scritto da Phoebes
martedì 11 Gennaio 2011
alle 23:03
Categoria : Le Guin



di Ursula K. Le Guin

Ciclo di Earthsea
Le Tombe di Atuan
L’isola del drago

Titolo: Il Signore dei Draghi
Serie: Ciclo di Earthsea (3)
Titolo originale: The Farthest Shore
Genere: fantasy
Autore: Ursula Kroeber Le Guin (sito ufficialeWikipedia)
Nazionalità: statunitense
Prima pubblicazione: 1972
Ambientazione: Earthsea
Personaggi: Ged, Arren, Cob
Casa Editrice: Mondadori
Traduzione: Maria Bastanzetti
Pagine: 300
Link al libro: GOODREADSANOBII
inizio lettura: 7 gennaio 2011
fine lettura: 11 gennaio 2011


Soltanto a noi è dato di sapere che dobbiamo morire. E questo è un grande dono: il dono dell’individualità. Perché possediamo soltanto ciò che sappiamo di dover perdere.
Ged

La magia sta scomparendo dalle terre dell’Arcipelago, maghi e stregoni non ricordano più le parole dell’idioma della Creazione, o non ne riescono più a comprendere il significato. Un giovane principe giunge a Roke per chiedere l’aiuto del Consiglio dei Saggi contro questo incombente pericolo. Inizierà così un viaggio attraverso le isole più remote, fino alla spiaggia più lontana, e ancora oltre…

Il segnalibro che ho usato durante la lettura mi è stato regalato da Giudori in occasione del primo scambio di segnalibri nel gruppo Readers Challenge.
L’ho scelto perché il dinosaurino mi sembrava adatto a un libro che parlava di draghi (anche se poi leggendo ho scoperto che i draghi non erano poi così fondamentali nella storia!).

Il titolo originale di questo romanzo tradotto in italiano significa “la spiaggia più lontana”, e a volte, in altre edizioni, il libro si trova anche con questo titolo. Personalmente lo trovo molto, molto più bello de “Il Signore dei Draghi”, e, soprattutto, molto più inerente al romanzo. La spiaggia più lontana viene infatti nominata in una profezia di Maharion, l’ultimo Re di Tutte le Isole, che prima di morire disse: Erediterà il mio trono colui che avrà attraversato le terre dell’Ombra e sarà sopravvissuto, colui che raggiungerà le spiagge più lontane del giorno… Il Signore dei Draghi invece, secondo quelli della Mondadori, a chi si riferirà mai? A Ged, che sappiamo avere una certa familiarità con quelle maestose creature? O forse a Cob, il mago responsabile dell’apertura della voragine che stava risucchiando la magia dal mondo, che in effetti chiama se stesso con questo appellativo, ad un certo punto? Mi sembra più valida questa seconda ipotesi, ma forse, semplicemente, hanno pensato che mettere la parola “drago” nel titolo avrebbe attirato di più, per un fantasy. Invece il titolo originale era perfetto, secondo me, perché la saga di Earthsea è ambientata su delle isole, quindi la spiaggia ci stava proprio bene. Poi quel “più lontana” evoca avventure, viaggi, misteri… e cosa si può volere di più da un fantasy, e da un libro in generale? :) Inoltre (e qui la smetto di parlare del titolo, e inizio a parlare del libro) il riferimento alla profezia punta l’attenzione sul Re, che tutti aspettano come colui che porterà finalmente la pace. E, infatti, un po’ come era accaduto ne Le Tombe di Atuan, il nostro Sparviere, sebbene sia presente stavolta fin da subito, e sia sempre lui, alla fine, a risolvere la situazione chiudendo la porta aperta sul mondo delle Ombre, non è il protagonista del libro, che viene invece raccontato tutto dal punto di vista del giovane principe Arren, futuro Re di Tutte le Isole.

Il tema della storia riprende in un certo senso quello del primo libro della saga, Il Mago, ovvero il passaggio del giovane eroe all’età adulta attraverso molte difficoltà. E in più c’è ancora una volta un tema che sembra essere in un certo senso caro a Le Guin: la morte. Nel primo libro, infatti, i guai di Ged cominciano proprio (se non ricordo male) quando si crede così forte da poter impunemente sfidare la morte entrando a suo piacimento nel mondo delle Ombre. Il secondo, Le Tombe di Atuan, ha un riferimento alla morte già nel titolo. E in questo terzo ancora una volta la morte, la paura e il rifiuto che suscita negli esseri umani, la sua inevitabilità e la sua necessità la fanno da padrone nelle riflessioni e negli insegnamenti di Ged, sono il motivo che ha portato Cob a fare quello che ha a fatto, e a mettere così a repentaglio la sopravvivenza dell’intero Arcipelago, e sono protagonisti del viaggio finale dei nostri due eroi nel mondo dei morti, per scoprire infine che il mago che aveva tanta paura della morte, per evitarla e non morire, aveva dovuto, paradossalmente, rinunciare alla vita.

Segnalibro dedicato al libro che ho realizzato a fine lettura.

Ged mi piace moltissimo come personaggio, è un eroe ma non ne ha né l’aspetto né l’atteggiamento, è saggio e all’occorrenza deciso e potente, ma non si prende mai troppo sul serio e, soprattutto, non si fa mai, mai scoraggiare da nulla.

Arren ho imparato a conoscerlo ed apprezzarlo a poco a poco, mi ha piacevolmente colpita fin dall’inizio per la sua subitanea infatuazione per Sparviere, e poi pian piano mi ha conquistata col suo coraggio e i suoi errori, il suo amore e la sua testardaggine, la sua lealtà e la sua passione.

