scritto da Phoebes
venerdì 6 Marzo 2009
alle 22:51
Categoria : Le Guin



di Ursula K. Le Guin

Ciclo di Earthsea
Le Tombe di Atuan

Titolo: Il Mago
Serie: Ciclo di Earthsea (1)
Titolo originale: A Wizard of Earthsea
Genere: fantasy
Autore: Ursula Kroeber Le Guin (sito ufficialeWikipedia)
Nazionalità: statunitense
Prima pubblicazione: 1968
Ambientazione: Earthsea
Personaggi: Ged
Casa Editrice: Mondadori
Traduzione: Ilva Tron
Pagine: 247
Link al libro: GOODREADSANOBII


For a word to be spoken, there must be silence. Before, and after.
Perché una parola venga pronunciata dev’esserci il silenzio. Prima e dopo.
Ged

Le gesta del Mago Ged, il più potente e famoso che sia mai esistito nell’Arcipelago, sono narrate in molte canzoni. Da nessuna parte viene però viene raccontata della sua vita prima di diventare un Mago così famoso e potente. In questo libro si raccontano i tempi che precedettero la sua fama, prima che venissero composti poemi e ballate su di lui.

Il segnalibro che ho usato durante la lettura è stato realizzato da Morrigan.

La vita di Ged, detto Sparviere, ci viene raccontata dalla sua infanzia, quando scoprì di possedere delle doti magiche, fino al raggiungimento dell’età adulta, quando poté sconfiggere il suo terribile nemico.

Ancora una volta, quando mi capita di leggere un fantasy classificato come “per ragazzi”, mi chiedo quanto ci sia di vero in questa attribuzione. La prima volta che lessi questo libro, già non ero più propriamente una ragazza, avrò avuto 17 o 18 anni, e ricordo che mi deluse un po’. Nel rileggerlo, ora, invece, l’ho trovato molto molto bello.

Si potrebbe però penso definire un romanzo di formazione, e forse per questo può essere catalogato tra quelli “per ragazzi”, perché racconta della maturazione di Ged, avvenuta per una bruttissima avventura con conseguenze nefaste, che gli permette però di comprendere se stesso, il suo ruolo di Mago, l’amicizia, la saggezza, e tutto quello che insomma dovrebbe fare di un ragazzo un uomo, in special modo un uomo così straordinario come pare lui diventerà.

È Ged l’assoluto protagonista di tutto il libro, ma non mancano personaggi importanti che lo attorniano, seppur per breve tempo. Il mio preferito è Ogion il Taciturno, il primo Maestro di Ged, che poi sarà riconosciuto dal giovane Mago come il suo vero maestro, e che infatti gli darà l’unico consiglio veramente utile nella lotta contro l’Ombra. È uno dei pezzi che mi è piaciuto di più del libro quello in cui Ged finalmente smette di scappare e si mette invece all’inseguimento dell’Ombra.

Ged comunque occupa tutta la scena, e, sebbene all’inizio lo trovassi un po’ antipatico, andando avanti con la lettura l’ho apprezzato di più, anzi, mi piace molto il Ged che viene fuori dopo il primo scontro con l’Ombra, quello che cerca di espiare, fatica a guarire e a riappropriarsi delle sue doti di mago, e dubita di sé, abbandonando quindi tutta la presunzione che l’aveva caratterizzato prima.

Gli animaletti poi, l’otak – poverino!!! :( – e l’harrekki, erano carinisssimi!!!

Sfide

L’ex-libris è stato realizzato da piccolamimi.

Un po’ di frasi

The Island of Gont, a single mountain that lifts its peak a mile above the storm-racked Northeast Sea, is a land famous for wizards. From the towns in its high valleys and the ports on its dark narrow bays many a Gontishman has gone forth to serve the Lords of the Archipelago in their cities as wizard or mage, or, looking for adventure, to wander working magic from isle to isle of all Earthsea.
L’isola di Gont, costituita da un’unica grande montagna che eleva la sua vetta un miglio sopra il tempestoso Mare di Nord-Est, è una terra famosa per i maghi. Dai villaggi sparsi nelle sue alte valli e dai porti affacciati sulle sue cupe, anguste baie, e più di un abitante partiva alla volta delle città per offrire i suoi servizi di stregone ai Lord dell’Arcipelago; oppure, avido di avventure, preferiva vagabondare di isola in isola, praticando arti magiche, per tutto il Mareterra.
[incipit]

He thought no more of performing the lesser arts of magic than a bird thinks of flying. Yet a greater, unlearned skill he possessed, which was the art of kindness.
Le arti minori della magia gli erano ormai naturali, come lo è il volo per un uccello. Tuttavia possedeva una più grande e istintiva qualità, che non aveva dovuto imparare: e cioè l’arte della gentilezza e della generosità.
[Breve descrizione di Vetch, amico di Ged]

But Ged went on, falcon-winged, falcon-mad, like an unfalling arrow, like an unforgotten thought, over the Osskil Sea and eastward into the wind of winter and the night.
Ma intanto Ged continuava a volare con le sue ali di falco, con la sua furia di falco, come una freccia che non cade, come un pensiero che non dimentica, sopra il Mare di Osskil, diretto a est, nel vento dell’inverno e della notte.

Years and distances, stars and candles, water and wind and wizardry, the craft in a man’s hand and the wisdom in a tree’s root: they all arise together. My name, and yours, and the true name of the sun, or a spring of water, or an unborn child, all are syllables of the great word that is very slowly spoken by the shining of the stars. There is no other power. No other name.
[What of death?]
For a word to be spoken, there must be silence. Before, and after.
Anni e distanze, stelle e candele, acqua e vento e magia, l’abilità nelle mani di un uomo e la saggezza nelle radici di un albero: tutti quanti sorgono insieme. Il mio nome, e il tuo, e il vero nome del sole, o di una sorgente d’acqua, o di un fiore non ancora sbocciato, sono tutte sillabe di un’unica grande parola che viene lentissimamente pronunciata dal brillare delle stelle. Non v’è altro potere. Non v’è altro nome.
[E la morte?]
Perché una parola venga pronunciata dev’esserci il silenzio. Prima e dopo.
Ged

Only in silence the word, only in dark the light, only in dying life: bright the hawk’s flight on the empty sky.
Solo nel silenzio la parola, solo nel buio la luce, solo nel morire la vita: glorioso il volo del falco sul vuoto cielo.
Versi della “Canzone di Éa”, cantati da Vetch

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