scritto da Phoebes
domenica 1 luglio 2018
alle 17:44
Categoria : Austen


di Jane Austen

Titolo: Persuasione
Titolo originale: Persuasion
Genere: romanzo
Autore: Jane Austen (sito NON ufficiale in italiano)
Nazione: Regno Unito
Anno prima pubblicazione: 1817 (datata 1818)
Ambientazione: Somerset (Inghilterra, Regno Unito) in particoalare Bath; estate 1814 – primavera 1815
Personaggi: Anne Elliot, Mary [Elliot] Musgrove, Sir Walter Elliot, Elizabeth Elliot, Lady Russell, Capitano Frederick Wentworth, William Walter Elliot, Ammiraglio Croft, Sophia [Wentworth] Croft, Capitano James Benwick
Casa Editrice: BUR Rizzoli
Traduzione: Giulietta Cardone Cattaneo
Copertina: Immagine della locandina del film Persuasione (Roger Michell, 1995)
Pagine: 260 (240 senza introduzione)
ISBN: 88-17-15257-9
Provenienza: MEL bookstore, 23 febbraio 2011
Link al libro: PAGINA su jausten.itIN LETTURAANOBIIGOODREADS
inizio lettura: 11 giugno 2018
fine lettura: 18 giugno 2018


Lo aveva trattato male, abbandonato e deluso e, peggio, nella sua decisione di lasciarlo aveva dimostrato una debolezza di carattere che il suo, deciso e fiducioso, non poteva sopportare. Aveva rinunciato a lui per far piacere ad altri. Era stato effetto di troppa persuasione.

(Pagina 78)

Con questo libro avevo un po’ d’ansia da prestazione perché è l’ultimo dei romanzi canonici della zia Jane che ancora non avevo mai letto. Visto che nel 2018 festeggiamo il bicentenario della pubblicazione ufficiale, ho pensato che era ormai arrivata l’ora di farlo. Per fortuna non mi ha delusa, anzi!

Anne Elliot ha ventisette anni e un unico, grande rimpianto: aver rifiutato, otto anni prima, la proposta di matrimonio dell’uomo di cui era innamorata perché persuasa da una buona amica di famiglia che non era la scelta giusta.

Ho rimandato la lettura di questo romanzo un sacco di tempo. Perché se ancora, per fortuna, mi rimangono da leggere lettere e opere minori, questo è l’ultimo dei romanzi canonici che ancora mi mancava da leggere. Ma prima o poi dovevo, ed è stata una piacevolissima lettura!

La trama ha molti punti in comune con gli altri romanzi austeniani, con storie d’amore che nascono, evolvono, cambiano, e devo dire che un paio di volte ho dubitato di come sarebbe finita quella della nostra protagonista: l’amore passato Wentworth, il romantico capitano Benwick oppure l’opportuno cugino Mr Elliot? La risposta è scontata, però devo dire che qualche dubbio mi è venuto lo stesso. Noi vediamo quasi tutto soltanto con il punto di vista di Anne, non conosciamo mai i pensieri degli altri personaggi, e per questo motivo ogni tanto mi chiedevo: saranno vere certe sue supposizioni? Non si starà invece facendo solo solo una marea di film mentali?

Bath by Pablo Fernández

L’ambientazione è particolarmente interessante perché per buona parte del romanzo ci troviamo a Bath, e credo che sia la prima volta che in un romanzo di Jane Austen passiamo tanto tempo in una città vera e non fittizia: vengono nominate le strade, dando per scontato che chi leggeva il libro conoscesse bene il posto (io purtroppo non ci sono mai stata). Era sicuramente una meta che avevo in mente di visitare prima o poi, ora lo desidero ancora di più!

Altra parte interessante dell’ambientazione è il piccolo spaccato della vita dell’epoca, che porta sempre scoperte interessanti, almeno per me. Per esempio sono rimasta stupita di scoprire che gli ufficiali della marina sulle navi da guerra portavano con loro anche le mogli e spesso pure i figli! Poi vorrei nominare la famiglia Musgrove, con l’abitudine che Anne definisce campagnola di fare sempre tutto insieme. Con gli occhi del ventunesimo secolo a me questa abitudine sembra molto da social, con le ragazze che passano dalla cognata solo per farle sapere che stavano andando a fare una passeggiata, senza nessun secondo fine, senza voglia di invitarla, solo col desiderio di comunicare le loro intenzioni! Se fossero vissute oggi le signorine Musgrove avrebbero postato la loro uscita su Facebook.

