scritto da Phoebes
venerdì 6 agosto 2010
alle 15:09
Categoria : Queen

di Ellery Queen


Il tasso di mortalità fra i milionari che fanno testamento all’improvviso e assumono degli investigatori per motivi reconditi è alto.

Cadmo è un eroe della mitologia greca che, sconfitto un drago, gli tagliò i denti, e da ogni dente venne fuori un guaio. E’ solo dopo qualche tempo che a Ellery Queen viene in mente questa storia che accomuna l’eroe con l’omonimo Cadmus Cole, bizzarro milionario che si è assicurato i suoi servigi futuri senza specificare l’argomento dell’indagine. Sembra infatti che attorno all’uomo e alla sua eredità spuntino fuori dal nulla guai a non finire!

Sebbene un po’ bigotto nella rappresentazione dei personaggi femminili (la fanciulla protagonista è dolce e ingenua e casta e amorevole, mentre la donna un po’ più matura, che fa l’indossatrice, è “cattiva”, volgare, di facili costumi…), questo romanzo di Ellery Queen mi è piaciuto sicuramente molto più del precedente (Il paese del maleficio). La storia mi è parsa fin da subito intrigante per il fatto che non si capisce su cosa Ellery è chiamato a indagare. L’omicidio vero e proprio, che fa nascere finalmente un “caso”, avviene un bel po’ in là con la storia, che si trasforma in un giallo a tutti gli effetti, e il caro Ellery può dare sfoggio del suo acume!
Insomma, a parte la troppo melensa storia d’amore, un interessante giallo e un bel romanzo in toto!

Informazioni sul libro

Partecipa a La Sfida A PUNTI, La Sfida infinita (o quasi)… terza edizione!, La sfida nascosta, La sfida del protagonista e Sfida… del mistero.
Il segnalibro qui a destra, che ho usato durante la lettura, è stato realizzato da lordsethos.

Titolo originale: The Dragon’s Teeth
Anno: 1939
Casa Editrice: Mondadori
traduzione di Alberto Tedeschi
pagine: 168
I denti del drago su aNobii

Un po’ di frasi

Vi presenterò Beau Rummel. No, non Lord Brummel, quello era un elegantone inglese, nato nell’ano 1778… Ho detto proprio Beau Rummel, nato in Cherry Street, New York City, nell’anno 1914.
[incipit]

Il merito è tutto delle mie piccole cellule grigie, come direbbe Hercule Poirot.
Ellery Queen

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