scritto da Phoebes
martedì 16 20 Gennaio18
alle 21:51
Categoria : AAVV, Angela, P.

Il mondo di Quark
di Piero Angela


Titolo: Viaggi nella scienza
Sottotitolo: Il mondo di Quark
Genere: saggio, scienza
Autore: Piero Angela (Wikipedia)
Nazione: Italia
Anno prima pubblicazione: 1982
Casa Editrice: CDE
Copertina: Giorgio D’Andrea
Pagine: 276
Collaboratori: Franco Foresta Martin, Danilo Mainardi, Lorenzo Pinna, Giangi Poli, Marco Visalberghi
Link al libro: IN LETTURAANOBIIGOODREADS
inizio lettura: 27 luglio 2017
fine lettura: 12 gennaio 2018


Attraverso l’immaginazione l’uomo è riuscito a realizzare grandi imprese.

(Pagina 62)

Bene, il 2018 libristico non inizia male, prima l’audiolibro de Il nome della rosa, ora questo: due libri iniziati l’anno scorso portati finalmente a termine. Speriamo di continuare così!

Un viaggio tra le meraviglie della scienza tra passato, presente e futuro.

La pagina autografata del mio libro!!!! <3<3<3<3

Questo libro gira in casa dei miei da quando ero piccola, l’ho aggiunto alla pila dei non letti ma mai affrontato. Alla fine ho deciso di portare questo qui da far firmare all’incontro con Piero Angela a cui ho partecipato quest’estate perché quelli che ho letto di questo autore sono tutti stati scritti in comune con qualcun altro (col figlio di solito), e ho pensato che questa potesse essere l’occasione per, finalmente, leggerlo.

Il libro come dice il titolo è una sorta di viaggio, è strutturato infatti come un itinerario temporale che parte dall’essere umano e le sue origini, passando per il cervello, l’universo, il nostro pianeta, le guerre, il progresso, il bisogno di energia, finendo a parlare dei problemi del “futuro”. Si parla anche di divulgazione scientifica, argomento di cui non si può negare Angela sia un vero esperto. Parlando del cervello poi si parla anche di illusioni ottiche, un paragrafo molto interessante, mi ha fatto pensare al vestito blu e nero (o bianco e dorato) di qualche anno fa: il motivo per cui “caschiamo” in questi inganni è, come spesso succede, evolutivo, perché il nostro cervello è abituato ad elaborare le immagini, non prenderle solo così come vengono, per esempio è in grado di prendere da un’ombra l’informazione se si tratta di un possibile predatore, o cose così.

Science by esreveRYourThinking on DeviantArt
Da sinistra verso destra: Galileo Galilei, Marie Curie, J. Robert Oppenheimer, Isaac Newton, Louis Pasteur, Stephen Hawking, Albert Einstein, Carl Sagan, Thomas Edison, Aristotele, Neil deGrasse Tyson, Richard Dawkins e Charles Darwin.

Il libro è datato, e questo si nota spesso. Per esempio quanto mi ha sconvolto leggere che gli abitanti della Terra erano 4 miliardi, poco più della metà degli attuali! Poi si parla di invecchiamento cellulare ma non si nominano i telomeri, evidentemente non erano stati ancora scoperti.

Anche se la lettura è stata molto piacevole, non posso negare che mi abbia infuso un po’ di pessimismo, anche questo dovuto agli anni che sono passati da quando è uscito il libro. Si parlava di tante nuove promettenti tecniche per combattere i tumori, ma a tutt’oggi non mi pare ci siano tante alternative alla chemioterapia. Si parlava della possibilità di costruire centrali energetiche e fabbriche in orbita (di quest’ultime non avevo idea del vantaggi che può dare il creare cose in assenza di gravità) per cui già nel 1982 c’erano tutte le tecnologie, eppure ancora non esistono. Si parla poi di conflitti internazionali, in quel tempo eravamo in piena guerra fredda, ma le cose non sono molto diverse al giorno d’oggi (allucinante QUESTO RECENTE TWEET di Trump), e siamo sempre a un passo dall’annientamento globale: L’efficienza nel costruire armi è aumentata a tal punto, negli ultimi decenni, che la prospettiva sembra ormai una sola: o saremo saggi o non saremo. (Pagina 241).

Science Keywords by astrophysicistkev on Flickr

Infine, tutto il discorso sull’energia è stato piuttosto deprimente! La situazione presentata da Angela e i suoi è di un pianeta sull’orlo del collasso energetico che deve al più presto correre ai ripari… e questo era 35 anni fa!

Questo è un problema che non potremmo affrontare nel 2020, quando sarà troppo tardi.

[…]

Sta quindi a noi affrontare questo periodo di transizione. Con intelligenza. Oppure con stupidità, come appunto stiamo facendo.

(Pagina 207) E come continuiamo a fare!

Se riusciremo invece a superare con intelligenza i prossimi 30 o 40 anni, cioè se riusciremo a compiere questa transizione tra le attuali crisi e la nuova epoca di abbondanza di energia, potremo sperare davvero in un buon futuro. […]
La cosa infatti che più irrita, in tutta questa faccenda, è il fatto che potremmo avere un avvenire più che decente, se soltanto fossimo in grado di fare le scelte giuste e di comportarci intelligentemente.

(Pagine 255-256) Ora, come ho detto, di anni ne sono passati 35: quindi siamo spacciati? D:

La copertina interna, senza sovraccoperta.

Lo stile di Piero Angela è sempre molto scorrevole, ammiro e amo moltissimo la sua capacità di trovare la giusta similitudine per chiarire concetti complicati, di mostrare la meraviglia della scienza, di essere approcciabile da chiunque senza mai perdere il rigore scientifico.