Anne Elliot. by jroberts

Tra i personaggi ritroviamo alcuni caratteri tipicamente austeniani adorabili per l’efficacia e l’attualità della rappresentazione. Mi limiterò però a commentarne solo due. La prima è ovviamente Anne, la protagonista, la “vittima” della persuasione. Questa eroina si distingue dai personaggi di contorno ancora prima di conoscerla, per via del suo nome: nella prima pagina leggiamo che il padre, fissatissimo con la storia e il prestigio della famiglia, amava ricordare tutte le altre Elizabeth (nome della figlia maggiore) e Mary (nome della figlia minore) della famiglia allargata. Anne ha quindi un nome che non è tra quelli tradizionali della famiglia Elliot. Da qui in poi le differenze aumentano sempre più, e forse mai come in questo romanzo l’eroina è sola, non ha intorno a sé qualcuno di affine o di vicino negli affetti con cui parlare liberamente. A proposito di solitudine, una cosa che mi piace sempre molto delle eroine austeniane è che cercano spesso la solitudine, a differenza degli altri personaggi, per chiarirsi le idee o ascoltare i propri pensieri, è una cosa che amo sempre molto perché la condivido!

Non si può fare a meno (o, almeno io non posso farlo) di paragonare Anne alle altre eroine austeniane, e devo dire che a mio parere se la cava molto bene, mi è piaciuta un sacco! Anche nei confronti della mia preferita Lizzie si fa valere perché (spoiler anche per Orgoglio e pregiudizio) per esempio Mr Eliot, che è un novello Wickham, non la inganna, almeno non del tutto, perché Anne ha lo stesso spirito d’osservazione di Lizzie, ma alla sua arguzia aggiunge anche un po’ più esperienza essendo più matura.

Il segnalibro che ho usato durante la lettura, regalo annuale per l’iscrizione alla Jane Austen Society of Italy.

L’altro personaggio di cui vorrei parlare è Lady Russel. Dicevo prima che Anne non ha amicizie strette, però ha Lady Russel, amica di famiglia che voleva molto bene a sua madre e rivede lei in Anne. È un personaggio minore, si vede veramente pochissimo, ed è questo quello che mi ha colpito di lei perché di Lady Russel comunque si parla un sacco visto che è lei l’artefice della persuasione del titolo! E più di una volta parliamo di incontrarla, ma poi questo incontro non arriva, o non lo vediamo, e io lì che l’aspettavo. Insomma, un personaggio che per quanto mi riguarda si è fatto notare per la sua assenza!

L’edizione in mio possesso l’ho comprata qualche anno fa, in sconto, e non è che mi piaccia tanto ma ormai ce l’avevo e ho letto questa. Forse avrei fatto meglio a darla via e comprarne un’altra, perché la traduzione non era un granché, per esempio si citava ad un certo punto un’infermiera di nome Rooke, definita ogni volta “Nurse Rooke”, senza tradurre quel nurse che significa appunto infermiera! Ma soprattutto nel mio libro mancava una pagina, o meglio la pagina 151 era sostituita dal duplicato della 165! Meno male che c’era il sito JaneAusten.it perché mi sono potuta leggere la parte che mi mancava! Comunque la copertina pure non è un granché ma non è brutta, con un’immagine dal film del 1995. Il titolo è particolare: senza dubbio molto efficace, anche se devo ammettere che quando poi scopriamo in che consiste questa persuasione un po’ mi ha deluso.

Persuasion. Leonard Campbell Taylor (1874 – 1969). Foto di artinconnu

Commento generale.

Anche nella sua ultima opera, i tratti caratteristici della scrittura di Jane Austen non sono venuti meno. Non so da quanto tempo era che non passavo così tanto tempo a leggere un libro, che facevo le ore piccole per leggere, che non vedevo l’ora di liberarmi per tornare a leggere. Oltre al piacere in sé di leggerlo questo libro mi ha riportato ai tempi in cui leggevo un libro a settimana, una gioia che non assaporavo da tempo! Speriamo mi dia una spinta per continuare così! :D

Comunque, rimanendo a questo libro in sé, nonostante come ho detto si capiva dove saremmo andati a finire è stata comunque una lettura entusiasmante, e alla fine non riuscivo a metterlo giù! Anche se adesso mi trovo quindi quasi orfana, perché mi rimangono solo le opere minori della zia Jane, sono proprio contenta e soddisfatta di questa lettura. Mi ha fatto scoprire una nuova eroina da amare, una storia d’amore pacata ma intensa come può essere una in età più matura, personaggi sempre estremamente accattivanti, nel bene e nel male, un’ironia forse meno pungente del solito ma comunque presente e accattivante. Un romanzo veramente bello!

Curiosità

Mentre leggevo questo romanzo ho per caso beccato in tv il film Miss Austen Regrets (Io, Jane Austen di Jeremy Lovering, 2008) che racconta l’ultimo anno di vita di Jane Austen. Purtroppo l’ho guardato un po’ distrattamente, ma mi è parso di capire che il “regret”, il rimpianto di Jane del titolo originale fosse di non essersi mai sposata. Nel film Jane stava scrivendo Persuasione (e sentiamo infatti anche qualche citazione), quindi viene ovvia la comparazione con Anne Elliot che come la sua autrice rimpiange di aver rifiutato una proposta di matrimonio. Anne odia Bath e non è per niente contenta di andarci, ed è famoso l’odio di Jane Austen per questa città, quindi ecco un altro punto in comunque con la sua ultima eroina. Sarà allora forse vero che la nostra cara Jane aveva questo rimpianto? E se sì quale ne era il motivo? Rimpiangeva di non aver sperimentato l’amore? O forse solo di non aver lasciato alla madre e alla sorella un mezzo di sostentamento che restasse anche dopo la sua morte? Temo non lo sapremo mai.
Oltre a questa piccola coincidenza me n’è capitata un’altra. Insieme al segnalibro che ho usato per leggere questo libro ricevo dalla JASIt come regalo annuale per l’iscrizione anche un calendario con ogni mese una citazione di Jane Austen, e per il mese di giugno era proprio una frase da Persuasione, quella che vedete qui nell’immagine a fianco.

