scritto da Phoebes
martedì 6 Luglio 2010
alle 23:30
Categoria : Shakespeare

di William Shakespeare

Titolo: Antonio e Cleopatra
Titolo originale: The Tragedy of Antony and Cleopatra
Genere: teatro, storico
Autore: William Shakespeare
Nazionalità: britannica
Anno prima pubblicazione: 1607
Ambientazione: Roma, I secolo a.C.
Casa Editrice: Newton Compton
Traduzione: Francesco Franconeri
Pagine: 88
Link al libro: ANOBII



È cosa strana che la natura ci costringa a lamentare gli esiti delle nostre più accanite azioni.

Agrippa

La coppia più famosa della storia antica, non poteva non ispirare il Bardo. La tragedia ci mostra l’epilogo della loro storia d’amore.

Avendo commentato pochi giorni fa un’altra tragedia di Shakespeare, non so bene cosa dire per esprimere quanto m’è piaciuta anche questa, evitando di ripetermi! E pensare che all’inizio non mi stava piacendo quanto il Giulio Cesare! Non so perché, forse il fatto è che Antonio e Cleopatra non mi hanno mai ispirato particolare simpatia: con tutti i suoi difetti ho sempre parteggiato per Ottaviano – cosa strana, tra l’altro, per quanto mi riguarda, visto che tendo a tifare sempre per i perdenti! ;)

Il segnalibro che ho usato durante la lettura (a sinistra) è stato realizzato da Lina, che me l’ha regalato in occasione del primo scambio di segnalibri nel gruppo Readers Challenge; invece il segnalibro a destra, dedicato al libro, è mio, realizzato per la sfida Tappabuchi!

Ma poi, più leggevo, più, come al solito, la storia mi prendeva, e, pur sapendo già quello che sarebbe successo, nel finale sono riuscita anche a commuovermi!

Un numero enorme di personaggi non genera comunque confusione, ogni riga è essenziale, non si potrebbe fare a meno neanche di una virgola (e in questi casi più che mai mi dispiace di non essere in grado di leggere Shakespeare in lingua!). Bel personaggio Ottaviano, molto simile al quello del telefilm Roma, non potevo fare a meno di immaginarmelo con quell’espressione glaciale! Belli alla fine anche Antonio e Cleopatra, così fallaci da essere tanto umani. Lui, in particolare, l’ho apprezzato moltissimo nel momento in cui decide di suicidarsi: sa che è la cosa giusta da fare, ma non riesce a farlo! Così diverso dai soliti eroi tragici tutti d’un pezzo! Ma Cleopatra è quella che mi ha davvero conquistato! Nel finale ho capito che (almeno secondo me) è lei la vera protagonista, è lei che, volente o nolente, ha avviato il processo di autodistruzione di Antonio, è sempre lei che, seppure in buona fede, lo ha alla fine portato alla rovina e alla morte. Ed è lei che sopravvive fino alle ultime pagine, che col suo gesto estremo riporta infine una vittoria su Ottaviano. Finora, almeno per quel che ricordo, è il personaggio femminile che preferisco nelle tragedie del Bardo, o, almeno, quello che mi sembra più bello da interpretare! Ancora una volta, infatti, mentre leggevo, mi struggevo dal desiderio di veder rappresentata a teatro questa tragedia! Chissà… l’anno scorso ho potuto vedere l’Otello, che attendevo da anni! Speriamo! :)

Sfide

Un po’ di frasi

Cleopatra: Se veramente è amore, dimmi quanto.
Antonio: Ben misero è l’amore che può essere calcolato.

Lepido: E com’è questo vostro coccodrillo?
Antonio: Ha la forma, signore, come quella di un coccodrillo ed è lungo quanto la sua lunghezza: è alto appena quanto è alto e si muove usando le proprie forze; vive del proprio nutrimento e quando rimane senza elementi vitali, muore.
Lepido: Di che colore è?
Antonio: Del proprio colore. Veramente.
Lepido: Che strana bestia.
Antonio: Stranissima. Pensare che le sue lacrime son bagnate.

Non favorite il duro destino con il privilegio della vostra pena. Diamo il benvenuto a ciò che viene per punirci: difatti, dimostrandoci lieti, noi lo castighiamo.
Antonio

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