Titolo originale: De bello Gallico
Anno: 50 a.C. circa
Casa Editrice: Newton
traduzione di Maria Pia Vigoriti
pagine: 323
La guerra gallica su aNobii
Questo libro partecipa a La Sfida delle pagine, La Sfida A PUNTI, La sfida infinita e collettiva – 2, La sfida a Tema 2 e La sfida della grammatica.
Ho deciso di leggere questo libro dopo averne sentito parlare QUI.
[le strisce colorate sono spoiler, selezionare per leggere]
Gallia est omnis divisa in partes tres, quarum unam incolunt Belgae, aliam Aquitani, tertiam qui ipsorum lingua Celtae, nostra Galli appellantur.
In tutto il territorio della Gallia si distinguono tre settori: in uno sono stanziati i Belgi, in un altro gli Aquitani, nel terzo quelli che si chiamano Celti nella loro lingua e che noi chiamiamo Galli.
[incipit]
Trama:
Mi sono ripromessa di scrivere una breve descrizione della trama di ogni libro che leggo, ma con questo qui come si fa? Oltre che dire che è il resoconto delle guerre di Cesare in Gallia scritte da lui medesimo, che si può dire? :)

Urge per questo libro, prima di iniziare col commento, una piccola spiegazione su link che ho postato per “Ho deciso di leggere questo libro dopo averne sentito parlare QUI”. Innanzi tutto volevo specificare che non è che prima di quel link non avevo mai sentito parlare del De Bello Gallico! Penso di conoscere questo libro da prima di iniziare a studiare il latino, e di sicuro ne ho tradotto qualche pezzo al liceo! Però non m’era mai venuta voglia di leggerlo finché non ho ascoltato il programma di Radio Due Alle Otto della Sera dedicato proprio a questo libro, con un narratore d’eccezione: Elio. La passione che ci metteva nel raccontare, la sua ammirazione per Cesare e i suoi scritti, mi hanno davvero conquistata! E così quando m’è capitato di trovare a pochissimo prezzo questo libro (che contiene anche La Guerra Civile) l’ho comprato, e ho aspettato l’occasione giusta per leggero, che si è presentata grazie a due sfide! :)
Ancora una nota “tecnica”. Sono contenta della traduzione, non tanto perché ho potuto verificarne l’esattezza (c’era il testo a fronte ma, anche mi ricordassi tutto sul latino, chi ha voglia di confrontare rigo per rigo?) ma piuttosto per quello che ha detto nella nota iniziale la traduttrice, e cioè che ha cercato il più possibile di rispettare l’originale, rendendo possibile in confronto col testo in latino. Secondo me è una cosa che andrebbe fatta sempre, anche senza testo fronte!!! Però non ho approvato per niente la scelta di mettere le note alla fine del libro, è una cosa fastidiosissima!
Veniamo al libro!!
Amo i classici. Lo dirò ogni volta che ne leggo uno? Temo di sì! :D Mi piacciono di qualunque epoca e nazione, però, non so, leggendo questo qui mi sono resa conto che l’emozione è anche un po’ proporzionata alla distanza temporale del classico, cioè quando leggo quelli antichi è assai maggiore (a prescindere ovviamente dal testo in sé)! :) In questo caso, comunque, non me l’aspettavo davvero che mi sarebbe piaciuto così tanto! Insomma, si parla di guerra, e di una guerra vera, guerra di conquista, tra l’altro, raccontata in prima persona da uno che c’è stato… (oddio, più correttamente dovrei dire in terza persona, visto che così parla di sé Cesare, cosa che confesso mi faceva un po’ ridere all’inizio, prima di abituarmici!)
Eppure, insomma, m’è piaciuto molto! Sì, diciamo che l’ho letto come fosse un romanzo, e non un commentario, anche perché, diciamo la verità, non è che mi fido proprio di tutto quello che Cesare ha narrato! ;) E’ vero che esalta il valore del nemico, quando se lo merita, però esalta pure (troppo) sempre i “nostri”!
