Il fu Mattia Pascal

di Luigi Pirandello

Una delle poche cose, anzi forse la sola ch’io sapessi di certo era questa: che i chiamavo Mattia Pascal. E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno d’ miei amici o conoscenti dimostrava d’aver perduto il senno fino al punto di venire da me per qualche consiglio o suggerimento, mi stringevo nelle spalle, socchiudevo gli occhi e gli rispondevo:
– Io mi chiamo Mattia Pascal.
– Grazie, caro. Questo lo so.
– E ti par poco?
Non pareva molto, per dir la verità, neanche a me. Ma ignoravo allora che cosa volesse dire il non sapere neppur questo, il non poter più rispondere, cioè, come prima, all’occorrenza:
– Io mi chiamo Mattia Pascal.

[incipit]

Mi sento quasi un po’ stupida a scrivere la trama di un libro così famoso, ma, hai visto mai, se c’è qualcuno che non sa di che si stratta, in breve posso riassumerla così: Mattia Pascal si sente prigioniero della sua vita, e gli sembra di ritrovare la libertà quando, creduto morto, può crearsi una nuova identità.

Il segnalibro che ho usato durante la lettura.

Ho un piccolo problema con questo libro: non sono riuscita a capire se l’avevo già letto o no. La trama a grandi linee la ricordavo, e credevo fosse perché l’avevo visto a teatro anni fa. Ma leggendo ho trovato dei segni a matita, alcuni dei quali però non mi paiono miei, quindi forse io non l’ho mai letto ma l’avevo prestato a qualcuno? Bo! Mistero, alla fine non sono riuscita a venirne a capo!

Bè, poco male, comunque, è stata una piacevolissima lettura! Quindi, per quanto riguarda la Sfida a Una Stella, assolutamente non confermo il giudizio di Gonza Bassa, perché di stelline io gliene ho date 3*, ma ho giocato un po’ sporco inserendo questo libro in questa sfida, perché a me Pirandello piace moltissimo, e anche se qualche volta mi ha deluso (vedi Uno, nessuno e centomila) comunque al massimo è da “così così” e non da “brutto”!

Che dire poi del libro in sé, la storia è affascinante, un po’ straordinaria, un po’ comunissima. Il pezzo in cui “il fu Mattia Pascal” si inventa la sua nuova vita è stato quello che mi è piaciuto di più, ma anche il finale, fino all’ultima riga, l’ho apprezzato molto.

Insomma, non c’è che dire, un Nobel meritato, quello di Pirandello! 😉 A proposito, per la sfida in questione, come ho fatto per gli altri riporto la motivazione del Premio:

Per il suo coraggio e l’ingegnosa ripresentazione dell’arte drammatica e teatrale.

Titolo: Il fu Mattia Pascal
Autore: Luigi Pirandello
Nazionalità: italiana
Prima pubblicazione: 1904
Personaggi: Mattia Pascal, Adriano Meis
Casa Editrice: Fratelli Melita
Pagine: 217
Link al libro: ANOBII
inizio lettura: 6 febbraio 2009
fine lettura: 23 febbraio 2009

Sfide

Un po’ di frasi

Mattia Pascal: Quando la terra non girava…
don Eligio Pellegrinotto: E dàlli! Ma se ha sempre girato!
Mattia Pascal: Non è vero. L’uomo non lo sapeva, e dunque era come se non girasse.

Se noi riconosciamo che errare è dell’uomo, non è crudeltà sovrumana la giustizia?

…svegliandomi nel cuore della notte (la notte, in questo caso, non dimostrava veramente d’aver cuore) …

Per quelle sofferenze credevo com’ogni altro sciagurato (leggi uomo) d’aver diritto a un compenso.

Fuori di quelle particolarità, liete o tristi che sieno, per cui noi siano noi, non è possibile vivere.
don Eligio Pellegrinotto

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* con il nuovo sistema di valutazione di aNobii a 5 stelline invece che 4, questo libro aumenta di una stellina

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