scritto da Phoebes
domenica 16 Novembre 2008
alle 15:33
Categoria : _gruppi di lettura_
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E così, è finito! Davvero un bel libro, anche la seconda lettura mi ha emozionato e conquistato come la prima!

Ricchi di avvenimenti anche questi ultimi capitoli. Finalmente, Montecristo si rivela ai Morrel come il loro salvatore (anche se la vera identità la dice solo a Massimiliano). Emozionantissima la gioia del Conte, che ormai ha riaperto il suo cuore all’amore!!
Si parlava nel GDL qualche tempo fa su chi fosse più colpevole della sventura di Dantès. Molti dicono Villefort, io sostenevo Danglars, che era anche un amico di Dantès (anche se non è che si amassero molto). Continuo a pensare che il più colpevole sia lui, perché ha dato inizio a tutta la faccenda. Fernando si è lasciato convincere, Villefort ci si è trovato dentro, invece Danglars ha premeditato e agito deliberatamente contro Dantès. Inoltre c’è il fatto che Dumas ha dato una certa dignità a Fernando e Villefort, mentre Danglars ce lo descrive vile fino alla fine. Però… però quello più colpito alla fine mi sembra proprio Villefort! Esce da una tragedia (la scoperta dell’identità di Benedetto) per entrare in un’altra (la morte del figlioletto). Mi ha però irritato tantissimo quando ci ripensa e vuole salvare la moglie. Lei, la signora di Villefort è stata la persona più abietta e meschina di tutto il libro. Ha commesso ben 4 omicidi solo per amore del figlio, e poi l’ha ucciso! Una crudeltà, una freddezza e un egoismo senza fine! Si è dimostrata una pessima madre (checché ne dice lei nel suo ultimo messaggio) fino alla fine. E le sue colpe ricadono in un certo senso su Montecristo, che si sente colpevole per la morte di Edoardo, e pensa di essersi spinto troppo oltre. Tutti questi dubbi lo portano a non terminare la sua ultima vendetta, e perdonare Danglars! Devo ammettere che la cosa un po’ mi è dispiaciuta! Non che lo volessi per forza morto, ma almeno povero! Invece gli rimangono comunque un bel po’ di soldi…
Comunque, povero Edmondo! Che pena mi fa quando torna al Castello d’If per ritrovare le motivazioni della sua vendetta:

Troppa dovizia d’oro, di diamanti e di fortuna si riflette oggi nello specchio in cui Montecristo guarda Dantès!

Rivede la sua cella e quella dell’abate, sopraffatto dai ricordi… Mi è piaciuta molto la figura del custode, a cui il conte dà dei soldi perché

…per la seconda volta, lo compiangeva senza conoscerlo.

Molto bello l’ultimo capitolo (a parte l’indelicatezza del Conte nel comunicare a Valentina così bruscamente la morte del fratello e la pazzia del padre!), bellissimo anche il finale! Insomma un libro bello proprio fino all’ultima riga! :D
Mi mancherà questo personaggio così straordonario!

In questo mondo non esiste né felicità assoluta, né assoluta infelicità; esiste solo il paragone tra una condizione e l’altra, ecco tutto. Soltanto colui che provò le più grandi sventure è atto a godere le più grandi felicità. Bisogna aver voluto morire per sapere quanto è bello vivere. Vivete dunque e siate felici, figli diletti del mio cuore, e non dimenticate mai che, fino al giorno in cui Dio si degnerà di svelare all’uomo i segreti dell’avvenire, tutta la più alta sapienza d’un uomo consisterà in queste due parole: “Attendere e sperare”.
Edmondo Dantès – Conte di Montecristo

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