scritto da Phoebes
martedì 13 Aprile 2010
alle 0:10
Categoria : _gruppi di lettura_

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Stiva continua a confermare la descrizione che fece di lui Tolstoj all’inizio. Vediamo nei primi capitoli di questa settimana ancora una volta messi in luce i suoi difetti, in particolare l’egoismo e l’irresponsabilità, ma lui è sempre così bonario, allegro, quasi ingenuo, che suscita comunque simpatia! Specie poi se rapportato a quei musoni di Karenin e Lidja Ivanovna! Triste la scena svoltasi a casa di quest’ultima con quell’imbroglione francese. Triste soprattutto pensare che a causa di chissà cosa questi avrà detto a Karenin, Anna non potrà ottenere il divorzio!
Non che questo avrebbe risolto tutti i suoi problemi, ma probabilmente sarebbe stata meno disperata.
La disperazione porta Anna a far del male a lei e a Vronskij, che in questi capitoli mi ha fato quasi un po’ pena, Anna è diventata davvero insopportabile! Nonostante questo però parteggiavo sempre per lei. Normalmente sono del parere che la sofferenza non possa giustificare qualunque comportamento, ma Tolstoj mi fa talmente vivere insieme a lei il suo tormento che l’empatia mi ha impedito di giudicarla troppo duramente!

Gli ultimi capitoli sono i più belli secondo me in questo libro, insieme a quelli di Levin in campagna. Tanto che devo aprire un discorso a parte per i viaggi in carrozza di Anna.
Correva l’anno 1996 quando io, giovin fanciulla studentessa di ginnasio, allora come adesso appassionata di classici e libri in generale, studiai a scuola Joyce e il suo flusso di coscienza. Uh, che cosa nuova interessante, mai sentita prima! E INVECE NO!!!!!! Come si fa a ritenere Joyce l’inventore di questa tecnica narrativa, dopo aver letto queste pagine di Tolstoj?!?! Anna che in carrozza è persa nei suoi pensieri, e distrattamente legge le insegne che sfilano davanti al finestrino, e ciò che legge si fonde coi suoi pensieri… ok, c’erano le virgolette, quindi forse non si può parlare di vero e proprio flusso di coscienza, ma ciò non toglie che Tolstoj sia stato un grande anche in questo, nell’anticipare di qualche decennio l'”invenzione” di Joyce! :)
Che pagine stupende, leggendole ero proprio lì in carrozza con Anna, seguivo tutto il percorso prima da Dolly, poi a casa, poi alla stazione. Anzi, ero forse proprio io, che, come spesso mi accade, mentre ero sola pensavo ai miei crucci, e dopo la “pausa” in compagnia, una volta tornata sola riprendevo i rimuginamenti lì dove li avevo lasciati…
Come si fa, dico io, come si fa a scrivere così bene?!?!

Ma bando alle ciance, la meraviglia suscitatami dalla lettura di quelle pagine mi ha fatto passare un po’ in secondo piano un avvenimento che però credo invece molto importante: l’incontro di Anna con Kitty. Non si vedevano da moltissimo, da quando a quel ballo, entusiaste l’una dell’altra, si erano improvvisamente e dolorosamente (da parte di Kitty) allontanate a causa di Vronskij. Capisco Kitty, ricordo quando dolore le avesse procurato quello sguardo di Vronskij, la ferita nell’orgoglio che anche dopo tanto tempo non è riuscita a cancellare. Però proprio per questo penso che dovrebbe essere in un certo senso grata ad Anna, per averla allontanata, con la sua “intromissione”, da qualcuno che non la meritava.
Ad Anna sinceramente non so ben capire che effetto fa questo incontro, se si è rivelato o no determinante per quella limpida chiarezza che contraddistingue le sue successive riflessioni, quando guarda alla sua situazione finalmente con sincerità e realismo (anche se molto cupo).
Peccato però che questa chiarezza, unita al ricordo della tragedia avvenuta il giorno del suo primo incontro con Vronskij, la porti alla decisione di compiere quel gesto estremo tanto agognato e temuto negli ultimi tempi: togliersi la vita.
Tristissima, angosciante e bellissima la pagina della sua morte. Non credevo però venisse così presto! Anna, Anna, proprio ora che ti eri prepotentemente ripresa il possesso del tuo romanzo, che eri diventata tu l’unica e indiscussa eroina, eclissando per un po’ tutti gli altri personaggi, hai deciso di uscire di scena!! :'(

Il rispetto è stato inventato per nascondere il vuoto che lascia l’amore.
Anna

E’ tremendo che non si possa cancellare il passato!
Anna

…e mi libererò di tutti, e anche di me stessa.
Anna

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