi è attinente al libro. La successiva (Mondadori, 1994) non riesco proprio a capirla, non ho trovato immagini più grandi, ma comunque l’effetto generale non mi piace particolarmente. L’ultima copertina che vi propongo (Mondadori, 2002) mi piace molto, però ricordo troppo poco dei racconti per capire se quella chiave ha un significato o no; comunque bella!

Mini recensione

Quattro racconti interessanti

Chief Inspector Japp di auggie101

Titolo: Murder in the Mews
Serie: Poirot (17)
Titolo italiano: Quattro casi per Hercule Poirot
Genere: giallo
Nazionalità: britannica
Prima pubblicazione: 1937
Ambientazione: 1937, Regno Unito e Grecia
Personaggi: Hercule Poirot, Ispettore Capo James Japp, Miss Jane Plenderleith, Lord Mayfield, , Sir Gervase Chevenix-Gore, Valentine Chantry
Casa Editrice: HarperCollins
Pagine: 310
ISBN: 978-0-00-816492-8
Provenienza: Amazon, 21 giugno 2021
Link al libro: SITO UFFICIALEIN LETTURAGOODREADSANOBII
inizio lettura: 3 luglio 2021
fine lettura: 13 luglio 2021

Sfide

Un po’ di frasi

‘Penny for the guy, sir?’
A small boy with a grimy face grinned ingratiatingly.
‘Certainly not!’ said Chief Inspector Japp. ‘And, look here, my lad-‘
A short homily followed. The dismayed urchin beat a precipitate retreat, remarking briefly and succinctly to his youthful friends:
‘Blimey, if it ain’t a cop all togged up!’
“Un penny per Guy*, signore?”
Un ragazzino con una faccia sudicia sorrise in modo accattivante.
‘Certamente no!’ disse l’ispettore capo Japp. ‘E, ascoltami, ragazzo mio…”
Seguì una breve predica. Il monello costernato batté una precipitosa ritirata, commentando brevemente e succintamente ai suoi giovani amici:
‘Cavolo, se non è un poliziotto tutto agghindato!’
[incipit]

‘[…] One had to humor him a little, of course. But then I always find one has to do that with men.’
With an uneasy feeling that Miss Lingard was probably humouring him at this moment, Major Riddle went on […].
“[…] Bisognava assecondarlo un po’, ovviamente. Ma d’altronde ho sempre trovato che bisogna farlo con gli uomini.”
Con la spiacevole sensazione che la signorina Lingard lo stesse probabilmente assecondando in quel momento, il maggiore Riddle proseguì […].
(Pagina 217)

explicit Leggi


* il primo racconto inizia la sera del 5 novembre, ovvero la Guy Fawkes Night, quella celebrata nel film V per Vendetta (Remember, remember, the Fifth of November). Pare che “Penny for the guy” sia una frase tipica che si dice in quel giorno.

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