La copertina richiama un po’ le immagini della mitica sigla del programma televisivo Quark, ma molto vagamente, si tratta di quelle “tarocche” del Club degli Editori. Il titolo è molto semplice, rispecchia esattamente quello che è il libro, una serie di viaggi alla scoperta di varie discipline della Scienza.

Il segnalibro che ho usato durante la lettura l’ho preso ad uno degli eventi di AstroGarden di RomaTre. Mi è sembrato adatto ad un libro che parla di Scienza!

Commento generale.

Purtroppo io coi libri arrivo sempre tardi, e se per i romanzi non fa nulla coi saggi c’è sempre il rischio di leggere qualcosa di veramente datato. Questo libro ne è un esempio, ma è anche un esempio di come qualcosa scritto bene e con lo scopo di divulgare anche quando il testo è vecchio quasi quanto me può comunque riservare notizie interessanti, riflessioni istruttive, scoperte affascinanti. Una bella lettura!

Momento più…

…istruttivo: la spiegazione del termine overkill, l’avevo già sentito ma temo di non essermi mai fermata a pensare a cosa significasse di preciso. A proposito delle armi nucleari l'”overkill” è la capacità di distruggere l’intero pianeta non una, ma molte volte. È stato calcolato circa trecento volte. In pratica a ogni abitante della Terra spetta una razione di tre tonnellate e mezzo di esplosivo ad alto potenziale. (Pagina 236)

Mini recensione

Viaggi datati ma sempre (troppo) attuali

Un po’ di frasi

science by poisson lucas on Flickr
Quark, come ormai è noto, è il nome dato dai fisici a quelle ipotetiche particelle che si troverebbero all’interno del nucleo dell’atomo […].
Come in un gioco di scatole cinesi, la ricerca dei quark è, in sostanza, la ricerca degli ultimi «pezzi» (almeno per ora) contenuti nell’ultima scatoletta […]. È, insomma, un «andare dentro» le cose, per cercarne le strutture di base.
È proprio questo desiderio di «andare dentro» le cose che ci ha spinti a chiamare Quark il programma televisivo che ha avuto così largo successo tra il pubblico […].
Dall’introduzione
(Pagina 5)

È quasi paradossale pensare che la nostra generazione è quella che dispone delle più grandi conoscenze scientifiche e delle più straordinarie macchine mai esistite nella storia, eppure è anche quella che sembra correre verso le crisi e le catastrofi più gravi.
Dall’introduzione
(Pagina 7)

Cominciamo il nostro viaggio esplorando il nostro passato.
[incipit]

Non conosciamo nessun caso [oltre all’uomo] in cui un animale sia in grado di usare un arnese per costruirne un altro.
(Pagina 36)

Hubble 25 by European Space Agency on Flickr
Collage con alcune delle più belle foto fatte dal telescopio Hubble nei suoi primi 25 anni di carriera.
L’umorismo è uno dei compagni di strada dell’intelligenza.
(Pagina 47)

C’è gente che preferisce non capire anziché esigere chiarezza, perché sarebbe come ammettere che non è abbastanza intelligente e colta. La verità è che questa gente non ha abbastanza ricchezza interna per poter dire: «Non ho capito.»
Dire «Non ho capito», infatti, è una dimostrazione di forza. Significa dimostrare di non avere complessi di inferiorità. Ed è anche un’arma per costringere l’interlocutore a «scoprirsi».
(Pagina 52)

«Ludendo docère», dicevano i Romani, cioè insegnare divertendo (vale a dire interessando).
(Pagina 58)

L’uomo infatti tende sempre a ritenere le proprie idee fondamentalmente giuste: non solo in politica o in economia, ma in tutti quei campi in cui il giudizio personale conta. Ed è molto difficile far cambiare parere a un individuo.
(Pagina 125)

Non per nulla molti condividono le ultime parole di un altro Premio Nobel in biologia, Jacques Monod, parole apparentemente molto semplici, ma che esprimono tutto un modo di essere e anche uno stile di vita: «Je cherche à comprendre.» Un buon consiglio. Anche fuori dalla scienza.
(Pagina 130)

Science behind the lens by emil gussander on Flickr
L’attuale crisi energetica è in gran parte una crisi di intelligenza.
(Pagina 159)

La nostra cultura è rimasta ancora in larga misura pre-scientifica, incapace di quella flessibilità mentale che permetterebbe a tutti noi di cavalcare meglio questo vento dei tempi, anziché subirlo.
(Pagina 209)

C’è incompatibilità: vale a dire che c’è crisi, inflazione, deterioramento ambientale. Ciò significa che non possiamo più avanzare? No, significa che dobbiamo far ricorso molto più che in passato alla nostra intelligenza. Le risorse infatti si creano soprattutto col cervello.
(Pagina 218)

Negli ultimi 50.000 anni si sono susseguite sulla Terra 1500 generazioni, di cui solo le ultime 60 sono state capaci in qualche misura di scrivere, e solo le ultime 6 hanno vissuto una civiltà industriale, 6 su 1500.
Isaac Asimov
(Pagina 273)

Ciò non significa che ci sia una contrapposizione tra cultura classica-letteraria e cultura scientifica; e che si debba scegliere una delle due. Significa piuttosto che dobbiamo cercare di integrarle insieme. È come per la vista: due occhi consentono una visione binoculare, e quindi consentono la profondità di campo.
(Pagina 275)

È un mondo quello verso cui andiamo, che ha bisogno di essere capito. Questo libro ha voluto portare il suo modesto contributo in questa direzione: poiché al di là delle differenze politiche, ideologiche o religiose che dividono gli individui, esiste un comune interesse nel cercare metodi e criteri che permettano di procedere insieme, nel modo più intelligente, verso il futuro.
E questo grande sforzo di comprensione non può basarsi che sulla razionalità.
[explicit]

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