scritto da Phoebes
sabato 19 Dicembre 2020
alle 15:58
Categoria : Singer


di Isaac Bashevis Singer


Quella mattina Yasha Mazur, il Mago di Lublino – come lo chiamavano ovunque salvo che nella sua città – si svegliò di buon’ora.

[incipit]

Con i Nobel ho quasi sempre un rapporto conflittuale, e questo libro non fa eccezione.

Yasha Mazur è un ebreo di Lublino che di mestiere fa il “mago”, ovvero si esibisce come illusionista, acrobata e giocoliere a Varsavia e dintorni, ma sogna di conquistare le platee più importanti d’Europa e, perché no, del mondo.

The Magician of Lublin di amerikansaiko

Avevo inserito questo libro in wishlist diversi anni fa e l’ho ripescato perché nella sfida del protagonista era uscita la lettera Y e non avevo molti titoli adatti tra i miei non-letti. Sono contenta di averlo letto, anche perché ho scoperto un autore che non conoscevo per nulla e che invece è particolarmente importante nella letteratura del secolo passato. Però il libro non mi ha soddisfatto del tutto. All’inizio faticavo a capire dove la trama volesse andare a parare e lo trovavo noioso soprattutto perché ripetitivo, devo dire che è quando iniziano un po’ le disgrazie di Yasha che ha iniziato a piacermi un po’ di più. Il finale mi ha lasciato parecchio interdetta: il libro termina con una lettera di Emilia che in pratica assolve Yasha dalle colpe nei confronti di lei, che cerca di convincerlo che la sua espiazione è troppo grande. Potrei essere d’accordo su quest’ultimo punto (ma ne parlo poi) però non sul fatto che lui non abbia colpe. Ma la verità è che questo finale proprio non l’ho capito, non sono sicura di cosa potesse significare per Yasha, e per questo ne sono rimasta un po’ delusa.

Il segnalibro che ho usato durante la lettura. Mi è stato regalato da un’amica di ritorno da Varsavia.

L’ambientazione pure mi ha causato qualche difficoltà, perché non sono riuscita ad inquadrarla temporalmente, poi nel risvolto di copertina ho scoperto che siamo alla fine del diciannovesimo secolo, e io non l’avevo proprio capito, credevo diversi decenni dopo, e anche col senno di poi non riesco a pensare a dei segnali da cui avrei dovuto intuirlo. L’ambientazione spaziale invece è molto ben definita: partiamo da Lublino, città di provincia, per poi spostarci a Varsavia, città più grande e ricca, in bilico tra passato e modernità, ma per il protagonista sempre comunque un ambiente di provincia rispetto alle grandi capitali europee.

I personaggi non sono molti, ma comunque il protagonista assoluto è Yasha. È un illusionista, acrobata e giocoliere di mestiere, ma è un po’ così anche nella vita. È un illusionista perché conquista tutti, tutti quanti sembrano adorarlo perché è come se risvegliasse qualcosa di positivo in loro. Soprattutto le donne sono come ipnotizzate da lui, conoscono bene tutti i suoi difetti e tutte le sue mancanze, la moglie sa che lo tradisce in continuazione, le amanti sanno di non essere le uniche, eppure lo amano e continuano a voler stare con lui. Ed è un giocoliere infatti, perché riesce a gestire tutte queste vite diverse senza problemi, senza che si urtino tra di loro e lo danneggino. Almeno fino a che arriva Emilia, una vedova cristiana di cui si è seriamente innamorato. O forse è innamorato della figlia quattordicenne. O forse di tutte e due, fatto sta che per lei Yasha si sente pronto ad abbandonare la fede, la moglie e la patria. O forse no, perché ha spesso un sacco di ripensamenti. E questa è l’ennesima acrobazia della sua vita, questo essere in bilico in equilibrio tra la fede religiosa dei suoi padri e il desiderio di vivere la vita a modo suo, abbandonare tutto o restare fedele a chi lo ama e lo ha aiutato, però nessuna di queste due cose sembra appagarlo veramente.

The Magician of Lublin di Risa694

Il personaggio di Yasha è sicuramente molto affascinante e in tanti dei suoi dubbi mi sono ritrovata, però non mi ha coinvolto, non mi sentivo partecipe della sua vicenda e mi stava pure un po’ sulle scatole. E forse la cosa che più mi ha un po’ annoiato onestamente di questo libro che è proprio questo suo essere costantemente indeciso, un momento ha preso una decisione, si sente sicuro, e un momento dopo cambia di nuovo idea, poi ci ripensa, e poi ci ripensa di nuovo: un po’ noioso! Non è un uomo malvagio, ma non è neanche un uomo buono, è fondamentalmente un egoista, e anche alla fine quando decide di passare il resto dei suoi giorni in isolamento per stare lontano dalle tentazioni ed espiare il male che sente di aver fatto a tante persone, fa comunque soffrire terribilmente la moglie con questa sua decisione, quindi fondamentalmente rimane un grande egoista.

