scritto da Phoebes
giovedì 24 Aprile 2008
alle 0:08
Categoria : Yoshimoto

di Banana Yoshimoto

Titolo originale: Karada Wa Zenbu Shitte Iru
Anno: 2000
Casa Editrice: Feltrinelli
traduzione di Giorgio Amitrano
Il corpo sa tutto su aNobii

Questo libro partecipa alla sfida della Bibliografia e 50 libri per un anno.

Il corpo sa tutto è una raccolta di racconti, 13 storie tra loro molto simili (come un po’ tutte quelle della Yoshimoto!), con una donna come protagonista/narratrice, con la natura che in qualche modo ha una parte importante, poi viaggi, incontri, e uno o più ricordi che la protagonista ritrova o richiama. Ma sono allo stesso tempo storie sempre diverse per qualcosa, per il motivo scatenante il ricordo, per i personaggi e i loro problemi e per i mestieri che fanno, anche. Ha questo di straordinario la Yoshimoto: dice sempre le stesse cose, ma sa cambiarle così bene che non mi annoio mai a leggerla!
Mi è piaciuto questo libro, però un po’ meno de L’abito di piume, ma forse solo perché sono racconti, genere che non amo particolarmente.
Il primo, “Il pollice verde”, mi è piaciuto molto, e così anche “Il signor Tadokoro”, “Una sera luminosa” e “I fiori e il temporale”. Belli comunque anche gli altri, forse un po’ meno “La mummia”, “La voce del cuore” e “The Sound of Silence”, ma sempre letture gradevoli.
Non ho ben capito però il titolo. In quarta di copertina spiega che si tratta di storie di guarigioni, ma in fondo io credo che sia un po’ sempre così per la Yoshimoto. Nei suoi libri normalmente succede assai poco, la storia non va molto avanti nel tempo, con questi racconti questa caratteristica è ancora più accentuata (anche per la loro brevità: poco più di 130 pagine per 13 racconti), non c’è una vicenda che si evolve e poi si conclude, solo, alla fine, una presa di coscienza da parte della protagonista.
Una nota negativa però la devo proprio dire: la copertina. Non m’è piaciuta per niente!

Mi sembrò che le piante mi avessero comunicato che non si deve giudicare in base alla prima impressione, quella ricevuta guardando on occhi annebbiati dalla tristezza. Belle creature che vivono semplicemente cercando il sole, l’acqua, l’amore.
“Il pollice verde”

Volevo diventare una fiorista di quelle che danno un tocco di colore alla vita normale di case normali. La nonna diceva sempre che per comprare i fiori non ci voleva disponibilità di denaro ma di spirito.
“Il pollice verde”

Se uno si impegna assiduamente ogni giorno, le strade si aprono.
“Il pollice verde”

Quando c’è qualcosa di brutto, se uno presta attenzione, da un’altra parte c’è nascosta una cosa gioiosa come questa. Dio non ci dimentica.
“Farfalla nera”

Il tempo che niente può fermare non scorre solo per piangere sulle cose perdute ma anche per ottenere un’infinità di momenti bellissimi, uno dopo l’altro.
Ah, questo è un piccolo premio, pensai.
“Farfalla nera”

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