scritto da Phoebes
giovedì 10 Febbraio 2011
alle 16:03
Categoria : Marinina

di Aleksandra Marinina

Anastasija Kamenskaja – Polizia di Mosca
Morte in cambio
La donna che uccide

Titolo: L’amica di famiglia
Serie: Anastasija Kamenskaja (3)
Titolo originale: Убийца поневоле (Ubijtsa Nonevole)
Genere: poliziesco
Autore: Aleksandra Marinina (sito ufficiale in russoWikipedia)
Nazionalità: russa
Anno prima pubblicazione: 1995
Ambientazione: Mosca (Russia), 1995
Personaggi: Anastasija Pavlovna Kamenskaja
Casa Editrice: PIEMME
Traduzione: Emanuela Guercetti
Pagine: 309
Link al libro: ANOBII
inizio lettura: 1 febbraio 2011
fine lettura: 8 febbraio 2011


Non esistono problemi insolubili. Esistono le decisioni sgradevoli.
Erik Born citato da Nastjia

Anastasija Kamenskaja riceve una visita inaspettata, quella del fratellastro, con cui non ha mai avuto molti rapporti. Il giovane è disperato perché teme che la sua amante sia una criminale. Intrigata dal “mistero” Nastjia decide di fare questo favore al fratello, e inizia ad indagare sulla ragazza, scoprendo che effettivamente è invischiata in qualcosa di grosso e pericoloso.

Il segnalibro che ho usato durante la lettura è stato realizzato da piccolamimi.

Mi appassionano sempre moltissimo le indagini del Maggiore Anastasija Kamenskaja, forse perché lei stessa prende a cuore ogni caso, dandosi anima e corpo (e mente, soprattutto) per trovare la soluzione.

Il romanzo inizia presentandoci persone diverse, con storie diverse, che pian piano vediamo convergere verso la nostra Nastjia. Come negli altri romanzi, alla fine non c’è una soluzione generale, che inchioda i colpevoli e li assicura alla giustizia, il romanzo termina a indagine ancora in corso, solo finalmente noi e Anastasija sappiamo tutto.

Mi è piaciuto moltissimo il personaggio di Dasha Sundieva, l’amante del fratello di Nastjia. Quando la conosciamo appare veramente troppo bella, troppo brava e troppo intelligente per essere vera, e, come dice Anastasija, visto che la competenza e l’intelligenza non si possono fingere, deve nascondere per forza qualcosa di losco… e invece alla fine scopriamo che Dasha è assolutamente autentica, una bellissima persona, oltretutto innamorata pazza del fratello di Nastjia! Almeno per loro il romanzo finisce bene! Cosa che non si può dire, purtroppo, invece, per altri personaggi. Per esempio, Bocro (altro personaggio che mi ha affascinato tantissimo), il ladro-linguista che aiuta la Kamenskaja nelle indagini. Ah, sì, perché, dimenticavo, in questo romanzo ritroviamo un personaggio già visto ne Il Padrone della Città, Edward Petrovich Denisov, un boss mafioso che deve alla nostra Anastasija un favore. Così quando ha bisogno di indagare al di fuori del suo incarico in polizia, Nastjia chiede il suo aiuto, e lui le manda questo Bocro, un buffo ometto che ama inventare parole ed è stato in prigione, e che, scopriamo alla fine, era proprio il figlio di Denisov. Era perché purtroppo muore! :'(

Proprio una piacevole lettura, sto diventando sempre più una fan di questa serie, speriamo mi riesca di trovare gli altri libri, che pare non vengano più ristampati, purtroppo!

Dammi 4 parole

Anastasija in gran forma

Sfide

Un po’ di frasi

Il vestito nero le fasciava perfettamente la figura snella, e metteva in risalto il suo bel seno e la vita sottile.
«E allora?» Nastjia improvvisò una complicata piroetta, e nello spacco profondo fino all’anca s’intravide una gamba seducente, velata da una calza chiara.
«Sono senza parole!» rispose con ammirazione Ljosha Chistjakov, da molti anni abituato a vedere la sua amica per lo più in jeans, maglione e scarpe da ginnastica. «E a te piace?»
[incipit]

Per chi ha tanti amici, la morte non è poi così terribile. […] Tanto toccherà a tutti. Ma che brutto dev’essere morire, sapendo che neanche un cane ti ricorderà e ti rimpiangerà! Invece Kostja guarda quanta gente lo ricorda, significa che resterà ancora per un pezzo in questo mondo.
La vecchina al cimitero

Il senso dell’umorismo è il senso della vita percepito da un uomo che ha sbirciato dentro un abisso senza fondo e zitto zitto se n’è tornato indietro.
Fazil Iskander citato da Nastjia

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