scritto da Phoebes
mercoledì 2 Giugno 2010
alle 13:37
Categoria : Asimov

di Isaac Asimov

Storia Futura (Ciclo dei Robot)
Io, Robot
Abissi d’acciaio

Titolo: Il secondo libro dei robot
Serie: Storia Futura (3) e Ciclo dei Robot (2)
Titolo originale: The Rest of the Robots
Genere: fantascienza
Autore: Isaac Asimov (sito non ufficialeWikipedia)
Nazione: USA
Anno prima pubblicazione: 1964
Ambientazione: vari pianeti e satelliti del Sistema Solare, XXI secolo
Personaggi: Susan Calvin, Michael Donovan, Gregory Powell
Casa Editrice: Mondadori
Traduzione: Laura Serra
Copertina: Franco Brambilla/Air Studio
Pagine: 222
Provenienza: Webster.it, 3 ottobre 2009
Link al libro: ANOBIIGOODREADS
inizio lettura: 27 maggio 2010
fine lettura: 1 giugno 2010


Le Tre Leggi della Robotica

  1. Un robot non può recar danno a un essere umano, né permettere che, a causa della propria negligenza, un essere umano riceva danno.
  2. Un robot deve sempre obbedire agli ordini degli esseri umani, a meno che contrastino con la Prima Legge.
  3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questo non contrasti con la Prima o la Seconda Legge.
Manuale di Robotica
56ª Edizione, 2058 d.C.

Continuano i racconti di Asimov con protagonisti i suoi robot. Il libro è diviso in tre parti: “L’avvento dei robot”, “Le leggi della robotica” e “Susan Calvin”.

Quanto amo Asimov!!! È proprio un grandissimo narratore! Non riesco proprio a non dare anche a questo libro 5 stelline!

E, come sempre (che poi è la cosa che più mi piace in lui), Asimov ci parla di robot, astronavi e alieni, ma alla fin fine sta parlando sempre di noi umani! :)

Otto racconti uno più bello dell’altro, nel vero senso della parola, perché più andavo avanti a leggere, più mi piacevano! Infatti i miei preferiti sono stati senz’altro gli ultimi, con protagonista la robopsicologa Susan Calvin, personaggio che già nella precedente antologia mi era piaciuta moltissimo. Ancora una volta Asimov “analizza” diversi aspetti della robotica, in particolare abbiamo quasi sempre a che fare con le tre famose leggi.

Da qualche notizia temporale presa qua e là nei vari racconti, ho potuto dedurre il periodo in cui sono ambientati: come già immaginavo, siamo nel XXI secolo. Quello che però non sapevo è che alcuni sono ambientati proprio nei primi anni del 2000, quindi, praticamente, ai giorni nostri! Ah, Isaac Isaac, hai avuto troppa fiducia sullo sviluppo della tecnologia!

Piccolo commentino ai vari racconti.

Il segnalibro che ho usato durante la lettura è stato realizzato da xxSharinganKakashixx; l’ho scelto perché Data, il personaggio raffigurato, è un androide, cioè, praticamente, un robot con sembianze umane.

AL-76 (1942)

Titolo originale: Robot Al-76 Goes Astray

Stringendo preoccupato gli occhi dietro gli occhiali non cerchiati, Jonathan Quell aprì precipitosamente la porta su cui era affissa la targhetta DIRETTORE GENERALE. Sbatté sul tavolo il foglio di carta ripiegato che teneva in mano e disse, ansimando: – Legga qui, capo!
[incipit]

AL-76 è un robot addetto ai disinti sulla Luna. Per qualche motivo, però, non è partito e si è ritrovato a vagare sul pianeta Terra in preda alla più grande confusione: perché il cielo è blu e non nero? Perché il paesaggio è verde e pieno di altri colori invece che grigio e spoglio?

Era iniziato un po’ così così questo primo racconto, ma poi subito si è ripreso! È molto ironico Asimov, sia verso gli umani che verso i robot.

Troppo carino il finale! :)

Vittoria involontaria (1942)

Titolo originale: Victory Unintentional

L’astronave era piena di falle, tanto da sembrare, come si dice in questi casi, un colabrodo.
Non era strano che fosse piena di falle; anzi, l’idea di partenza era stata proprio di costruirla così.
[incipit]

Dei robot vengono inviati dalla base posta su Ganimede sulla superficie del pianeta Giove per tentare un contatto con la popolazione autoctona.

Niente umani in questo racconto, solo robot e gioviani, e la cosa mi ha un po’ stranito! Poi, ho trovato un po’ troppo assurda l’idea degli abitanti di Giove, mi pare che nel suo saggio sulla vita extraterrestre Asimov avesse negato la possibilità di vita intelligente su Giove…

Comunque, il racconto è ugualmente carinissimo! :)

La Prima Legge (1956)

Mike Donovan guardò annoiato il suo boccale di birra vuoto e pensò che ne aveva abbastanza di ascoltare quelle storie. A voce alta disse: – Dal momento che stiamo parlando di robot strani, vi confesserò che una volta mi è capitato di trovarne uno che ha disobbedito alla Prima Legge.
[incipit]

Titolo originale: First Law

Con un incipit così, già si preannuncia una storia succulenta! E infatti mi è piaciuto molto questo racconto, che presenta un aspetto della robotica mai ipotizzato prima: un robot incinto!!

