scritto da Phoebes
sabato 13 Giugno 2009
alle 0:18
Categoria : Rilke

Lettere a una giovane signora
Su Dio

di Rainer Maria Rilke

Titolo originale: Briefe an einen jungen Dichter – Briefe an einen jungen Frau – Über Gott. Zwei Briefe
Anno: 1929 – 1930 – 1933
Casa Editrice: Adelphi
traduzione di Leone Traverso
pagine: 141
Lettere a un giovane poeta su aNobii

Questo libro partecipa alle sfide delle pagine e dell’ALFABETO.

Parigi, 17 febbraio 1903

Egregio Signore,
La vostra lettera m’ha raggiunto solo qualche giorno fa. Voglio ringraziarvi per la sua grande e cara fiducia. Poco più posso. Non posso entrare e diffondermi sulla natura dei vostri versi; ché ogni intenzione critica è troppo remota da me.
[incipit]

Desideravo leggere questo libro da quando, nel film Sister Act II Whoopie Goldberg lo consiglia alla ragazza protagonista, leggendole una frase sullo scrivere, che può adattarsi all’esperienza della ragazza però sul canto. Quindi, quando Alisea1985 mi ha proposto lo scambio (grazie!), ho accettato subito!
Mi spiace dire che però il libro è stato una delusione. A parte quella bella frase (la seconda che ho riportato in basso) e altre che pure mi sono piaciute, le riflessioni sulla Germania post Prima Guerra Mondiale e quelle “Su Dio”, per la maggior parte il libro l’ho trovato una gran noia! Per di più le frasi ogni tanto risultavano un po’ incomprensibili, non per il significato, ma perché sembravano incomplete, come se mancasse una parte, o la punteggiatura fosse sbagliata… non so!
Insomma, solo due stelline, ma sono comunque contenta di aver finalmente letto questo libro che avevo in wishlist da tantissimo!

Voto per la sfida dell’alfabeto: 4/10


Le cose non si possono afferrare o dire tutte come ci si vorrebbe di solito far credere; la maggior parte degli avvenimenti sono indicibili, si compiono in uno spazio che mai parola ha varcato.

Ricercate la ragione che vi chiama a scrivere; esaminate s’essa estenda le sue radici nel più profondo luogo del vostro cuore , confessatevi se sareste costretto a morire, quando vi si negasse di scrivere. Questo anzitutto: domandatevi nell’ora più silenziosa della vostra notte: devo io scrivere? Scavate dentro voi stessi per una profonda risposta. E se questa dovesse suonare consenso, se v’è concesso affrontare questa grave domanda con un forte e semplice «debbo», allora edificate la vostra vita secondo questa necessità.

Una opera d’arte è buona, s’è nata da necessità.

Voi siete così giovine, così al di qua d’ogni inizio, e io vi vorrei pregare quanto posso, caro signore, di aver pazienza verso quanto non è ancora risolto nel vostro cuore, e tentare di aver care le domande stesse come stanze serrate e libri scritti in una lingua molto straniera. Non cercate ora risposte che non possono venirvi date perché non le potreste vivere. E di questo si tratta, di vivere tutto.

… e scalinate, scalinate inventare da Michelangelo, scalinate costruite a immagine delle acqua cadenti, che ampie generano nella caduta gradino da gradino come
onda da onda.

Il libro annunciatomi nella vostra lettera […] non è arrivato. […] Spero non sia andato perduto, non sarebbe un’eccezione con le poste italiane, purtroppo.

E per il resto lasciatevi accadere la vita. Credetemi: la vita ha ragion e, in tutti i casi.

L’ex-libris è stato realizzato da piccolamimi.

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