A parte la guerra, veramente affascinantissime le descrizioni della vita, militare e non, del tempo: le difficoltà degli spostamenti, gli usi e i costumi dei popoli galli, la geografia della zona (anche se sbagliata in alcuni punti, ci sono città e fiumi nominati per la prima volta nella storia! Come si può non emozionarsi? =>), le costruzioni realizzate lì per lì, le vittorie dei romani ottenute spesso con qualche piccolo inganno (tipo acclamare vittoria anche se si sta perdendo, così il nemico si spaventa e indietreggia o scappa!)… E poi, mi secca ammetterlo, ma ogni tanto mi sono anche lasciata prendere dall’emozione della battaglia in sé, della serie “ce la faranno stavolta?!?”.
Se devo trovargli proprio una nota negativa, direi indubbiamente i troppi nomi: un casino, ogni volta che ricompariva qualcuno non ricordavo più chi fosse!
Non sapevo (o forse non ricordavo) che la guerra “gallica” raccontata in questo libro si spostasse in realtà, per alcuni periodi, anche in Britannia e Germania, e neanche che l’ultimo libro non fosse stato scritto da Cesare, bensì da Aulo Irzio. E soprattutto non sapevo che il finale fosse mancante! L’ottavo e ultimo libro termina con le parole Egli si sforzò…!!!
Cesare è sicuramente un personaggio da ammirare: generale, ingegnere, scrittore, politico… c’era qualcosa che non sapesse fare? E così bene, poi?! :) Però il personaggio che mi è piaciuto e ho ammirato più di tutto è senz’altro Vercingetorige. Un po’ perché lo aspettavo con ansia, era l’unico gallo che ricordavo dai miei studi, ed è comparso solo nel settimo libro! Poi, combatteva davvero solo per la libertà del suo popolo, e la conferma la si ha dopo la sua sconfitta, quando fa il discorso ai suoi connazionali che ho riportato più giù nelle frasi: molto onesto, molto coraggioso, molto commovente.
Insomma, bravo Cesare! :) Di sicuro prima o poi mi leggo anche il De Bello Civili!
Tutti gli uomini, per natura, desiderano ardentemente la libertà e odiano la condizione servile.
Il giorno dopo Vercingetorige convoca l’assemblea, ribadisce di non aver intrapreso questa guerra per fini personali, ma per la comune libertà, e poiché bisognava cedere alla Fortuna, egli si offriva ai Galli, pronto a qualsiasi decisione, sia che avessero voluto placare i Romani con la sua morte, sia che avessero voluto consegnarlo vivo.
Il segnalibro è stato realizzato da Fragola.
L’ho scelto perché il libro partecipa alla sifda a tema, ma anche perché un po’ mi fa pensare alle versioni di latino, e quindi alla scuola!
scritto da 























































*Commento off topic*
Ciao! ho visto la tua collezione di segnalibri e volevo sapere dove hai acquistato il topino arancio, è carinissimo. ^__^
Intendi questo: http://www.naufragio.it/il-tempo-di-leggere/crimini_sl.jpg ?
Bellissimo, vero? L’ho comprato nella Bottega del Mondo della mia città. In realtà non è un segnalibro, ma un nastrino per chiudere i sacchettini con i confetti, però era così carino!!!!! Purtroppo non so se li fanno ancora con gli animali, ho trovato questi coi fiori:
http://www.altromercato.it/it/prodotti/bomboniere/nozze/cont_nozze#decorazioni
ma sinceramente non sono neanche sicura fossero propri di questo importatore…
P.S.
Grazie mille della visita! :)
Io a tradurla a scuola mi diverto sempre *__* Sarà che Cesare prende, ma è davvero piacevole! :D
Io devo ammettere che spesso andavo a copiarle in Biblioteca le versioni di Cesare! ;)