scritto da Phoebes
giovedì 23 Ottobre 2008
alle 19:41
Categoria : _gruppi di lettura_

Cos’è la vita se non una sosta nell’anticamera della morte?
Beauchamp

Leggendo precedentemente di Lord Wilmore o dell’abate Busoni avevo istintivamente dato per scontato che questi due fossero dei personaggi interpretati dal Conte di Montecristo. Ma vedendo con quanta abilità li ha interpretati in questi capitoli, mi viene da pensare che anche Montecristo non sia altro che un’interpretazione, un personaggio! Però una cosa mi ha lasciata perplessa… Lord Wilmore viene descritto come un uomo piuttosto alto, mentre Dantès è di media statura! Avrà messo i tacchi? ;) Comunque, a parte questo, vediamo che il Conte continua a non mangiare nulla…, e Mercedes ne è preoccupatissima!
Veniamo poi all’avvenimento forse più importante di questi capitoli: la morte della signora di Saint-Mèran. Il fantasma che toccava il bicchiere sul comodino mi aveva insospettito, ricordandomi il discorso sui veleni della signora Villefort… e infatti la vecchia è morta, e, pare, assassinata!! E io, confesso, non mi ricordo proprio nulla a questo proposito!!!! Meglio così, ci sarà più suspense nel proseguire la lettura!
Chiudo con un’ultima annotazione, citando una frase che mi ha assai sorpreso:

Montecristo si voltò per nascondere un fuggevole moto di compassione che gli comparve sul viso, ma che si cancellò subito.

Questa frase si trova subito dopo che Danglars ha rivelato l’arrivo di notizie dalla Grecia. Per chi è che Montecristo, o forse dovrei dire Dantès, prova questa compassione? Per Danglars? Per Alberto (visto che pare che le notizie riguardino suo padre)? In ogni caso, mi ha stupito molto leggere di questa pietà, seppure durata un solo istante: c’è ancora un Edmondo sotto la “scorza” del Conte di Montecristo, capace ancora di provare sentimenti positivi…

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