Madame Bovary

di Gustave Flaubert

Eravamo nell’aula adibita allo studio, quando il preside entrò, seguito da un nuovo vestito in abiti borghesi e da un bidello che portava un grande banco. Quelli che dormivano si svegliarono, e tutti si alzarono, come sorpresi nel mezzo del loro lavoro.

[incipit]

Sono proprio fiera di me per aver creato questa sfida! 😉 Questo libro è stato una notevole (e piacevole!) sorpresa! Ero piuttosto prevenuta nei confronti di Madame Bovary per diversi motivi. Ricordavo di averlo trovato molto noioso alla prima lettura, e per questo abbandonato. Poi, sapevo che trattava il tema dell’adulterio, e questo mi faceva presagire che avrei trovato odiosa la protagonista. Infine, lo paragonavo a La lettera scarlatta e Anna Karenina*, due romanzi che mi hanno profondamente delusa. Però di recente avevo letto recensioni così favorevoli, che avevo pensato potesse essere il caso di dargli una seconda possibilità. Questa sfida in effetti l’ho creata soprattutto per questo libro.

Il segnalibro che ho usato durante la lettura.

La prima volta che ne avevo tentato la lettura mi ero arenata abbastanza presto, lo so perché ho trovato il vecchio segnalibro fermo a pagina 92 (che delle 414 che lo compongono è veramente poco!). Così quando rileggendolo ho trovato il libro scorrevole e sono arrivata velocemente e piacevolmente a quel punto, ho già capito che di sicuro il mio primo giudizio doveva essere rivisto. Infatti, il libro mi è piaciuto. Non è per niente paragonabile, a mio parere, ai due che citavo prima. Anna Karenina lo ricordo davvero poco, de La lettera scarlatta mi è rimasta impresso soprattutto il fastidio provato nel leggerlo. Quanto questi due libri sono stati noiosi e pesanti, tanto Madame Bovary è stato emozionante, accattivante, sorprendente. Già dall’inizio, quando il primo personaggi che ci viene presentato è Charles, e non Emma, la protagonista (vedi l’incipit).

E per un bel po’ di tempo seguiamo solo la vita di lui, dall’adolescenza al primo matrimonio. Poi, finalmente, conosciamo Emma. E io ero sicura che, bello o no il libro, lei non mi sarebbe piaciuta. E invece così non è stato. Anche quando è più che mai causa del suo male e tutte le scusanti vengono a mancare, non sono riuscita a non provare una forte compassione per lei. Una compassione intesa non come commiserazione, ma proprio come condivisione e comprensione delle pene. Lo dice proprio bene ad un certo punto Lèon:

«Che cosa c’è di meglio che stare la sera vicino al fuoco con un libro, mentre il vento soffia contro le finestre e la lampada arde?… […] Non si pensa a niente, le ora passano. Rimanendo immobili, crediamo di visitare paesi sconosciuti, e il pensiero, intrecciandosi con la fantasia, si perde piacevolmente nei particolari o segue il filo delle avventure. Ci si confonde con i personaggi; e ci sembra di essere noi a palpitare nei loro panni.»

Impossibile, quindi, non pensare in continuazione “Povera Emma!” Ma povero anche Charles, il classico cornuto e contento, che più di una volta spinge in pratica la moglie tra le braccia dell’amante. Eppure lui la ama, più di chiunque altro.

Molto molto triste il finale, specie per quanto riguarda la piccola Berthe, figlia di Emma e Charles, per cui il padre sognava un futuro radioso, e che finirà, invece, dopo la morte dei genitori e della nonna, a lavorare in una filanda per potersi mantenere. E per completare le ingiustizie, assistiamo alla fine al trionfo del farmacista, il personaggio più odioso di tutto il romanzo.

Infine, un’ultima frase, proprio di Emma:

Se i dolori servissero a qualcuno, ci si consolerebbe nel pensiero del sacrificio!

Copertina interna del libro (senza sovracoperta).

Titolo: Madame Bovary
Titolo originale: Madame Bovary
Genere: realismo
Autore: Gustave Flaubert
Nazionalità: francese
Prima pubblicazione: 1856
Ambientazione: Yonville (villaggio immaginario), Normandia (Francia); ottobre 1827 – agosto 1846
Personaggi: Emma Rouault Bovary, Charles Bovary, Monsieur Lheureux
Casa Editrice: Acquarelli
Traduzione: Gabriella Pesca Collina
Pagine: 414
Link al libro: GOODREADSANOBII
inizio rilettura: 4 dicembre 2007
fine rilettura: 15 dicembre 2007

Sfide


* Dopo aver riletto Anna Karenina devo pesantemente modificare il mio giudizio, perché m’è piaciuto tantissimo, più di Madame Bovary e proprio non so perché lo ricordassi così negativamente!

8 pensieri riguardo “Madame Bovary

  1. Lo ricordo bene, ce lo fecero leggere a scuola una prima volta, in lingua originale e mi piacque molto, anche se, ovviamente, non riuscii a capire tutto quello che leggevo! L’ho ripreso in mano, anni dopo, e l’ho trovato ancora più interessante 🙂

  2. Ciao! Cercavo il tuo commento a "la lettera scarlatta", visto che neppure a te è piaciuto, ma vedo che ne hai parlato solamente qui. Lo stile di hawthorne mi sta nauseando , si prospetta una sola misera stellina. Tu quanto gli hai dato?

  3. Sì, l’ho letto prima di aprire il blog, o forse m’era piaciuto così poco che non mi andava di commentarlo, non ricordo! 😉

    Non ricordo neanche lo stile a dire la verità, solo un senso generale di noia e fastidio, e soprattutto ricordo banalità e prevedibilità! Da qualche parte forse ho un commento che feci in una mailing list, prima o poi magari lo metto sul blog!

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