scritto da Phoebes
giovedì 15 Ottobre 2009
alle 19:47
Categoria : Burroughs

di Edgar Rice Burroughs

Titolo: Tarzan delle Scimmie
Titolo originale: Tarzan of the Apes
Autore: Edgar Rice Burroughs (sito ufficiale)
Anno prima pubblicazione: 1912
Casa Editrice: Newton Compton
Traduzione: Gianni Pilo
Pagine: 218
ISBN:
Provenienza: Biblioteca Libreria Amazon Book Depository BookMooch
Link al libro: ANOBII


Questa storia mi è stata raccontata da una persona che non aveva il diritto di raccontarla né a me, né a nessun altro. Per spiegarla, sarà meglio che io menzioni fin d’ora l’influenza positiva esercitata da un vino d’annata sul narratore, e il mio incredulo scetticismo nei giorni che seguirono.

[incipit]

Anche se non credo ce ne sia bisogno, la trama.
Figlio di un Lord inglese abbandonato da dei marinai ammutinati su una costa deserta dell’Africa, il piccolo Tarzan, alla morte dei genitori, viene adottato da Kala, una femmina di gorilla. Crescerà selvaggio e forte come un animale, ma la sua intelligenza e le sue capacità umane non tarderanno a differenziarlo dagli altri membri della sua tribù.

Come spesso (mi) succede, è strano leggere un libro di cui la trama è straconosciuta, per aver già visto innumerevoli versioni in film, cartoni, ecc. ecc. Ancor più strano poi se leggendo si scoprono parecchie differenze rispetto a com’è sempre stato rappresentato! Non eccessivamente diverso, ovviamente, la storia del personaggio è sempre quella, però sono rimasta molto stupita dallo scoprire che erano invenzioni filmesche sia Cita che la famosa frase “Io Jane tu Tarzan”! Poi, altro esempio: nel libro c’è una lunghissima parte iniziale che racconta la vita di Tarzan tra le scimmie, prima di incontrare qualunque essere umano, e qui non posso non capire perché questa parte nei film viene sempre tagliata, essendo quella che, devo dire, mi è piaciuta di meno. Più avanti, quando appunto iniziano i contatti con altri umani, la storia si è fatta più interessante! Specie dall’arrivo di Jane, cosa che sinceramente non credevo, immaginando che non avrei apprezzato l’immagine di “fanciulla in difficoltà” che poteva avere un americano di inizio secolo scorso. Bellissimi poi i personaggi del signor Porter e di Philander, divertentissimi insieme: mi chiedo come mai neanche il cartone della Disney ha voluto sfruttare la loro comicità! :)

Il segnalibro che ho usato durante la lettura è stato realizzato da struckdumb.
L’ho scelto perché questo libro partecipava alla sfida dell’arcobaleno per il colore rosso.

In particolare poi mi è piaciuto il finale, tutta la parte in cui Tarzan va in America, l’incontro con quelle persone che ha salvato più volte e che da principio non lo riconoscono, e infine la sua decisione, proprio negli ultimi righi, di non rivelare di essere il legittimo Lord Greystoke, erede quindi del titolo e della fortuna di Clayton, in modo da lasciare al futuro sposo di Jane la posizione e la ricchezza per garantirle una vita felice. Non me l’aspettavo veramente un finale così, perché in tutte le trasposizioni che ho visto, Tarzan e Jane finivano insieme! Chissà se esiste qualche film in cui la trama del libro sia stata rispettata di più, specie per quanto riguarda questo finale: se c’è, mi piacerebbe vederlo, perché secondo me è un finale molto più bello di quello a cui ero abituata e, anche se più triste, non meno romantico.

Il libro mi è piaciuto molto anche per il modo semplice di narrare di Burroughs, a volte, è vero, un po’ troppo esaltante/esaltato, e spesso l’autore è scientificamente inesatto, ma sinceramente non mi aspettavo nulla di diverso per un libro di quell’epoca! Invece mi hanno stupito l’ironia e l’avventura (verso la fine ero sinceramente col fiato sospeso!) e la bella resa di alcuni personaggi, come Clayton e soprattutto D’Arnot, che non avevo mai visto in nessuna delle varie trasposizioni! Mi sarebbe però piaciuto vedere un po’ più di quest’ultimo, per esempio del suo ritorno dagli amici che lo credevano morto. Preziosissimo comunque il suo contributo alla storia, specie perché insegna a Tarzan a parlare (anche se mi ha fatto ridere immaginare Tarzan parlare in francese, per di più sapendo leggere, però, solo in inglese! Che confusione porello!).