Al contrario dei racconti precedenti, qui mi ha colpito un’arretratezza del futuro di Asimov rispetto al nostro presente: l’incapacità di orientarsi su un mondo (Titano) senza magnetismo: oggi penserei subito a un tom tom! ;)

Se saremo uniti (1957)

Titolo originale: Let’s Go Together

Da un secolo si viveva in una specie di pace, e tutti si erano dimenticati che potesse esistere anche qualcos’altro. Non avrebbero nemmeno saputo come reagire se avessero scoperto che in effetti stava per scoppiare una specie di guerra.
[incipit]

In pratica, l’evoluzione della guerra fredda secondo Asimov! Gran bel racconto, anche se, non per vantarmi, ma io l’avevo capito ben prima di Lynn che Breckenridge non era un traditore ma un robot!! Bellissima comunque quest’idea di un “attacco” perpetrato da robot così simili agli umani da essere indistinguibili! Mi dispiace solo per una cosa: questi robot, evidentemente, essendo stato creati per esplodere uccidendo altre persone, erano privi della famosa Prima Legge, eppure nel racconto non si fa cenno alla cosa!

Soddisfazione garantita (1951)

Titolo originale: Satisfaction Guaranteed

Tony era alto, di una bellezza bruna, e aveva un’aria incredibilmente aristocratica che trapelava da ogni virgola della sua espressione impassibile.
[incipit]

Chi meglio della moglie di un ingegnere della United States Robots and Mechanical Men Corporation per testare un nuovo prototipo di robot, esteticamente simile a un essere umano, ma molto più bravo a fare qualsiasi lavoro domestico?

Il test dà ottimi risultati, e il titolo è abbastanza esplicito al riguardo ;), ma il robot è comunque da rifare, perché, come spiega la dottoressa Calvin (che qui vediamo, purtroppo, ancora molto poco) Tony si è comportato benissimo facendo tutto quello che poteva per aiutare Claire, ma va cambiato lo stesso, perché se è vero che le macchine non si possono innamorare, le donne, anche quando la situazione è anomala e senza speranza, sì.

Rischio (1955)

Titolo originale: Risk

Da tempo l’Iperbase viveva in attesa di quel giorno. Nella tribuna della sala d’osservazione, disposti secondo un ordine di precedenza strettamente dettato dal protocollo, c’erano ufficiali, funzionari, scienziati, tecnici e altra gente cui si poteva attribuire solo la qualifica generica di “personale”.
[incipit]

Il gran giorno tanto atteso dell’incipit, è quello in cui si tenterà di mandare un’astronave nell’iperspazio con un robot come equipaggio. E finalmente, in questo racconto, abbiamo un po’ più di Susan!! E rivediamo anche un altro personaggio che già era apparso in Io, robot: lo scienziato Gerald Black, aspramente ostile ai robot.

La Calvin è come sempre meravigliosa, e stavolta dimostra di conoscere bene anche la psicologia umana, e non solo quella robotica!

Segnalibro dedicato al libro realizzato da me!

Lenny (1951)

Titolo originale: Lenny

La United States Robots and Mechanical Men Corporation aveva un problema. Il problema era la gente.
[incipit]

Che bello questo racconto!!! Forse il mio preferito! Ma in generale questi ultimi 4 con Susan sono stati, come avevo detto, i più belli!

Qui abbiamo un malfunzionamento in un robot, causato da un tecnico negligente e un visitatore troppo curioso, che rende inutilizzabile un prototipo della serie LNE, detto Lenny. Però Susan è sicura che anche un robot inutilizzabile per le sue normali funzioni può essere comunque utile allo studio, così si oppone al suo smantellamento e lo tiene con sé. Dolcissimo (anche se un po’ prevedibile) il finale: a causa del difetto al cervello positronico, Lenny è immaturo, si comporta come un bambino. E Susan, donna solitamente fredda e asociale, si affeziona a lui, e insegnandogli a parlare, si fa chiamare “mamma”! :)

Il correttore di bozze (1957)

Titolo originale: Galley Slave

La United States Robots and Mechanical Men Corporation, che era stata citata in giudizio, aveva abbastanza potere da pretendere un processo a porte chiuse e senza giuria.
[incipit]

Altro bellissimo racconto, che analizza ancora una volta la Prima Legge, mette in luce la bravura di Susan ;), e mostra una sempre presente ostilità degli esseri umani nei confronti dei robot. Eppure, sono così utili e servizievoli, degli “schiavetti tuttofare”, come recita (più o meno) il titolo originale!

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