scritto da Phoebes
venerdì 8 Ottobre 2010
alle 15:34
Categoria : Kipling

Kim

di Rudyard Kipling


Non c’è peccato più grande dell’ignoranza.
Colonnello Creighton

Kimball O’Hara, chiamato il “Piccolo Amico di tutto il Mondo”, è un ragazzino Sahib orfano che vive come un indiano a Lahore, nell’odierno Pakistan. Un giorno incontra un Lama e, spinto dal desiderio di girovagare per l’India, si offre di essere suo chela (discepolo). La sua vita vagabonda, alla ricerca di un sacro fiume e di una toro rosso, lo porterà a venire in contatto con alcuni Sahib e alcuni indigeni che fanno parte di un Grande Gioco, e vedono in lui un potenziale “giocatore”. Inizierà così per il giovane Kim un doppio apprendistato, quello con il Lama, seguendo la Ricerca per trovare la Ricompensa, e quello con i Sahib, e anche con alcuni agenti indigeni, per entrare a far parte dei servizi segreti britannici.

Mi ha decisamente deluso questo mio primo approccio con Kipling. Prima di tutto, s’è fatto leggere veramente con estrema lentezza (ed era pure della Biblioteca!! L’ho consegnato con vergognosissimo ritardo!!!), poi non mi ha entusiasmato neanche un po’. Belle le citazioni all’inizio di ogni capitolo, ma troppo lunghi i suddetti capitoli. Un affascinante affresco dell’India del tempo (e di sempre), con le sue variegate culture, una carrellata di personaggi molto interessanti, ma una storia non particolarmente avvincente: 3 stelline, voto medio, per un romanzo veramente senza infamia e senza lode. Insomma, non l’ho trovato brutto e neanche noioso, però nemmeno bello o emozionante.
Giusto nel finale mi ha preso un po’ di più, specie quando salgono sulle montagne e vengono descritti quei paesaggi stupendi:

Era come stare seduti su un nido di rondini sotto la grondaia del tetto del mondo.

Informazioni sul libro


Partecipa a La Sfida infinita (o quasi)… terza edizione!, La sfida nascosta, Dammi 3 Parole, La sfida dell’ALFABETO – II edizione e Random Classics.
Il segnalibro qui a destra è quello che ho usato durante la lettura, ed è stato realizzato da Indiana Books, che me l’ha regalato in occasione dello scambio di Segnalibri@Tema di maggio 2010 (tema: piante e fiori) nel gruppo Readers Challenge.
L’ho scelto perché mi sembrava adatto al libro in questione, un po’ per il colore, un po’ per la mole. Scelta molto felice, perché la lettura è durata tanto, e il bellissimo segnalibro era sempre uno sprone per riaprire il libro quando proprio non mi andava di leggerlo! per la cronaca, i fiori sono pansè.

Titolo originale: Kim
Anno: 1901
Casa Editrice: Adelphi
traduzione di Ottavio Fatica
pagine: 349
Kim su aNobii

Dammi 3 parole

affascinante tiepido affresco

Un po’ di frasi

Era seduto, in barba alle ordinanze municipali, a cavallo del cannone Zam-Zammah che su un basamento di mattoni fronteggiava il vecchio Ajaib-Gher, la Casa delle Meraviglie, come gli indigeni chiamano il museo di Lahore. Chi detiene Zam-Zammah, il «drago sputafuoco», tiene il Punjab, e quel gran pezzo di bronzo verde è sempre stato la preda più ambita dal conquistatore.
[incipit]

«[…] La Ricerca in tal modo è conclusa. Per il merito che ho acquistato, il Fiume della Freccia è qui. E’ scaturito ai nostri piedi, come avevo predetto. L’ho trovato. Figlio della mia Anima, ho strappato la mia Anima dalle Soglie della Libertà per liberare te da ogni peccato… come libero e senza peccato sono io. Giusta è la Ruota! Certa è la nostra liberazione! Vieni!»
Incrociò le mani in grembo e sorrise, come è dato a chi ha ottenuto la salvezza per sé e il suo diletto.

[explicit, selezionare per leggere]

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