Le Tombe di Atuan



di Ursula K. Le Guin

Ciclo di Earthsea
Il Mago
Il Signore dei Draghi

Titolo: Le Tombe di Atuan
Serie: Ciclo di Earthsea (2)
Titolo originale: The Tombs of Atuan
Genere: fantasy
Autore: Ursula Kroeber Le Guin (sito ufficialeWikipedia)
Nazionalità: statunitense
Prima pubblicazione: 1970
Ambientazione: Earthsea
Personaggi: Ged, Tenar
Casa Editrice: Mondadori
Traduzione: Maria Bastanzetti
Pagine: 214
Link al libro: GOODREADSANOBII
inizio lettura: 4 ottobre 2009
fine lettura: 10 ottobre 2009


Da solo, nessuno conquista la libertà.
Ged

Arha è la Prima Sacerdotessa delle Tombe. È solo una bambina quando prende questo nome, che significa Colei che è Stata Inghiottita, ma dentro di sé possiede una saggezza vecchia di millenni, perché è sempre la stessa Prima Sacerdotessa, che si reincarna di generazione in generazione per servire i suoi padroni, gli Innominabili, Signori dell’Oscurità. Ma questa Arha, la nostra, sta per vivere un’esperienza che nessuna delle sue precedenti incarnazioni ha mai vissuto.

Sto veramente diventando una fan di Le Guin. Se le Leggende di Earthsea mi avevano affascinato e la rilettura de Il Mago mi aveva appassionato a questa saga, Le Tombe di Atuan mi ha conquista definitivamente a Le Guin! Ho amato tutto di questo libro!!!

Il segnalibro che ho usato durante la lettura mi è stato regalato da 1949paperina in occasione del secondo scambio di segnalibri nel gruppo Readers Challenge.
L’ho scelto perché il colore si intonava un po’ alla copertina, e poi questo libro è iscritto alla sfida degli acronimi, quindi mi sembrava adatto, visto che c’è – due volte! ;) – il mio nome sopra!

La cosa che mi è piaciuta di più è stato senz’altro il modo di narrare la vicenda. È stato talmente bello scoprire così la storia, che per non rovinare a nessuno questo piacere, copro questa parte di commento sotto spoiler, anche se in realtà non lo è veramente: infatti, sapendo che questo libro è il seguito de Il Mago, uno si aspetta che prima o poi arrivi Ged, però… passano le pagine e lui non c’è, la storia parla di Arha e del posto delle Tombe… e quando finalmente Ged arriva (perché non può che essere lui il misterioso intruso), si trova in pratica nella parte dell'”antagonista”, rispetto al nostro punto di vista che è quello di Arha!

Ma, come dicevo, a parte questa cosa che mi è piaciuta veramente veramente tanto, del libro mi è piaciuto tutto!

Mi sono piaciuti molto i personaggi (forse alcuni dei minori sono stati tratteggiati un po’ troppo velocemente, ma non per questo sono meno ben fatti!)

Bellissima l’ambientazione: la prima descrizione delle Tombe, per esempio, mi ha emozionato tantissimo, mi sembrava proprio di essere lì e di sentirne l’oscura e potente bellezza! E poi il labirinto, le stanze, i tesori…

Bella la storia di per sé, la missione di Ged per riportare la pace nell’Arcipelago, la liberazione di Tenar, il legame che si forma tra i due e che si rivela fondamentale perché entrambi raggiungano ciò che desiderano…

Molto bella anche la copertina, seppure un po’ imprecisa (se quei due sono Ged e Arha – e non due tizi qualsiasi messi così perché son fighi – Arha dovrebbe essere vestita di nero, e Ged avere la pelle più scusa, come minimo…)

Ecco, forse solo una cosa non mi è piaciuta affatto: la decisione di tradurre “Earthsea” con “Terramare”! Certo, sempre meglio della traduzione fatta ne Il Mago, e cioè “Mareterra”, perché “Terramare” almeno rispetta l’ordine delle parole nell’originale, però… ma pazienza, è veramente una quisquiglia questa qui!

Insomma, veramente un bel romanzo, e un bellissimo secondo capitolo per questa saga che mi prende sempre più!! E il prossimo libro ancora non ce l’ho!!!!! Come farò ad aspettare?!?!?! ;)

Sfide

Un po’ di frasi

— Tenar! Vieni a casa!
Nella grande, profonda vallata, alla luce dorata del crepuscolo, i meli erano in boccio. Qua e là, tra i rami ombrosi, un fiore si era aperto prima del tempo, rosa e bianco, come una timida stella. Nel frutteto, tra le file di alberi, in mezzo all’erba nuova, umida e folta, correva una bambina. Correva per la gioia di correre. Quando sentì la voce che la chiamava non si voltò subito, ma si lanciò in una corsa sfrenata, in cerchio, prima di dirigersi verso casa. La madre, che l’aspettava sulla soglia della capanna, illuminata alle spalle dal riflesso delle fiamme nel camino, osservava la figuretta che saltava e da lontano sembrava un ciuffo di lanugine del cardo che rotolava fra l’erba, travolto dal vento.
[incipit]

Una volta, all’inizio dei tempi, quando Segoy fece sorgere le isole del Terramare dalle profondità dell’oceano, tutte le cose avevano un proprio nome. E ogni magia, ogni stregoneria, ancora oggi si basa sulla conoscenza – sulla riscoperta, sul ricordo – del Vecchio Idioma della Creazione.
Ged

— Sai, noi Maghi non possediamo molte cose. Niente di più del bastone e degli abiti che indossiamo, se viaggiamo. Molta gente è felice di ospitarci e offrirci qualcosa da mangiare e un posto per dormire. E noi diamo sempre qualcosa in cambio.
— Che cosa?
— Be’, prendi la donna del villaggio. Ho curato le sue capre.
— Che cos’avevano che non andava?
— Entrambe avevano le mammelle infette. Sai, ho fatto il guardiano di capre, da bambino…
— Le hai detto che le hai curate?
— No. Come potevo? E perché avrei dovuto dirglielo?
Dopo una pausa, Tenar disse: — A quanto pare la tua magia non serve soltanto per le grandi cose.
— L’ospitalità — ribatté lui, — la gentilezza nei confronti di un estraneo… sono cose molto importanti. Certo, bastava un grazie. Ma mi spiaceva per le capre.

4 pensieri riguardo “Le Tombe di Atuan

  1. Avevo già sentito parlare molto bene della Le Guin (anche in film, pensa! E infatti mi aveva incuriosito molto), questa è un’altra conferma :) Mi sa che, se riesco, proverò anche io i libri di questa autrice!

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