Lo stile mi ha sorpreso. Intanto non è per niente pesante, se non fosse stato per quel ritornare sempre sugli stessi pensieri di Yasha l’avrei trovato sicuramente molto coinvolgente. C’è un sacco di cultura ebraica e anche nella versione inglese (da cui deriva questa traduzione) ci sono tanti termini in yiddish che non conoscevo. E solo verso la fine della lettura ho scoperto che c’era un glossario alla fine con tutte le traduzioni! Ma perché non scrivono subito queste cose?!?

Commento generale.

The Magician of Lublin di Pip Marshall

All’inizio questo libro mi pareva noioso per il continuo fossilizzarsi del protagonista sugli stessi pensieri e decisioni. Poi pian piano ha cominciato a coinvolgermi molto, e alla fine il mio giudizio è senz’altro positivo, anche se il finale non l’ho capito e mi ha lasciato quindi un piccolo senso di delusione. Comunque è stato piacevole e per niente pesante da leggere, e mi ha permesso di immergermi in un Paese e una cultura che non mi sono molto familiari, per cui sono molto contenta di averlo letto.

Motivazione del Premio Nobel per Singer

Singer ha vinto il Nobel per la Letteratura nel 1978 con la motivazione: per la sua veemente arte narrativa che, radicata nella tradizione culturale ebraico-polacca, fa rivivere la condizione umana universale.

Copertina e titolo

La copertina mi piace moltissimo! Intanto è gialla, un colore che non mi capita spesso di trovare nei libri, e poi ha questo dipinto di Chagall che nella mia ignoranza trovo comunque adattissimo alla figura funambolesca di Yasha. Il titolo è accattivante, molto semplice e inerente in quanto identifica il protagonista, anche se mi aveva suscitato impressioni molto diverse da quello che poi ho trovato nel libro. Ciononostante lo trovo azzeccato.

Mini recensione

Sorprendente, un po’ ripetitivo, ma affascinante

Quaint Bookstore di Hideyoshi

Titolo: Il Mago di Lublino
Titolo originale: The Magician of Lublin
Genere: storico
Autore: Isaac Bashevis Singer. in yiddish Yitskhok Bashevis Zinger (Wikipedia)
Nazionalità: polacca naturalizzato statunitense
Prima pubblicazione: 1959 (in yiddish su Forverts, un periodico newyorkese); 1960 (in inglese in un unico volume)
Ambientazione: Lublino e Varsavia (Polonia), fine XIX secolo
Personaggi: Yasha Mazur
Casa Editrice: Adelphi
Traduzione: (dall’inglese) Katia Bagnoli
Copertina: Marc Chagall, Omaggio a Gogol’. Progetto di sipario (non realizzato) per il festival di Gogol’ al Teatro dell’Ermitage di San Pietroburgo (1917)
Pagine: 230
ISBN: 978-88-459-3485-8
Provenienza: Amazon, 30 novembre 2020
Note: a cura di Elisabetta Zevi
Link al libro: IN LETTURAGOODREADSANOBII
inizio lettura: 1 dicembre 2020
fine lettura: 12 dicembre 2020

Grazie a…

…la rivista Il libraio (Natale 2009) che mi ha fatto venire voglia di leggere questo libro.

Sfide

Un po’ di frasi

Yasha: Scappare dove?
Schmul il Musicante: Non lo so nemmeno io. Forse in America. Ogni giorno muore qualcun altro. Quando apro gli occhi, chiedo a Yentl: “Chi è morto oggi?”. Le sue amiche arrivano di prima mattina con le notizie. Appena so chi se n’è andato sento una fitta al cuore.
Yasha: E non si muore in America?
Schmul il Musicante: Là non conosco così tanta gente…
(Pagina 219)

I giovani di questa generazione sono così egocentrici, disinibiti e convinti che ogni loro desiderio debba essere esaudito.
Emilia riferendosi alla figlia
(Pagina 226)
Mi è piaciuta questa frase perché penso che sia d’attualità da millenni (ricordo vagamente di aver letto una citazione simile tratta da un testo dell’antichità): noi adulti pensiamo sempre che i ragazzi di oggi siano peggio delle generazioni precedenti, ma solo perché non sappiamo che i nostri genitori pensavano lo stesso di noi!

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2 risposte a Il Mago di Lublino

  1. Ludo scrive:

    Mentre leggevo il tuo post, mi domandavo come ti fossi imbattuta in questo libro. La mia risposta è giunta verso la fine… “Il libraio”.

    Sinceramente non mi ispira granché, ma trovo l’ambientazione storica molto interessante.

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