| di William Shakespeare | ![]() |
Essere o non essere, questo è il problema. È forse più nobile soffrire, nell’intimo del proprio spirito, le pietre e i dardi scagliati dall’oltraggiosa fortuna, o imbracciar l’armi, invece, contro il mare delle afflizioni, e, combattendo contro di esse metter loro una fine? Morire per dormire. Nient’altro. E con quel sonno poter calmare i dolorosi battiti del cuore, e le mille offese naturali di cui è erede la carne! Quest’è una conclusione da desiderarsi devotamente. Morire per dormire. Dormire, forse sognare.
Amleto
Il re di Danimarca è morto da qualche mese, quando il suo spettro appare a dei soldati durante la guardia notturna. Il fantasma desidera parlare col figlio Amleto per rivelargli la verità sulla sua morte, e chiedergli vendetta.
Scheda del libro
Titolo: Amleto
Titolo originale: The Tragical History of Hamlet, Prince of Denmark
Autore: William Shakespeare
Nazionalità: britannica
Anno prima pubblicazione: 1605
Casa Editrice: Club degli Editori
Traduzione: Gabriele Baldini
Pagine: 143
Link al libro: ANOBII
Un po’ di frasi
Bernardo – Chi va là?
Francisco – Rispondi a me, piuttosto. Fermati e fatti riconoscere.
Bernardo – Evviva il re!
Francisco – Bernardo?
Bernardo – Proprio lui.
Francisco – Sei venuto puntualmente alla tua ora.
Bernardo – Son suonate adesso le dodici. Vattene a letto, Francisco.
Francisco – Ti son molto grato per avermi dato il cambio. Il freddo è aspro, e sento come una pena al cuore.
Bernardo – Hai avuto una guardia tranquilla?
Francisco – Non s’è mosso un topo.
[incipit]
Non basta più il mio mantello color dell’inchiostro, buona madre, né bastano gli abiti, come voglion le costumanze, d’un nero solenne, né il ventoso sospirare d’un forzato respiro, no, e neppure il fiume che irriga fruttifero l’occhio, o l’aspetto avvilito del viso, con tutte le forme, i modi e le mostre dell’afflizione, non bastan davvero tutte queste cose ad esprimer quel che io sento veramente dentro di me.
Amleto
Signora, vi giuro ch’io non uso arte affatto. Ch’egli sia pazzo, è vero; è vero che sia un peccato; ed è un vero peccato che sia vero. Una bizzarra figura retorica. Ma diamogli pure un addio, perché non voglio metterci dell’arte. Concediamo dunque che sia pazzo: e ci resta quindi da trovare quale sia la causa di questo effetto, o per dir meglio la causa di questo difetto. Poiché questo effetto difettoso deve pur procedere da una causa. Questo ci resta, e quel che ci resta è questo.
Polonio
Debbo esser crudele solo per esser giusto.
Amleto
Il Verme è il solo Imperatore, per quanto riguarda la dieta! Noi ingrassiamo tutti gli altri animali per ingassar noi, e quindi ci ingrassiamo a nostra volta per ingrassare i vermi. Un re bello grasso e uno smunto pezzente non sono che due piatti diversi a una stessa tavola.
Amleto
- Perché è stato mandato in Inghilterra?
- Mah, perché era pazzo, e lì potrebbe ritrovare il senno smarrito; che se poi non lo ritrova, là non ci fanno gran caso.
- E perché?
- Ma perché non se n’accorgono. Là son tutti pazzi come lui.
Amleto e il Primo Clown
Il resto è silenzio.
Amleto
Buona notte, principe gentile.
Orazio
scritto da 























































La prima citazione è piaciuta da morire anche a me :D
Sono contenta che sia stata una bella rilettura!