scritto da Phoebes
lunedì 23 Novembre 2009
alle 12:39
Categoria : _gruppi di lettura_

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Da chi l’ha già letto, ho sempre sentito parlare bene di questo romanzo, qualcuno anzi lo considera il migliore della trilogia. In effetti devo dire che tutte le lodi sono ampiamente confermate, e sinceramente non me l’aspettavo! Non mi aspettavo che un libro così lungo, e che viene dopo due romanzi appassionanti come i precedenti, potesse essere così bello! Abbiamo ormai superato le 900 pagine, eppure ancora è avvincente, ogni pagina regala nuove emozioni, senza annoiare mai!
Malicorne e Aura intrigano più che mai! Dopo il suo capolavoro (come dice Dumas riguardo alla storia delle due fanciulle piangenti che riempivano di rumori lamentosi la camera di Madama), Malicorne tira fuori un altro audacissimo piano: la scala nel pavimento! Meno male che ci sono loro due, che mi stanno simpatici, e mi fanno quindi tollerare meglio quei due odiosi di Luigi e Luisa!
D’Artagnan è stato poco presente in questi capitoli, o meglio, non ha avuto una parte importante, però non ha mancato di farmi sorridere con l’iperbole della sua imprecazione preferita: Cospettonaccio! XD
Il capitolo Due amici presenta un altro di quei titoli “azzeccatissimi”, che continuo a chiedermi: li ha messi Dumas, sì o no? Comunque, tornando alla storia, azzeccato il titolo perché Aramis e la Chevreuse sono due vecchie conoscenze, certo, ma dimostrano di odiarsi fin dal primo momento! Cosa che riassume splendidamente Dumas nell’ultima frase del capitolo: …due amici, già così teneri, non s’erano intesi per essersi troppo capiti.
Per un momento, quando, all’inizio del capitolo, viene descritto Aramis senza dire chi è, ho creduto si trattasse si Athos che finalmente ritornava nella storia! Sento sempre più la sua mancanza!!! Vabbè, proseguiamo con gli intrighi politici…
Da una parte la Chevreuse che ci fornisce questa notiziona del gemello del re, che purtroppo sapevo già, conoscendo la storia della Maschera di Ferro. Che peccato, era un bel colpo di scena!
Dall’altra parte ci sono Aramis e Fouquet contro Colbert. Nessuno dei “contendenti”, devo dire, ha la mia simpatia. Non riesco però ancora a capire se Fouquet è colpevole o no. Si è giustificato con Aramis, però poco prima Dumas aveva detto che il suo cuore immenso e il suo cervello fecondo avevano, come due avidi crogiuoli, divorato la sostanza materiale e morale del più grande regno del mondo. Insomma, rubava o no? In ogni caso, non mi è piaciuto per niente come Aramis e Fouquet hanno trattato Vanel: sarà pure avido, ma perché, loro invece? E poi, aveva ragione lui in questo caso! Fouquet prima è tutto contento e si vuole fare bello con l’innamorata, poi non ne sopporta le conseguenze! Che irritazione che mi ha dato: non vuole ritrattare per non mancare di parola, però vuole che lo faccia Vanel! Mentre leggevo pensavo: gli sta bene ad Aramis, per non dare alla Chevreuse 500 000 lire, si è trovato nella situazione di dover sborsare più di un milione, e ora è nei guai fino al collo!

Una piccola parentesi che non c’entra nulla: Pélisson racconta la storiella della tartaruga, e alla fine gli chiedono: O muthos deloi?. Questa frase mi ha suscitato immensi ricordi scolastici! Quando traducevo dal greco le favole di Esopo, che si concludevano sempre con la morale, preceduta dalle parole “la favola insegna che”… :)

Ma veniamo al principale eroe di questa storia, povero cavaliere errante al soffio d’un capriccio d’un re. Era pure ora che Dumas tornasse un po’ a parlarci di Raul!!! Un’altra bellissima descrizione quella di Hampton-court! E però… dapprincipio mi è venuto un colpo! Che leggo? Pure Raul ha già dimenticato Luisa?!?! Per fortuna, no, ha continuato a pensare alla sua fidanzata, anche di fronte all’innamoramento di Miss Graffton. Lei sì che mi piace! E’ un bel personaggio! Ha rifiutato il re, non ha tentato di sedurre Raul sapendolo sentimentalmente impegnato, e ora aspetta fiduciosa il suo ritorno. Bellissima la sua ultima scena:
Miss Graffton posò la sua bianca mano sul braccio di Buckingham e, mentre Raul fuggiva per il viale dei tigli con una rapidità vertiginosa, ella cantò con voce morente questi versi di Romeo e Giulietta:
“Bisogna partire e vivere. O restare e morire.”
Quando l’ultima parola si spense, Raul era scomparso.
Poverina, ma soprattutto, povero, povero Raul!!! Arriva tutto contenta da Luisa, riacquista per un attimo la speranza vedendola turbata, per avere poi il cuore spezzato subito dopo vedendo il re uscire dalla sua camera!
Per fortuna non dovremo attendere molto per sapere altro di lui, visto che il prossimo capitolo si intitola Dove sembra all’autore che sia tempo di ritornare al visconte di Bragelonne.

Un po’ di frasi

Il re si gettò letteralmente a terra. Ma per quanto rapida fosse stata la sua manovra, trovò d’Artagnan alla briglia del cavallo.

– Signor d’Artagnan, fate cercare una carrozza per la signorina.
– Sire, la carrozza aspetta.
– Oh! siete il modello dei servitori!
– Ce n’hai messo del tempo per accorgertene!
Luigi XIV e d’Artagnan

Come siete giovane! Potete piangere ancora!
La signora di Chevreuse

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