Mostly Harmless


(Praticamente innocuo)

di Douglas Adams

Guida galattica per gli autostoppisti
Addio, e grazie per tutto il pesce



Anything that happens, happens.
Anything that, in happening, causes something else to happen, causes something else to happen.
Anything that, in happening, causes itself to happen again, happens again.
It doesn’t necessarily do it in chronological order, though.

Tutto ciò che accade, accade.
Tutto ciò che, mentre accade, fa in modo che qualcos’altro accada, fa sì che qualcos’altro accada.
Tutto ciò che, mentre accade, fa in modo di accadere di nuovo, accade di nuovo.
Questo non significa necessariamente che lo faccia in ordine cronologico, però.

L’ultimo capitolo della trilogia in cinque volumi più divertente della galassia mi lascia con un sacco di tristezza addosso… e non solo per la fine di questa fantastica avventura! :(

Mentre Arthur non trova un posto da chiamare casa, Ford è tornato alla sede della Guida per il solito resoconto, e la trova molto cambiata… Una Tricia di una dimensione parallela, che è tornata indietro a prendere la borsetta e non ha seguito Zaphod, si trova a rimpiangere ancora, quasi vent’anni dopo, quell’occasione persa. La nostra Trillian, però, non è meno infelice, sente che nella vita le manca qualcosa, che forse avrebbe avuto se fosse rimasta sulla Terra…

Towel Day 2013 – Mostly Harmless by TravisAvery on DeviantArt

Ero allo stesso tempo molto emozionata e molto preoccupata nell’approcciarmi a questo libro. Emozionata perché è l’ultimo di una saga che ho amato moltissimo. Preoccupata per lo stesso motivo. Emozionata perché lo leggevo in inglese. Preoccupata perché lo temevo non all’altezza dei precedenti. All’inizio vinceva un po’ la preoccupazione, non mi stava prendendo, anche perché non ricordavo come fosse finito il precedente. Poi sono pian piano arrivate quelle genialate tipiche di Adams, quelle scene divertentissime e tragicomiche e sono subito ritornata all’emozione.

La trama segue tre dei protagonisti che abbiamo conosciuto in questi anni: il povero Arthur Dent, Ford Prefect e Tricia McMillan. Nell’alternarsi dei punti di vista la storia non copre sempre lo stesso arco temporale. La parte di Ford si svolge in pochissimo tempo, quasi in tempo reale, anzi, a volte c’è anche un rallentamento della scena, mentre quella di Arthur comprende mesi e mesi. Tricia è una via di mezzo. A prescindere da tutto questo, comunque, io devo ammettere che ho un debole per Arthur, sarà la sua infinita serie di sfighe, ma mi trovo sempre molto in sintonia con lui! :)

Il segnalibro che ho usato durante la lettura: devo dire che si intona proprio al libro!

L’ambientazione non è ricca come in alcuni dei volumi precedenti, ma comunque anche qui abbiamo la piccola carrellata di mondi strani o addirittura assurdi con le loro caratteristiche estremamente peculiari.

I personaggi non sono molti. Oltre ai tre già menzionati protagonisti conosciamo Random (?!?!), che è la figlia di Arthur e Trillian. A proposito di quest’ultima, ho separato nella lista dei personaggi i nomi Tricia McMillan e Trillian in quanto, pur essendo la stesa persona, sono presenti entrambe in questo libro: la prima è quella della dimensione alternativa che non è mai partita con Zaphod, la seconda è quella che abbiamo conosciuto nei romanzi precedenti, ed è lei che ha avuto la bambina, quella povera Random che fin da piccola è stata sballottata dalla madre qua e là nello spazio-tempo, e ora non sa quanti anni ha e non si sente a casa da nessuna parte.

Un personaggio che ho particolarmente adorato è Colin, un piccolo robot che è l’esatto opposto di Marvin, ma altrettanto adorabile! :) Poi ci sono i Grebulon, o grebuloniani (non so come chiamarli in italiano), che hanno viaggiato per anni e anni nello spazio per completare la loro missione, che ora hanno dimenticato a causa di un guasto nell’astronave mentre erano ibernati, e si sono accampati su Rupert.

E infine c’è la Guida, che più che mai in questo romanzo assume il ruolo di reale personaggio, e purtroppo non in positivo, visto che la nuova Guida è stata ideata dai Vogon!

