scritto da Phoebes
venerdì 17 20 Giugno16
alle 14:19
Categoria : Osorgin

di Michail Osorgin

Titolo: La libreria degli scrittori
Titolo originale: Kniznaja Lavka Pisatelej
Genere: resoconto
Autore: Michail Osorgin (Wikipedia)
Nazione: Russia
Anno prima pubblicazione: 1928
Ambientazione: Mosca (Russia), 1918-22
Casa Editrice: Adelphiana
Traduzione: Claudia Zonghetti
Pagine: 25
Provenienza: online, 22 gennaio 2008
Link al libro: ANOBIIGOODREADS
inizio lettura: 5 maggio 2016
fine lettura: 14 maggio 2016


Questa era la squadra dei proprietari-commessi della nostra cooperativa, che aveva un nome assai popolare a Mosca: la Libreria degli Scrittori.
E uso le maiuscole a ragion veduta. In anni tremendi di sfacelo, terrore e crollo dei valori la Libreria degli Scrittori fu probabilmente l’unica istituzione culturale e commerciale in Russia a conservare indenne la propria autonomia, interiore e nei confronti del mondo esterno.

(Pagina 6)

Subito dopo la Rivoluzione d’Ottobre, quando qualsiasi cosa in Russia comincia ad essere controllata dal governo, un gruppo di scrittori decide di aprire una libreria che possa rimanere indipendente, vendere libri senza autorizzazione e continuare a condividere la cultura, nell’idea dissennata e commovente qui rievocata, quella di aprire una libreria commerciale in pieno Ottobre – e cioè di dedicarsi anima e corpo a scegliere, vendere, comperare, barattare, nascondere libri mentre fuori tutto era, come scrisse Blok, «un misto di angoscia, orrore, penitenza, speranza». (dall’introduzione al libro, pag. 2)

Crowley e Aziraphale nella libreria di quest’ultimo
bookshop by s-u-w-i on DeviantArt

Questo libriccino è così piccolo che non so veramente cosa dire per commentarlo, ma così bellino che ci voglio provare lo stesso. In pratica si tratta del racconto fatto dall’autore di un’esperienza da lui vissuta insieme ad altri colleghi scrittori. In un periodo triste e pericoloso decisero di sfidare le autorità nel modo più calzante per persone che vivono con e di libri: cercare di promuovere il più possibile la lettura, e la lettura libera. Ci riescono, anche se per poco (la libreria fu fondata nel settembre del 1918 e resistette fino al 1922):

In un momento durissimo, però, essa fu non solo l’ancora della nostra salvezza individuale, ma anche un piccolo centro culturale per la città di Mosca, albergo e rifugio di scrittori, docenti, bibliofili, artisti, studenti e di tutti coloro che in quegli anni difficili non volevano tagliare i ponti con la cultura né soffocare gli ultimi moti del proprio spirito.
(Pagina 6)

E non fecero solo quello, si adoperarono per salvare i libri, per raccogliere nella libreria quei testi, di qualsiasi tipo, epoca, genere, che sarebbero stati altrimenti gettati al macero. Inoltre compravano libri un po’ da tutti, anche da chi li vendeva per disperazione:

Restando in mezzo ai libri, però, facevamo qualcosa che, nella sua modestia, era importante: proteggevamo e distribuivamo i libri e, trovando compratori, aiutavamo la gente a non morire di fame.
(Pagina 13)

E visto che ormai questo commento è fatto più da citazioni che parole mie, fatemene aggiungere altre due che testimoniano altre conquiste della Libreria degli Scrittori.

Ed è curioso che fossimo riusciti ad appassionare ai libri anche uno dei nostri fattorini, che pur non avendo la minima istruzione si creò una biblioteca di classici di cui andava molto fiero. Prima non possedeva altro che qualche opuscolo sgualcito.
(Pagina 15-16)

Avevamo clienti che passavano ogni giorno, non per comperare, magari, ma per fare due passi tra le mensole, per godersi i libri, per trascorrere un po’ di tempo in loro compagnia.
(Pagina 17)

Tra le tante, queste ultime due sono forse quelle che a me sembrano più importanti: far innamorare della lettura qualcuno che non aveva mai avuto occasione di provarci né interesse per i libri, e poi dare agli amanti della lettura che magari non potevano possedere libri, un luogo in cui appunto poter almeno “stare in loro compagnia”. Queste poche parole toccano avvero il mio cuoricino di bibliofila! :)

Commento generale.

Una lettura piacevole, un’avventura emozionante. A distanza di tutti questi anni mi sento di dover dire un grandissimo GRAZIE a questi Scrittori che hanno rischiato, faticato e anche sofferto per impedire ai libri di morire.

Mini recensione

La storia vera
di un gruppo di scrittori coraggiosi
impegnati a salvare libri.

Grazie a…

Hermione Ginny, la cui recensione mi ha fatto venire voglia di leggere questo libro.

Sfide

Un po’ di frasi

Quando nel 1917 libri e giornali presero a uscire senza la minima censura, noi uomini di penna ne fummo frastornati. Eravamo ormai abituati, scrivendo, a usare la grammatica di Esopo. Avevamo messo insieme un intero repertorio di espressioni convenzionali, e da un giorno all’altro ci ritrovammo a dover ricominciare tutto daccapo. Ma fu una libertà di breve durata e tutt’altro che gravosa.
[incipit]

Ma penso che si sia trattato di un fenomeno storico, anche solo per il periodo in cui ebbe vita (gli anni dal 1918 al 1922), e che dunque valesse la pena di ricordarla e di raccontarne, sia pur brevemente. Nella storia della cultura russa, e del libro russo in particolare, alla Libreria degli Scrittori spetta lo spazio di alcune righe assai singolari.

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