scritto da Phoebes
mercoledì 8 Luglio 2009
alle 18:07
Categoria : Asimov

di Isaac Asimov

Storia Futura
Io, Robot

Titolo: La fine dell’eternità
Serie: Storia Futura (1)
Titolo originale: The End of Eternity
Genere: fantascienza
Autore: Isaac Asimov (sito non ufficiale in italiano)
Nazione: USA
Anno prima pubblicazione: 1955
Ambientazione: pianeta Terra; in un futuro imprecisato, ma anche fuori da ogni tempo
Personaggi: Andrew Harlan, Noys Lambent
Casa Editrice: Mondadori
Traduzione: Giuseppe Lippi
Copertina: Franco Brambilla/Air Studio
Pagine: 226
Provenienza: Webster.it, 14 novembre 2008
Link al libro: ANOBIIGOODREADS
inizio lettura: 27 giugno 2009
fine lettura: 8 luglio 2009


Andrew Harlan entrò nel veicolo sferico inserito in un pozzo verticale fatto di sbarre regolarmente distanziate, che più in alto, a circa due metri sulla sua testa, sembravano tremolare in un alone sfocato. Harlan mise in moto i comandi e azionò la leva d’avviamento, facendola scivolare facilmente.
Il veicolo non si mosse, e del resto Harlan non se lo aspettava. Non si aspettava nessun movimento, né a sinistra né a destra, né in alto né in basso, ma lo spazio fra una sbarra e l’altra si trasformò in un grigiore indistinto, solido al tatto e tuttavia immateriale. Poi Harlan sentì un leggero senso di nausea, una vertigine (psicosomatica?) indice che la sfera e tutto ciò che conteneva – lui compreso – stava sfrecciando in avanti lungo il flusso dell’Eternità.

[incipit]

Da quando l’umanità ha scoperto i viaggi nel tempo, ha creato l’Eternità, un’organizzazione che vive fuori dal tempo, dalla Realtà, e la supervisiona, e si è assunta il compito di modificarla per “il bene maggiore per il maggior numero di persone”.
Andrew Harlan lavora nell’eternità come Tecnico, me da qualche tempo non riesce più a guardare al suo lavoro con obiettività: gli è accaduto qualcosa che gli ha fatto mettere in dubbio tutto quello che gli è stato insegnato finora…

Il segnalibro che ho usato durante la lettura.

Libro molto molto bello. Il concetto della manipolazione è abbastanza spaventoso, anche pensando alle guerre e alle altre tragedie che si possono evitare, fa troppo paura l’idea che spostando un oggetto da un ripiano a un altro si possano cancellare le vite di milioni di persone. Per il “bene maggiore per il maggior numero di persone”, certo, però fa paura lo stesso.

All’inizio ho faticato un po’ a ingranare col libro, mi annoiava, devo ammettere, poi pian piano la storia mi ha preso, fino a non riuscire più a staccarmene! :)

In particolare sono rimasta a bocca aperta dal colpo di scena, non quello di Cooper/Mallansohn, che avevo già un po’ immaginato, bensì quello di Noys: un’abitante dei Secoli Nascosti!

Ora che ho concluso questo libro, capisco perché consigliano di porlo all’inizio di tutta la saga della Storia Futura: è con la fine dell’eternità che può iniziare il volo spaziale, e la colonizzazione della Galassia. Poi, con l’ultimo mutamento effettuato da Harlan e Noys, la Realtà diventerà quale noi la conosciamo, con la bomba atomica (purtroppo) durante la seconda guerra mondiale. Questo però significa che sarà questa, la nostra, la Realtà che realizzerà il viaggio interstellare! :) Il futuro di Noys, invece, col viaggio spaziale arrivato solo dopo 125 mila secoli, mi ha fatto pensare al commento che avevo fatto qualche libro fa a proposito dell’Homo neandertalensis (vedi Uomini per caso), in particolare dei motivi per cui si è estinto, e cioè forse perché non avevano, a differenza dei sapiens, la curiosità e anche una certa “inquietudine” che li spingesse a esplorare. Asimov dice più o meno la stessa cosa, quando ipotizza una così tardiva scoperta del volo spaziale: i terrestri troveranno la galassia già “occupata”, e non potranno espandersi, non potranno colonizzare nulla.

Al genere umano non resterà che chiamare a casa i coloni, ma ormai si sentirà in trappola. Saprà che la terra è solo una prigione circondata da infinita libertà. Questa consapevolezza ucciderà la nostra specie!
Noys

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