Lo stile di Adams, stavolta assaporato in originale, mi è sembrato un po’ più spento del solito, ma forse è solo perché il romanzo è un po’ più triste dei precedenti, forse anche per il semplice motivo che è l’ultimo di una saga. Ammetto poi che dal finale ancora non mi sono ripresa!!!

Commento generale.

Come tutti i libri che concludono una serie che abbiamo molto amato, anche questo romanzo è stato un po’ triste. Tanto che non so ben giudicare se la storia in sé lo sia più delle altre volte, o sia solo questa malinconia che mi ha tenuto compagnia per tutto il tempo. Certo è che, comunque, non mancano il divertimento e le trovate geniali che caratterizzano la “trilogia in cinque volumi” della Guida Galattica per gli Autostoppisti. Il finale però mi ha talmente scioccato che ho pensato parecchio a che voto dare a questo libro, per un po’ sono stata tentata di limitarmi a tre stelline, non riuscendo a capire se le quattro erano un giudizio obiettivo, oppure è solo che amo troppo questa saga per dargliene di meno. A qualche giorno di distanza dalla fine della lettura sono più convinta del voto positivo, e anche se ancora traumatizzata dal finale, non mi sento più “tradita” da Adams per aver creato una conclusione che non mi aspettavo per niente. Pian piano ne sto capendo il senso, e forse, magari, fra alcuni anni, con una rilettura di tutta la saga, potrei arrivare perfino ad apprezzarla!

A parte questo, comunque, il romanzo è una bella lettura, diverte, fa riflettere, stupisce ed emoziona come sempre!

Copertina e titolo

La copertina di questa mia edizione è quella originale, se non sbaglio. Molto carina, mostra quella che dovrebbe essere la pagina della Guida relativa al nostro pianeta, con l’immagine e l’etichetta che dice “praticamente innocuo”. Il titolo è tutto un programma, come i precedenti: richiama qualcosa che era stato detto nel primo romanzo della saga, è comunque attinente alla storia di questo, ed è interessante e mette curiosità. Insomma, anche se forse è il meno bello della saga, è promosso su tutti i fronti.

Momento più…

…emozionante: quando incontriamo il Re, ovvero Elvis Presley! :) Arthur non lo riconosce, invece Ford si commuove a sentirlo cantare, e poi gli chiede se è vero che è stato rapito dagli alieni (se vi interessa, no, non è stato rapito, è andato con loro di sua volontà)
…divertente: tanti, però devo ammettere che una cosa che mi ha fatto proprio ridere è stata la storia della Grande Rivolta della Ventilazione e dei Telefoni di SrDt 3454. Questa rivolta scoppiò perché in un anno di grande calura si ruppero i sofisticatissimi sistemi di ventilazione che confidavano talmente in se stessi da non permettere alle finestre di aprirsi. La gente accaldata corse in strada e incontrò gli operatori telefonici della BS&S che stavano marciando per protestare sul fatto che erano stanchi di dire sempre “Grazie per aver usato la BS&S”. Le due rivolte si unirono, ottenendo per i primi di avere edifici con finestre in grado di aprirsi, e i secondi di poter dire almeno una volta ogni ora Use BS&S and die! (Usate BS&S e schiattate!).
…scioccante: quando sulla copertina della nuova Guida compare la parola Panic (Panico)! Tutto il contrario della vecchia Guida, la nostra Guida, che diceva a chiare lettere Niente panico!, quella frase così rassicurante che costituiva probabilmente uno dei segreti del successo di questo libro. Quello è veramente il momento in cui si capisce che le cose si stanno mettendo veramente, veramente male!
…triste: l’ho già detto, ma lasciatemelo ripetere: il finale! :'(

Mini recensione (1-5 parole)

Once more, with sadness

Mostly Harmless by BlaydeXi on DeviantArt

Titolo: Mostly Harmless
Serie: Guida galattica per gli autostoppisti (5)
Titolo italiano: Praticamente innocuo
Genere: fantascienza, umoristico
Autore: Douglas Noël Adams (sito ufficialeWikipedia)
Nazionalità: britannica
Prima pubblicazione: 1992
Ambientazione: in giro per lo spazio
Personaggi: Arthur Dent, Ford Prefect, Tricia McMillan, Trillian, Random
Casa Editrice: Pan Books
Pagine: 219
ISBN: 9780330323116
Provenienza: negozio di libri usati a Londra :)
Link al libro: IN LETTURAGOODREADSANOBII
inizio lettura: 1 gennaio 2015
fine lettura: 8 gennaio 2015