A questo punto sarei curiosa non tanto di leggere, quanto di conosce almeno un po’ le trame dei successivi (moltissimi) libri di Burroughs su questo personaggio, specie quello dal titolo Il figlio di Tarzan (in particolare sarei curiosa di sapere da chi ha avuto Tarzan questo figlio, visto che Jane non rimane con lui nella foresta).

Grazie a…

Ho deciso di leggere questo libro dopo averne sentito parlare QUI.

Sfide

Un po’ di frasi

Signor Philander: Che Dio mi aiuti! Professore, sembra che si stia avvicinando qualcuno.
Professor Archimedes Q. Porter: Signor Philander, quante volte devo esortarvi a cercare quella concentrazione perfetta delle facoltà mentali che sola vi può permettere di usare la massima potenza dell’intelletto per i problemi che sono il naturale destino delle grandi menti? E ora vi rendete colpevole di una grande scortesia, interrompendo il mio discorso erudito solo per indicarmi un semplice quadrupede del genere Felis. Come stavo dicendo, signor…
Signor Philander: Cielo, professore: ma è un leone?
Professor Archimedes Q. Porter: Sì, sì, signor Philander, se proprio insistete a usare queste parole di gergo, certo, è un leone. Ma, come stavo dicendo…

In fondo era un vile, il che è caratteristica dei prepotenti sia fra le scimmie che fra gli uomini.

Il senso che Tarzan aveva meno sviluppato era proprio il gusto. Poteva mangiare frutti succulenti, oppure carne cruda da tempo sotterrata, apprezzando i due cibi in ugual misura. Ma in questo non si differenziava molto dai suoi simili più civilizzati.

«La vostra affermazione non merita che una sola risposta, signor Clayton», disse [Jane], con voce di ghiaccio, «e mi dispiace di non essere un uomo, per potervela dare.»
Si girò quindi di scatto ed entrò nella capanna.
Clayton era un inglese, quindi la ragazza era già sparita prima che lui riuscisse a capire quale fosse la risposta che un uomo gli avrebbe dato.

Persino gli uomini coraggiosi hanno paura della solitudine.

Argomenti


4 commenti per Tarzan delle Scimmie

  1. Maurizio Spagna scrive:

    VERSUS
    …la giungla è nell’uomo
    ed ogni giorno necessita di trappole
    e sfoghi…

    (VERSUS)
    La disordinata crescita
    Si posa
    Sulla bocca e sull’orecchio
    Ed il vertebrato
    Itinerario sbuccia un urlo lontano.

    Queste situazioni
    Sono suoni
    Voci individualiste
    Facchini o fachiri
    Che oltrepassano
    L’intima giornata
    O l’ultima liana afferrata?
    Amico intricato ed instancabile
    Ti resta da percorrere
    Un luogo poco ospitale
    O malsicuro?
    Una fitta al cuore
    Si trasporterà in sera
    E il frutto della tua originalità
    Raggiungerà casa Oceano?
    La foga per una quiete
    Si sconta al centro stesso
    Del tuo contro stesso
    Intrappolato in una rete
    Come quando tutto di noi nasce o muore?
    Mangeremo terra di terreni
    Coperta dai poderi del potere
    E il significato libero
    Sarà il polmone di Mondi
    Sfatti o sfitti?
    Arriveremo incamminati
    E tutti aspetteremo
    Il da farsi?
    Ciò che occorre è lottato?

    (VERSUS)
    La disordinata crescita
    Si posa
    Sulla bocca ingorda
    Di un urlo lontano e distribuito
    In un’ insidia
    In un ostacolo
    In una metropoli…
    Il Monopoli/o di ogni giocatore
    ad ore.

    ©
    da “Ammissioni”
    di Maurizio Spagna
    http://www.ilrotoversi.com
    info@ilrotoversi.com
    L’ideatore
    paroliere, scrittore e poeta al leggìo-

  2. Phoebes scrive:

    Ehm… grazie!(?)

  3. roberto9t99 scrive:

    Il figlio Tarzan lo ha avuto da Jane Porter ( che sposa nel finale del secondo libro : Il ritorno di Tarzan ). In Africa Tarzan possiede una piantagione in cui passa il suo tempo da uomo civilizzato e in cui parcheggia Jane quando vuole fare due passi nella giungla come ai vecchi tempi cioè quasi sempre e questo per una ventina di altri romanzi


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