Le Guin si conferma una delle mie scrittrici preferite! Mi piace sempre molto il suo particolare stile. Innanzi tutto questa abitudine presa col libro precedente di vedere l’eroe che già conosciamo messo un po’ in secondo piano. Mi piace poi moltissimo il suo modo di scrivere (come vorrei poterla leggere in originale!). Mi piacciono la sue descrizioni del paesaggio di Terramare, sempre molto presente e partecipe delle vicende narrate. Mi piace la particolarità della sua narrazione, che anche quando affronta scene d’azione rimane comunque pacata, concentrata sui dialoghi (non che non mi piacciano le scene tese e movimentate, però questa è una caratteristica che ho trovato tipica in questa autrice, che la sa gestire secondo me benissimo e ne fa un suo tratto distintivo).

Mi piacciono poi molto anche i draghi di Le Guin, creature in un certo senso al di là del bene e del male, terrificanti e meravigliose.

Mi è piaciuto anche il finale, anche se ho veramente temuto che Ged non ce la facesse, stavolta! Per fortuna invece si salva, ma la magia finale l’ha privato di tutti i suoi poteri, e ora non più un mago! O almeno così ha detto… le ultime righe del libro, con la descrizione della Vistachiara che scivola veloce sull’acqua senza vela e senza remi sembra dire altro… Ma sono solo leggende! :) In ogni caso, temo che non lo vedremo più, e che sarà Arren, ora, il protagonista della saga. Bè, spero di scoprirlo al più presto, di potere, cioè, leggere a breve il prossimo libro del ciclo di Earthsea! :D

Dammi 3 parole

lontano non [è] abbastanza

Sfide

Un po’ di frasi

Nel Chiostro della Fontana il sole di marzo filtrava tra le giovani foglie di frassino e olmo, mentre l’acqua sgorgava allegramente tra luci e ombre. Il cortile scoperto era circondato da quattro alte pareti di pietra. Al di là di esse c’erano stanze e cortili, passaggi, corridoi, torri, e, infine, le massicce mura esterne della Grande Casa di Roke, che avrebbero resistito a ogni assalto dovuto a una guerra, o a un terremoto o al mare stesso, perché non erano costruite di sola pietra, ma anche di inconfutabili magie, molto più forti della pietra.
Roke è l’Isola dei Saggi, dove si insegna l’Arte Magica, e la Grande Casa è la Scuola dove la si impara, oltre che il centro principale della magia nell’Arcipelago, e il fulcro della Casa è quel piccolo chiostro isolato da tutto, dove la fontana zampilla e gli alberi stanno immobili sotto il sole, sotto la pioggia o alla luce delle stelle.
[incipit]

Arren: Che cos’è il Male?
Ged: Il Male è una ragnatela tessuta da noi uomini.

Arren: Credo di capire perché tu sostieni che solo gli uomini danno vita al Male. Perché anche gli squali sono innocenti: uccidono perché devono farlo, non perché lo desiderino.
Ged: Ed è Proprio questa la ragione per cui non c’è niente che possa resisterci. Soltanto una cosa al mondo può resistere a un uomo che ha il Male nel cuore: un altro uomo. Nella vergogna è la nostra gloria. Soltanto la nostra anima, che è capace di tanto male, è capace di sopraffarlo.
Arren: Ma i draghi… Non fanno forse del male? Sono innocenti?
Ged: I draghi! I draghi sono avari, insaziabili, sleali. I draghi sono senza pietà e senza rimorso. Ma sono malvagi? Chi sono io per giudicare le azioni dei draghi? Sono più saggi degli uomini. Con loro è come con i sogni, Arren. Noi uomini sogniamo sogni, facciamo magie, facciamo il bene e facciamo il male. I draghi non sognano. Loro sono sogni. I draghi non fanno magie… perché la magia è la loro sostanza, è compenetrata nel loro essere. I draghi non fanno, perché sono. […] Il loro sangue è freddo e velenoso. Non devi mai guardarli negli occhi. Sono più antichi dell’umanità… E anche dovessi scordare o rimpiangere tutto ciò che ho fatto nella mia vita, non potrei mai dimenticare che una volta ho visto alcuni draghi in volo nel vento al tramonto, sopra le isole occidentali, e tanto mi basterebbe per essere soddisfatto.

Alla fine sapeva cosa significasse essere cacciato anziché cacciare, essere la preda e non il cacciatore. Significava essere solo ed essere libero.

Poiché siamo dotati di intelligenza, non dobbiamo agire con ignoranza.
Ged

Ged: La prima lezione che si impara a Roke, e anche l’ultima, è: Fai sempre ciò che è necessario. Niente di più!
Arren: Allora, la lezione di mezzo consisterà nell’imparare a capire cosa sia davvero necessario.

Soltanto pochi lo sentono e lo capiscono. I maghi e gli stregoni. I cantori, i costruttori. E gli eroi, coloro che cercano di essere se stessi. Poter essere se stessi è una cosa rara e grande.
Ged

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2 commenti per Il Signore dei Draghi

  1. Simone scrive:

    bellissimo bellissimo! purtroppo io ho appena finito di leggere il quarto (ho comprato l’edizione della Nord, con tutti e 5 i libri insieme) e devo dirti che è un pò sottotono rispetto agli altri… speriamo si rifaccia con il quinto….

  2. Phoebes scrive:

    Purtroppo un po’ lo temevo, lo sai? Stavo infatti guardando le date di pubblicazione: il Mago è del ’68, le Tombe del ’70 e questo del ’72, invece il successivo è del ’90, quasi vent’anni di differenze! Però l’altro che ho letto, “Leggende di Earthsea” è del 2001, eppure mi era piaciuto molto, ricordo! Speriamo bene! :)


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