Il visconte di Bragelonne – COMMENTO GENERALE

[le strisce colorate sono spoiler, selezionare per leggere]

Vi ho chiamato e voi siete venuto a me, ricordandovi del nostro antico motto: “Tutti per uno, uno per tutti“.
Aramis, l’ultimo dei quattro moschettieri :'(

Meraviglioso, questo libro!!!
Già dalle prime pagine Dumas mi ha affascinato, è stato un piacere ritrovare la sua ironia! Caspita, quanto m’era mancato, e quanto mi mancherà ancora di più adesso!
Da chi l’aveva già letto, ho sempre sentito parlare bene di questo romanzo, qualcuno anzi lo considera il migliore della trilogia. In effetti devo dire che tutte le lodi sono ampiamente confermate, e sinceramente non me l’aspettavo! Non mi aspettavo che un libro così lungo, e che viene dopo due romanzi appassionanti come i precedenti, potesse essere così bello! Milleduecentosettentasei pagine, eppure così avvincente, ogni pagina mi ha regalato nuove emozioni, senza annoiarmi mai! In certi momento non riuscivo proprio a smettere di leggere!!! Una serie infinita di colpi di scena e capitoli emozionatissimi! Un continuo esclamare: “Cospettaccio!” 😉

Nel primo libro del ciclo, I Tre Moschettieri, il mio personaggio preferito è stato senz’altro Athos. Nel secondo libro, Vent’anni dopo, ricordo mi è piaciuto di più d’Artagnan. Con questo terzo libro, confermo pienamente e totalmente d’Artagnan! Mi piace sopratutto per la sua lealtà e la sua abnegazione, e allo stesso tempo il suo interesse personale nel buttarsi in ogni nuova avventura! Insomma, sì la gloria e la gioia di aver combattuto per una causa che si ritiene giusta, però restare sempre a mani vuote, e vedere riconosciuti i proprio meriti è assai piacevole!!
E poi sa anche essere divertente, come per esempio quando si trova con la corte a Fontainebleau, e non sopporta quel tipo di vita:
Era avvicinato tutti i momento da gente che gli domandava:
«Come trovate che mi stia questo abito, signor d’Artagnan?».
Egli rispondeva con la sua voce placida e sarcastica:
«Ma trovo che siete vestito meglio della miglior scimmia della fiera di San Lorenzo».
[…]
E quando gli domandavano:
«Signor d’Artagnan, come vi vestite stasera?».
Egli rispondeva:
«Stasera? Mi spoglierò».
Il che faceva ridere anche le dame.

Athos mi piace sempre, sicuramente più che nel libro precedente, ma non raggiunge i livelli di d’Artagnan!
Il Re Luigi all’inizio mi stava simpatico. Poi, continuando nella lettura, a fasi alterne l’ho trovato antipatico, specie nei suoi amori con Luisa, poi di nuovo gradevole, per esempio mi è piaciuto veramente moltissimo durante la sua prigionia, quando ha maturato una grande comprensione delle sofferenze del prossimo perché condivise anche da lui in quei momenti… peccato sia durata pochissimo! Infatti, alla fine, devo dire che non mi è piaciuto!
Altro personaggio che ha avuto alti e bassi è Fouquet. Alla fine, però, lui si è guadagnato la mia imperitura stima e il mio perdono per tutto quello che prima di lui non approvavo per la semplice frase che rivolge a d’Artagnan: «Sono vostro prigioniero, signore. Volete prendere il mio braccio, poiché state per svenire?».
Ho amato moltissimo Malicorne e la Montalais, lei in particolare, è proprio un bel personaggio, spiritosa e intraprendente, mi divertiva e mi faceva fare sempre il tifo per lei!
Mi ha deluso invece molto Raul, il visconte di Bragelonne del titolo, poco presente come personaggio, e spesso poco simpatico. La sua fine la ritengo assai stupida!

Che dire poi dello stile di Dumas? Mi piace davvero molto come sa dosare le varie storie, creando sempre l’aspettativa, sorprendendoci in continuazione! Ma devo ammettere che mi piace molto anche suo modo di descrivere. Per esempio ricordo la scena agreste della casa di Planchet a Fontainebleau, che mi piacque moltissimo, oppure Hampton-court in Inghilterra… molte scene che mi hanno fatto fermare un po’ a rileggere qualche brano, pensando: “Che bella espressione!” o “Che bella descrizione”!