Sfide

Un po’ di frasi

“The history of the Galaxy has got a little muddled, for a number of reasons: partly because those who are trying to keep track of it have got a little muddled, but also because some very muddling things have been happening anyway.
La storia della Galassia è diventata un po’ confusa, per una serie di ragioni: in parte perché coloro che stanno cercando di tenerne traccia sono diventati un po’ confusi, ma anche perché alcune cose molto confusionarie sono comunque successe.
[incipit]

One of the problems has to do with the speed of light and the difficulties involved in trying to exceed it. You can’t. Nothing travels faster than the speed of light with the possible exception of bad news, which obeys its own special laws.
Uno dei problemi ha a che fare con la velocità della luce e le difficoltà nel tentare di superarla. Non si può. Niente viaggia più veloce della velocità della luce con la possibile eccezione delle cattive notizie, che obbediscono a proprie leggi speciali.
(Pagina 1)

The fact that all of this was happening in virtual space made no difference. Being virtually killed by virtual laser in virtual space is just as effective as the real thing, because you are as dead as you think you are.
Il fatto che tutto ciò stesse accadendo nello spazio virtuale non faceva alcuna differenza. Essere uccisi virtualmente da un laser virtuale nello spazio virtuale è altrettanto efficace che nella realtà, perché sei morto tanto quanto pensi di esserlo.
(Pagina 66)

…the nearest Bar & Grill, where you also could buy a range of particularly sweet and gooey chocolate cakes to eat in front of the ascetics. But, largely as a result of this, most of the ascetics had gone now. In fact they had mostly gone and set up lucrative therapy centres on some of the more affluent worlds in the North West ripple of the Galaxy, where the living was easier by a factor of about seventeen million, and the chocolate was just fabulous. Most of the ascetics, it turned out, had not known about chocolate before they took up asceticism. Most of the clients who came to their therapy centres knew about it all too well.
…il più vicino Bar & Grill, dove si può anche acquistare una vasta gamma di torte al cioccolato particolarmente dolci e appiccicose da mangiare davanti agli asceti. Ma, principalmente a causa di ciò, la maggior parte degli asceti se n’era ormai andata. In effetti se n’erano andati quasi principalmente per creare lucrativi centri di terapia su alcuni dei mondi più ricchi delle increspature del Nord Ovest della Galassia, dove la vita era più facile di un fattore di circa diciassette milioni, e il cioccolato semplicemente favoloso. La maggior parte degli asceti, si è scoperto, non conosceva il cioccolato prima di prendere la via dell’ascetismo. La maggior parte dei clienti che venivano nei loro centri di terapia lo conoscevano fin troppo bene.
(Pagine 79-80)

Natural. There was a tricky word.
He had long ago realised that a lot of things that he had thought of as natural, like buying people presents at Christmas, stopping at red lights or falling at a rate of 32 feet per second per second, were just the habits of his own world and didn’t necessarily work the same way anywhere else; but not to wish – that really couldn’t be natural, could it? That would be like not breathing.
Naturale. Ecco una parola difficile.
Aveva da tempo capito che molte cose che aveva pensato come naturali, come l’acquisto di regali a Natale, fermarsi alla luce rossa o cadere ad una accelerazione di 9,8 metri al secondo quadrato, erano solo le abitudini del suo mondo e non funzionavano necessariamente allo stesso modo in qualsiasi altro luogo; ma non desiderare – questo davvero non poteva essere naturale, giusto? Sarebbe come non respirare.
(Pagina 91)

So, what would the engineers not be expecting someone sitting on the ledge outside the window to do?
[…]
The thing they wouldn’t be expecting him to do was to be there in the first place. Only an absolute idiot would be sitting where he was, so he was winning already. A common mistake that people make when trying to design something completely foolproof is to underestimate the ingenuity of complete fools.
Allora, che cosa gli ingegneri non si aspettavano da qualcuno seduto sul davanzale fuori dalla finestra?
[…]
La cosa che non si sarebbero aspettati era che lui fosse lì in primo luogo. Solo un idiota assoluto se ne starebbe seduto dove si trovava lui, quindi stava già vincendo. Un errore comune che le persone fanno quando cercano di progettare qualcosa di completamente a prova di idiota è quello di sottovalutare l’ingegnosità dei completi idioti.
(Pagina 102)

