scritto da Phoebes
giovedì 10 Dicembre 2020
alle 19:35
Categoria : Camilleri


di Andrea Camilleri

Il commissario Montalbano
Il cane di terracotta
Il ladro di merendine


Questo sta a lei scoprirlo, se ne ha voglia. Oppure può fermarsi alla forma che hanno fatto prendere all’acqua.
La signora Luparello

(Pagina 110)

Dopo il papiro con Wyrd Sisters, stavolta recensione cortissima (per i miei standard) per farmi perdonare.

Un noto politico locale viene trovato morto in una zona nota per essere luogo di prostituzione. Pare si sia trattato di morte naturale, ma al commissario Montalbano sembra ci sia qualcosa che non quadra.

Mi piacciono molto i romanzi di Camilleri, anche se non sono proprio una fan (ne ho letti pochini, infatti). Questo romanzo, che è il primo della serie di Montalbano, mi è sicuramente piaciuto, però ho dubitato molto sul voto da dare.

Il segnalibro che ho usato durante la lettura.

La trama non è quella del tipico giallo, ma lo sapevo, e l’indagine è stata comunque molto interessante da seguire. L’ambientazione mi ha colpito soprattutto per la sua “vecchiezza”: il libro è del 1994, che a molti può sembrare tanto tempo fa ma istintivamente io non ho questa impressione perché c’ero già! Eppure leggendo di Montalbano che considera il fax come una tecnologia troppo avanzata per il suo commissariato mi rendo conto che è proprio un’altra epoca!! X’D Va be’, scusate, questo non c’entrava nulla. Tornando al libro in sé, l’ambientazione è bella, siamo nel paesino di Vigàta, molto ben caratterizzato soprattutto nei suoi personaggi, e lo stile particolare di Camilleri dà sicuramente una mano a sentirsi ben dentro la Sicilia (con le parole in dialetto inserite all’occorrenza non solo nei discorsi diretti ma anche nella narrazione).

Quindi, tutto positivo? Allora qual è il problema? Be’, mi spiace dirlo ma è proprio il protagonista. Montalbano è un personaggio interessante, Camilleri sicuramente l’ha caratterizzato benissimo, con il suo amore per i piatti di pesce, la relazione con la lontana Livia, l’impegno nel suo lavoro. Ma, e non è la prima volta, questo personaggio mi lascia di fondo una sensazione negativa, e alla fine penso di dovermi fare una ragione del fatto che Montalbano mi sta antipatico! Soprattutto penso mi infastidisca il suo velato sessismo, e in questo libro poi c’è una scena in particolare, una storia secondaria rispetto a quella principale, non sto a spiegarla perché sarebbe troppo lungo, in cui ho francamente detestato la sua reazione. Però tutti i fan di Camilleri lo amano, e quindi forse finora mi facevo condizionare e non mi rendevo conto di questa semplice cosa che spesso (magari non sempre) mi sta sulle scatole.

Commento generale.

Questo romanzo si è fatto leggere con passione, è uno di quelli che non vuoi mettere giù perché desideri proprio sapere come prosegue. Però nel complesso non mi ha emozionato né coinvolto particolarmente, e il personaggio di Montalbano, anche se trovo che sia ben scritto, non mi soddisfa mai pienamente, mi lascia sempre con un po’ di fastidio nei suoi confronti. Per questo alla fine il mio giudizio non è certamente negativo, ma neanche troppo entusiasta.

Copertina e titolo

La copertina non è brutta, ma non c’entra veramente nulla col libro. Il titolo è molto bello e viene spiegato piuttosto avanti quindi lo metto sotto spoiler: a pagina 110 c’è la frase della moglie del morto che ho riportato all’inizio del post, che poi spiega che quando era piccola una volta aveva trovato un suo amico a riempire d’acqua tutti i contenitori che riusciva a trovare perché stava cercando di capire qual è la forma dell’acqua. “Ma l’acqua non ha forma!” aveva risposto lei: “Piglia la forma che le viene data”.

Bonus
La scrittura di Camilleri è piena di parole in siciliano, per la maggior parte si comprendono con facilità pur non conoscendo il dialetto, però alle volte c’era qualcosa che proprio non capivo, ma ho trovato su internet due utilissime risorse: Camilleri Fans Club e CamillerINDEX.

Mini recensione

Avvincente, ma niente di più

Scala dei Turchi, Realmonte, Agrigente, Sicile, Italie di Claude

Titolo: La forma dell’acqua
Serie: il Commissario Montalbano (1)
Genere: giallo
Autore: Andrea Camilleri (Wikipedia)
Nazionalità: italiana
Prima pubblicazione: 1994
Ambientazione: Vigàta (località immaginaria), Sicilia; settembre 1993
Personaggi: il commissario Salvo Montalbano
Casa Editrice: Sellerio
Copertina: Gonna a pieghe di Allen Jones
Pagine: 171
ISBN: 88-389-1017-0
Provenienza: BookMooch, 26 ottobre 2015
Link al libro: IN LETTURAGOODREADSANOBII
inizio lettura: 24 novembre 2020
fine lettura: 27 novembre 2020

Sfide

Un po’ di frasi

Lume d’alba non filtrava nel cortiglio della «Splendor», la società che aveva in appalto la nettezza urbana di Vigàta, una nuvolaglia bassa e densa cummigliava completamente il cielo come se fosse stato tirato un telone grigio da cornicione a cornicione, foglia non si cataminava, il vento di scirocco tardava ad arrisbigliarsi dal suo sonno piombigno, già si faticava a scangiare parole.
[incipit]

Si avviarono verso il paese, diretti al commissariato. Di andare dai carabinieri manco gli era passato per l’anticamera del cervello, li comandava un tenente milanese. Il commissario invece era di Catania, di nome faceva Salvo Montalbano, e quando voleva capire una cosa, la capiva.
(Pagina 17)

L’ingegnere era per il mantenimento del quadripartito con l’immissione però di forze vergini e non logorate dalla politica (leggi: non ancora raggiunte da avvisi di garanzia).
(Pagina 77)

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