Per un’archeologia della globalizzazione
| di Telmo Pievani | ![]() |
La scienza, avventura squisitamente umana inventata dai sapiens, si alimenta di miti, di abitudini mentali e di tenaci speranze. È un gioco di costruzione e di ricostruzione di metaforiche talvolta, provvisoriamente, danno l’impressione di rappresentare adeguatamente la realtà.
Un libro veramente molto bello, e davvero ben scritto, che consiglio a chiunque sia un po’ curioso non solo sull’origine della specie umana, ma anche sull’ “evoluzione” delle varie idee in proposito. Per un profano può risultare forse un po’ ostico, ma è comunque un libro scritto benissimo e in maniera chiara e semplice.
La specie Homo sapiens è vista come una catastrofe sia perché è grazie ad eventi assolutamente casuali e spesso anche catastrofici che è potuta comparire sulla Terra, sia perché fin dagli inizi si è dimostrata essere un “pericolo” per le altre specie e l’ambiente in generale. Insomma, deriviamo da una catastrofe, siamo sopravvissuti ad alcune di esse, e ora lo siamo diventati anche noi!
Insomma, veramente vi consiglio di leggerlo, la storia dell’evoluzione umana è estremamente avvincente, e Pievani sa narrarla senza farle perdere un filo del suo fascino.
Scheda del libro
Titolo: Homo sapiens e altre catastrofi
Sottotitolo: Per un’archeologia della globalizzazione
Autore: Telmo Pievani
Paese: Italia
Anno prima pubblicazione: 2002
Casa Editrice: Meltemi
Copertina: Maurits Cornelis Escher, Incontro, 1944
Pagine: 382
aNobii: LINK
inizio lettura: 1 dicembre 2005
fine lettura: 25 maggio 2006
Un po’ di frasi
Se la Torre Eiffel rappresentasse l’età della terra, lo spessore della vernice sul pinnacolo al suo vertice rappresenterebbe la durata relativa dell’esistenza dell’uomo; e chiunque percepirebbe che quel sottile strato di vernice fu ciò per cui fu costruita la torre. Suppongo che lo percepirebbe, non lo so di sicuro.
Mark Twain
Io temo che Homo sapiens sia una cosa tanto piccola in un vasto universo, un evento evolutivo estremamente improbabile nell’ambito della contingenza evolutiva. Il lettore può prendere questa conclusione come gli pare. Alcuni troveranno questa prospettiva deprimente; io l’ho sempre considerata esaltante: una fonte insieme di libertà e di conseguente responsabilità morale.
Stephen J. Gould
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