The major difference between a thing that might go wrong and a thing that cannot possibly go wrong is that when a thing that cannot possibly go wrong goes wrong it usually turns out to be impossible to get at or repair.
La principale differenza tra una cosa che potrebbe rompersi e una cosa che non può rompersi è che quando una cosa che non può rompersi si rompe di solito risulta impossibile da aggiustare.
(Pagina 104)

We live in strange times.
We also live in strange places: each in a universe of our own. The people with whom we populate our universes are the shadows of whole other universes intersecting with our own. Being able to glance out into this bewildering complexity of infinite recursion and say things like, ‘Oh, hi Ed! Nice tan. How’s Carol?’ involves a great deal of filtering skill for which all conscious entities have eventually to develop a capacity in order to protect themselves from the contemplation of the chaos through which they seethe and tumble. So give your kid a break, OK?
Extract from Practical Parenting in a Fractally Demented Universe
Viviamo in tempi strani.
Viviamo anche in posti strani: ciascuno in un universo tutto nostro. Le persone con cui popoliamo il nostro universo sono le ombre di tutti gli altri universi che si intersecano con il nostro. Essere in grado di dare uno sguardo in questa complessità sconcertante di infinito ritorno e dire cose come, ‘Oh, ciao Ed! Bella abbronzatura. Come sta Carol?’ comporta una grande quantità di abilità di filtraggio per la quale tutte le entità coscienti devono alla fine sviluppare una capacità per potersi proteggere dalla contemplazione del caos attraverso cui ribollono e ruzzolano. Quindi date a vostro figlio una pausa, OK?
Estratto da Pratica nel fare il genitore in un Universo Frattalmente Demente
(Pagina 125)

For a long period of time there was much speculation and controversy about where the so-called ‘missing matter’ of the Universe had got to. All over the Galaxy the science departments of all the major universities were acquiring more and more elaborate equipment to probe and search the hearts of distant galaxies, and then the very centre and the very edges of the whole Universe, but when eventually it was tracked down it turned out in fact to be all the stuff which the equipment had been packed in.
Per un lungo periodo di tempo c’era molta speculazione e polemiche su dove la cosiddetta ‘materia mancante’ dell’Universo fosse finita. In tutta la Galassia i dipartimenti scientifici di tutte le principali università stavano acquisendo attrezzature sempre più elaborate per sondare e cercare i cuori di galassie distanti, e poi lo stesso centro e i margini stessi di tutto l’Universo, ma quando alla fine è stata rintracciata si è scoperto in effetti si trattava di tutto il materiale in cui le attrezzature erano state confezionate.
(Pagina 147)
Pagina 155 Leggi

Pagina 162 Leggi

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2 pensieri riguardo “Mostly Harmless

  1. Ho terminato ieri di leggere la saga e sono venuta subito a leggermi i tuoi commenti visto che ricordavo che li avevi letti anche tu! Il finale ha lasciato spiazzatissima anche me: ma come, nooo!!! Comunque a questo punto leggerò anche il volume scritto a Eoin Colfer, visto che a quanto pare è considerato ufficialmente l’ultimo romanzo in quanto Adams stesso stava lavorando ad un ultimo capitolo… anche perché dai, quella che c’è qui non è una conclusione!!!
    In ogni caso ho adorato tutti e cinque i romanzi, concordo sul fatto che il secondo è calato un pochino, ma dal terzo in poi… mi ha fatto impazzire la storia dell’essere che ce l’ha con Arthur perché lo uccide sempre!! XD XD

    1. Ciao Simona!
      Grazie del commento! Sì, ho visto su Instagram che stavi leggendo la saga, e aspettavo proprio che arrivasi a quest’ultimo, ero curiosa di conoscere la tua opinione!
      Quando ho finito la saga non pensavo di continuare col libro di Colfer, ma ora come ora ho un po’ cambiato idea, mi manca troppo la Guida Galattica, e hai ragione, quella non è una conclusione!!!!

      Troppo divertente la storia di quel tizio, è vero! XD

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