Titolo originale: Hagoromo
Anno: 2003
Casa Editrice: Feltrinelli
traduzione di Alessandro Giovanni Gerevini
L’abito di piume su aNobii
Questo libro partecipa alle sfide della Bibliografia e 50 libri per un anno.
Una “piccola favola ambientata in un piccolo paese”. Così la protagonista/narratrice chiama un episodio a mio parere centrale nel romanzo, che porterà un po’ tutti i protagonisti a “guarire”. E quando ho letto quella frase ho pensato subito che tale definizione poteva andare bene per tutto il romanzo. La stessa autrice, nel Postscriptum dice: «Trovo che sia una storia molto simile a una favola».
Sono d’accordo, L’abito di piume è una bellissima favola, ambientata in un paesino sorto sulle rive di un fiume. Fiume che sembra in qualche modo “influenzare” la vita di tutti gli abitanti. La protagonista, Hotaru, vi è ritornata dopo una dolorosa delusione d’amore, per cercare di riprendersi un po’ la sua vita.
Qui parlava solo del cambiamento nell’arco di una giornata, ma è un po’ quello che le succede, molto più lentamente, durante il romanzo.
Sempre nel poscritto, la Yoshimoto dice chiaramente che non crede questo sia un romanzo eccezionale, ma che trasmette secondo lei molta tranquillità.
Bè, a me è successo proprio così! Ieri m’ha preso una bella botta d’ansia, il nervosismo mi era salito alle stelle, e leggere qualche pagina di questo libro mi ha aiutata a calmarmi e tornare serena!
Il titolo del libro, che evoca la delicatezza di cui tutto il romanzo è pervaso, è spiegato da un’osservazione di Hotaru:
Era da parecchio che non leggevo un libro di Banana, e mi mancava, per questo l’ho inserita nella sfida della Bibliografia! E’ stata proprio una scelta felice! ;)
Ecco l’incipit:
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