Mini recensione

Non ho bisogno di persuasione
per riconoscere
uno splendido romanzo.

Un po’ di frasi

Sir Walter Elliot di Kellynch Hall, nel Somersetshire, era un uomo che, per suo divertimento, non prendeva in mano che un unico libro: l’Albo dei Baronetti.
[incipit]

Per farla breve, a lady Russel piaceva Bath, e per questo era portata a considerarla adatta per tutti.
(Pagina 34)

Era stata costretta alla prudenza da giovane e perciò si era imbevuta di romanticismo cogli anni: il seguito naturale di un inizio innaturale.
(Pagina 49)

Una consolante sensazione di superiorità ci salva tutti quanti dal desiderio di poter cambiare.
(Pagina 59)

I signori Musgrove avevano la loro cacciagione da difendere e uccidere.
(Pagina 61)

Anne sperò di aver superato l’età di arrossire, ma certamente non aveva superato l’età delle emozioni.
(Pagina 66)

Ma non posso sopportare di sentirti parlare come un gran signore, e come se tutte le donne fossero delle gran dame, anziché creature ragionevoli.
Mrs Croft
(Pagina 86)

Il piacere che a lei derivava dalla passeggiata doveva essere tratto dal moto e dalla bella giornata, dalla vista degli ultimi sorrisi dell’anno sulle foglie rossastre e sugli arbusti secchi, e dalla ripetizione fra sé e sé di alcune delle migliaia di descrizioni esistenti sull’autunno, la stagione che esercita una particolare e inesauribile influenza su ogni mente tenera e di buon gusto, la stagione che ha tratto da ogni poeta degno di essere letto qualche tentativo di descrizione o qualche verso sentito.
(Pagina 100)

Il suo animo aveva bisogno di quella solitudine e di quel silenzio che solo un certo numero di persone può dare.
(Pagina 105)

Sentiva di potersi fidare molto più della sincerità di coloro che a volte esprimevano o dicevano una cosa frettolosa e sbadata, che di coloro cui non mancava mai la presenza di spirito, cui non sfuggiva mai una parola non voluta.
(Pagina 172)

Aveva soltanto inteso opporsi all’idea troppo comune che la virilità e la dolcezza siano incompatibili.
(Pagina 182)

Non ho nulla da mandare all’infuori del miei saluti. Oh! Potresti riportarle quel noioso libro che mi ha voluto dare per forza, e fai finta che l’abbia letto da cima a fondo. Non posso davvero annoiarmi sempre con tutte le poesie e le novità della nazione che si stampano. Lady Russell tedia proprio la gente con le sue nuove pubblicazioni. Non dirglielo, ma il suo vestito l’altra sera mi è sembrato orribile. Un tempo credevo che avesse un certo gusto nel vestire ma al concerto mi vergognavo di lei. Aveva un’aria così formale e studiata! E sta così impettita! I miei saluti più affettuosi, naturalmente.
Elizabeth Elliot
(Pagina 224)

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2 commenti per Persuasione

  1. Katerina scrive:

    Ammetto di essere una di quelle persone che provano una sorta di indifferenza verso Jane Austen (e ho pure preferito Ragione e Sentimento ad Orgoglio e Pregiudizio), per cui l’idea di ‘finire’ i suoi romanzi non mi spaventa più di quanto mi attiri XP
    Però la tua recensione mi ha fatto venire voglia di recuperare Persuasione, che in effetti mi manca :)

  2. Phoebes scrive:

    Nonostante io adori Jane Austen, non mi rendo tranquillamente conto dei motii per cui a qualcuno può non piacere, quindi capisco bene ciò che dici.
    Orgoglio è pregiudizio mi piace troppo, rimane per me imbattuto, forse anche perché è il primo che ho letto, ma Ragione e sentimento è comunque il mio secondo preferito, anche se mi c’è voluta una seconda lettura, non so perché, per apprezzarlo in pieno.

    Però la tua recensione mi ha fatto venire voglia di recuperare Persuasione, che in effetti mi manca :)
    Mi fa piacere! :D Normalmente direi lascia stare se non è il tuo genere, ma visto che tu leggi così in fretta e questo scorre veramente come l’acqua, ti dico: sì, dai leggilo, così poi mi dici! :)


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