di Mary Shelley
Titolo originale: Frankenstein, or The Modern Prometheus
Anno: 1818
Casa Editrice: Giunti
traduzione di Nicoletta Della Casa Porta
pagine: 305
Frankenstein su aNobii
Questo libro partecipa alle sfide delle pagine, infinita e collettiva – 2, delle Squadriglie e DEI MEDI.
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Trama:
Il giovane Victor Frankenstein, appassionato di filosofia naturale, grazie ai suoi studi riesce a scoprire il modo di dare vita ad un essere da lui creato.
Ero curiosa di leggere questo libro, perché mi è capitato più volte di leggere qua e là della sua genesi, ovvero della famosa estate passata da Mary con il futuro marito Percy Shelley, la sorellastra Claire, Lord Byron e il suo medico personale John William Polidori, a Ginevra. L’estate era piovosa, e così la compagnia passava spesso le giornate in casa, a leggere racconti di fantasmi, e qualche volta a inventarli. In quest’occasione Mary ideò appunto Frankenstein.
Bè, sono contenta di aver finalmente soddisfatto questa mia curiosità, ma il libro non mi è piaciuto molto. Abbastanza bello l’inizio con il giovane in viaggio verso il Polo e il freddo, anche se là per là non capivo che c’entrasse! Dalla comparsa di Frankenstein in poi, non mi è piaciuto più. Mi sta parecchio antipatico! Il mostro invece mi è più simpatico, infatti la parte che lo riguarda mi è piaciuta di più, da 3 stelline. Brutto però poi anche il finale, quindi in totale non più di 2 stelle.
Niente da dire, questo libro mi ha confermato che il Romanticismo non mi piace! Come ho già detto, solo la parte sul mostro l’ho davvero apprezzata mi sono anche emozionata nel momento in cui decide di palesarsi ai suoi “protettori”. Per quanto riguarda Frankenstein, invece, ho provato pena per lui per il dolore e il senso di colpa terribili che portava su di sé, ma alla fine, poco prima di morire, dice pure di non sentirsi più colpevole! La descrizione del mostro non viene mai fatta dettagliatamente nel libro, si dice solo che è ripugnante, quindi l’immagine tipica che conosciamo noi è assolutamente inventata, non lo sapevo!
Il finale mi ha lasciato un dubbio il fratello di Victor, Ernest, che fine ha fatto? Non viene più nominato dopo la morte del padre!
San Pietroburgo, 11 dicembre 17**
Sarai felice di sapere che l’inizio di un’impresa, da te sempre avvertita come carica di brutti presagi, non è stata, in realtà, accompagnata da alcuna disavventura. Sono arrivato qui solo ieri e il primo pensiero è stato quello di rassicurare mia sorella sulla mia buona salute e sulla continua fiducia che nutro verso il successo del mio progetto.
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scritto da 
























































grazie per la visita ,appena il mio libro sara’ in circolazione ti faro’ sapere