Mi dispiace però per una cosa, che copro con lo spoiler perché non si sa mai: i Nostri non si ritrovano mai tutti e quattro insieme, in nessuna avventura, agiscono da soli, o al massimo in coppia, e questa cosa mi è dispiaciuta tantissimo! 🙁 però, in ogni caso la loro amicizia rimane sempre solida e indistruttibile!

Davvero uno splendido romanzo, e anche se Dumas si è dimostrato assai sadico nella parte finale, lo confermo come il migliore della trilogia!! Quattro stelle senza alcun dubbio!

Aggiungo un po’ di frasi, le più belle tra le belle, cioè tra quelle che avevo già postato durante i commenti, e soprattutto senza spoiler! 🙂

Gli sembrò di udire il mesto gemito dell’acqua che ricade nel pozzo, rumore triste, funebre, solenne, che colpisce l’orecchio del fanciullo e del poeta sognanti, il rumore che gli Inglesi chiamano splash, i poeti arabi gasgasciò, e che noi altri Francesi, che vorremmo esser poeti, dobbiamo tradurre con una perifrasi: Il rumore dell’acqua cadente nell’acqua.

I cortigiani hanno il meraviglioso istinto di sentire in anticipo tutti gli avvenimenti; i cortigiani hanno la scienza suprema: sono diplomatici per spiegare i grandi risolvimenti delle circostanze difficili, sono capitani per indovinare l’esito delle battaglie, sono medici per guarire le malattie.

– Siete un onest’uomo, signor Colbert.
– Non è una virtù, Sire, è un dovere.
Luigi XIV e Colbert

Non si è prodi, non si è avventurosi, non si è abili, come era d’Artagnan, senza essere nello stesso tempo un po’ sognatori.

Si ha un bel dire, la donna è sempre giovane; si ha sempre vent’anni in qualche angolo del cuore.
La Regina Anna d’Austria

Tutte le sere Madama rientrava spossata.
Il cavallo, i bagni nella Senna, gli spettacoli, i pranzi sotto gli alberi, i balli sulle rive del gran canale, i concerti, erano più di quanto sarebbe occorso per uccidere, non già una donna fragile e minuta, ma il più robusto Svizzero del castello.
E’ vero che in fatto di danze, di concerti, di gite, una donna è assai più resistente del più vigoroso figlio dei tredici cantoni.

Gli uomini, che sono sciocchi in molte cose, lo sono soprattutto in questa: che confondono sotto la parola “civetteria” la fierezza d’una donna e la sua variabilità. Io sono fiera, vale a dire imprendibile; tratto male i pretendenti, ma senza alcuna pretesa sotterranea di trattenerli. Gli uomini dicono che sono civetta, perché hanno l’amor proprio di credere che li desidero.
Atenaide di Tonnay-Charente

– To’! guardate, avete ragione […].
– E perché non debbo aver ragione? Avete forse notato che non sia la mia abitudine?
Manicamp e Malicorne

Madama detestava i chiacchieroni e si vendicava di essi crudelmente. Li lasciava parlare.

– Avete dieci vote, venti volte, cento volte ragione, signor d’Artagnan.
– E’ il mio parere, Sire. Sono felice che sia anche quello di Vostra Maestà.
Luigi XIV e d’Artagnan

Intanto, suonarono le otto.
Di solito, il re faceva colazione a quest’ora.
Era stabilito dal codice del cerimoniale che il re avesse sempre fame alle otto.

Come siete giovane! Potete piangere ancora!
La signora di Chevreuse

– Abbiamo forse la pretesa di prendere, in tre, la Bastiglia?
– Se ci fosse d’Artagnan, non dico di no.
Raul e Porthos (e quest’ultimo non ha mica torto, visto quello che ha fatto in passato il guascone!)

Percerin era stato un uomo abile per tutta la sua vita e, per serbare tale riputazione oltre la tomba, badò a morire nel momento giusto: trapassò proprio quando la sua immaginazione cominciava a declinare.

I grandi dolori rinchiudono in sé il germe della loro consolazione.

Non importa, era il buon tempo antico, dato che è sempre buono il tempo in cui s’è giovani.
D’Artagnan

Gli altri commenti a questo libro sono tutti QUI.

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