scritto da Phoebes
domenica 8 Agosto 2010
alle 16:07
Categoria : _gruppi di lettura_

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Ho abbandonato questo gruppo di lettura veramente per un sacco di tempo! Questo mio lungo distacco, però, è stato causato dallo studio, da sfide in dirittura d’arrivo, dalla fatica di leggere in inglese, e assolutamente NON dal libro, che in qualunque lingua mi piace sempre!
Comunque, tornando a noi, vado a commentare i capitoli di questa… ehm… settimana – durata quasi 2 mesi! ;).

Si comincia a delineare la vendetta di Heathcliff, pianificata a quanto pare fin da quando era solo un ragazzo:

— It is for God to punish wicked people; we should learn to forgive.
— No, God won’t have the satisfaction that I shall. I only wish I knew the best way! Let me alone, and I’ll plan it out: while I’m thinking of that, I don’t feel pain.
— E’ cosa di Dio punire i malvagi; noi dovremmo imparare a perdonare.
— No, Dio non avrà la soddisfazione che avrei io. Spero solo di capire il modo migliore! Lasciami solo, e lo pianificherò: mentre sto pensando a quello, non sento dolore.
(Nelly e Heathcliff)

Aveva, mi pare, circa 12 o 13 anni, e già vedeva chiaramente che solo la vendetta poteva alleviargli il dolore.

Hareton mi fa sempre più pena! Nei capitoli scorsi avevamo visto che non se la passava bene, ora scopriamo che già da piccolo le cose gli andavano male! :(
Tra l’altro, ho visto che usano “it ” e “thing” per riferirsi a lui, ma non con cattiveria (lo usa anche Nelly), per cui pare che chiamare i bambini come cose sia normale, non lo facevano solo con Heathcliff!

Ma veniamo alla scena più importante di questi capitoli, oserei dire la più importante di tutto il libro: la famosa notte in cui Cathy rivela a Nelly le sue intenzioni riguardo a Linton e i suoi sentimenti per Heathcliff:

It would degrade me to marry Heathcliff, now; so he shall never know how I love him; and that, not because he’s handsome, Nelly, but because he’s more myself than I am. Whatever our souls are made of, his and mine are the same, and Linton’s is as different as a moonbeam from lightning, or frost from fire.
Mi degraderebbe sposare Heathcliff, ora; così lui non saprà mai come lo amo; e questo, non perché è bello, Nelly, ma perché lui è più me stessa di quanto lo sono io. Di qualunque siano fatte le nostre anime, la sua e la mia sono la stessa cosa, e quella di Linton è così diversa come un raggio di luna è diverso da un fulmine, o il gelo dal fuoco.
(Catherine)

E poi, più avanti:

Who is to separate us, pray? They’ll meet the fate of Milo! Not as long as I live, Ellen – for no mortal creature. Every Linton on the face of the earth might melt into nothing, before I could consent to forsake Heathcliff. […] I shouldn’t be Mrs Linton were such a price demanded!
Chi è che ci vuole separare, ti prego? Incontrerebbe il destino di Milone! Non finché io vivo, Ellen – per nessuna creatura mortale. Ogni Linton sulla faccia della terra potrà sciogliersi nel nulla, prima che io possa acconsentire ad abbandonare Heathcliff. […] Non potrei essere la signora Linton se mi fosse richiesto un tale prezzo!
(Catherine)

E ancora:

My great miseries in this world have been Heathcliff’s miseries, and I watched and felt each from the beginning; my great thought in living is himself. If all else perished, and heremained, I should still continue to be; and, if all else remained, and he were annihilated, the Universe would turn to a mighty stranger. I should not seem a part of it. My love for Linton is like the foliage in the woods. Time will change it, I’m well aware, as winter changes the trees – my love for Heathcliff resembles the eternal rocks beneath – a source of little visible delight, but necessary. Nelly, I am Heathcliff – he’s always, always in my mind – not as a pleasure, any more than I am always a pleasure to myself – but as my own being.
Le mie grandi sofferenze in questo mondo sono state le sofferenze di Heathcliff, e ho visto e sentito ognuna sin dall’inizio; il mio grande pensiero nella vita è lui. Se tutto il resto perisse, e lui rimanesse, potrei ancora continuare ad esistere; e, se tutto il resto rimanesse, e lui fosse annientato, l’Universo si trasformerebbe in qualcosa di enormemente estraneo. Non mi sembrerebbe di farne parte. Il mio amore per Linton è come il fogliame nei boschi. Il tempo lo cambierà, ne sono ben consapevole, come l’inverno cambia gli alberi – il mio amore per Heathcliff somiglia alle rocce eterne sottostanti – una fonte di poco piacere visibile, ma necessaria. Nelly, io sono Heathcliff – lui è sempre, sempre nella mia mente – non come un piacere, più di quanto io sono sempre un piacere per me stessa – ma come il mio proprio essere.
(Catherine)

Una dichiarazione d’amore bellissima, forte come i sentimenti che più di tutti permeano questa storia, e come loro crudele, dura, quasi spietata nel suo negare risolutamente la possibilità di una felicità condivisa. Catherine e Heathcliff sono più che identici, sono proprio la stessa cosa, e probabilmente proprio per questo non possono stare insieme, dal loro “amore” viene fuori solo sofferenza, per se stessi e per gli altri.
In più tutto è peggiorato dall’enorme egoismo di Catherine, che vuole avere tutto e non dubita neanche un momento che questo sia quello che vogliono anche gli altri. Non si domanda se a Linton andrà bene vivere sempre con Heathcliff accanto. Non si domanda se Heathcliff sarà contento di saperla sposata ad un altro. La persona più crudele in questo romanzo è senza dubbio Heathcliff (anche se pure Hindley non scherza), però la più colpevole, secondo me, è proprio Catherine, che innesca il perverso meccanismo che porterà poi all’infelicissima situazione del presente che abbiamo visto all’inizio.
E intanto la prima a soffrire e proprio lei, perché a causa delle sua avventate parole (“Mi degraderebbe sposare Heathcliff”, non c’è andata certo leggera!) Heathcliff va via, sparisce. Così, di punto in bianco, senza che nessuno se ne accorga, durante una notte tempestosa (d’altronde, il titolo del romanzo non è mica messo lì per caso!), scompare.
E poi ritorna! Ricco, non si sa come né perché, e colto, non si sa come né perché. O meglio, il perché lo si può intuire: vendetta, ovviamente.
E per la seconda volta questo misterioso personaggio fa un’entrata in scena misteriosa, improvvisa, inspiegabile e sconvolgente. Sì, perché la vita dei Linton scorreva serena, tutto sommato anche Catherine stava bene, ed ecco che il ritorno di Heathcliff sfocia, inevitabilmente, in una nuova crisi.
Ci si mette in mezzo anche Isabella, la sorella di Edgar, che si prende una cotta per Heathcliff! Da un certo punto di vista verrebbe quasi da pensare “ben le sta!”, visto che l’aveva sempre trattato malissimo da ragazzo, e ora se lo ritrova davanti arricchito e ripulito, e si squaglia ai suoi piedi! Lo “scontro” tra lei è Cathy è una parte che mi è piaciuta molto, perché ha fatto venir fuori i loro veri temperamenti. Isabella e Catherine hanno la stessa età, però Catherine, da donna sposata, tratta la cognata come una ragazzina, e questa le dà conferma comportandosi in maniera molto sciocca e infantile. Però dice anche cose sensate, a cui si è tentati di dare molto credito: se Heathcliff si fosse innamorato di un’altra (ammettendo che questo fosse possibile!), o se avesse avuto la possibilità di sposarsi e sistemarsi, Cathy l’avrebbe accettato con gioia, visto che era “per il suo bene”? Così come era sicura che Heathcliff avrebbe accettato il suo matrimonio? Io credo di no.

Il capitolo XII ci lascia con una Catherine malata molto più di quanto sembrava in un primo momento, e una Isabella che, uscita definitivamente fuori di testa, è scappata con Heathcliff.

Un po’ di frasi

La traduzione è mia (con un piccolo aiuto di Google), quindi a volte magari un po’ bruttina, ma ho cercato di essere il più possibile fedele al testo originale.

You shouldn’t lie till ten. There’s the very prime of the morning gone long before that time. A person who has not done one-half his day’s work by ten o’clock, runs a chance of leaving the other half undone.
Non dovrebbe riposare fino alle dieci. La parte più importante della mattinata è passata molto prima di quel momento. Una persona che non ha svolto metà del suo lavoro giornaliero per le dieci, ha la possibilità di lasciare non fatta anche l’altra metà.
Nelly Dean

This neighbour’s goods are mine.
— If they were mine, they would be none the less that.
Questa roba del vicino è mia.
— Se fosse mia, non lo sarebbe di meno.
Catherine e Heathcliff

Your cold blood cannot be worked into a fever – your veins are full of ice-water – but mine are boiling.
Il tuo sangue freddo non può essere trasformato in una febbre – le tue vene sono piene di acqua ghiacciata – ma le mie sono in ebollizione.
Catherine a Linton

But I begin to fancy you don’t like me. How strange! I thought, though everybody hated and despised each other, they could not avoid loving me – and they have all turned to enemies in a few hours.
Ma comincio a credere di non piacerti. Che strano! Io pensavo, che anche se tutti si odiavano e disprezzavano l’un l’altro, non potevano evitare di amarmi – e si sono tutti trasformati in nemici in poche ore.
Catherine e il suo egoismo quasi ingenuo

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