Mercoledì al Museo (5): San Luigi dei Francesi

Questa rubrica sarà postata di mercoledì, ma sicuramente non ogni mercoledì. Si parla di arte, di artisti, di musei, di archeologia, di architettura… tutti argomenti che mi appassionano ma di cui non sono sicuramente un’intenditrice. Lo scopo di questa rubrica è quindi fare una chiacchierata su cose che vedo, sento, leggo, eccetera. Spero vi piacerà! :)

Come è possibile che ancora oggi, dopo Kandinsky o Mondrian, il passante più casuale, o il patito di Pollock o di Rauschenberg, o il più condiscendente elettore dell’arte ludica, entri in San Luigi dei Francesi e senta riaprirsi in petto una piaga che credeva chiusa per sempre?
Renato Guttuso

L’altare
Sempre lo scorso 25 maggio, dopo aver visitato la mostra su Tiziano e il Pantheon, sono andata a visitare una chiesa che si trova nei pressi di quest’ultimo, la chiesa di San Luigi dei Francesi. C’ero già stata più di una volta, ma se sono da quelle parti non posso non farci almeno un salto, perché, come dice bene Guttuso nella frase che ho riportato su, entrare in questa chiesa provoca un’emozione intensa. Il motivo preciso, la ragione della “piaga” che si riapre, la vedremo poi. Prima parliamo un po’ della chiesa in generale.

San Luigi dei Francesi
La chiesa di San Luigi dei Francesi è in realtà dedicata a Maria Vergine, a San Dionigi l’Areopagita e al re San Luigi IX, ma è col nome di quest’ultimo (Luigi dei Francesi, appunto) che è famosa, perché è la chiesa nazionale dei francesi di Roma, fin dal 1589. Nella mia ignoranza vi potrei dire che è una chiesa barocca, o almeno a me così è sembrata dato lo sfarzo con cui è decorata. Ha tre navate, e lungo le due laterali ci sono diverse cappelle. Nella cappella di San Luigi (terza a sinistra) ci sono dei dipinti realizzati da Plautilla Bricci, una pittrice romana del XVII secolo. Non l’avevo mai sentita nominare ma mi ha colpito semplicemente perché non mi capita spesso di trovare opere di pittrici donne. Purtroppo non ho fotografato i suoi dipinti, e l’unico che sono riusocita a trovare online è quello che vedete qui a fianco che rappresenta proprio San Luigi, che, a quanto ho capito leggendo la sua biografia (vedi link utili in basso) non è tra le sue opere migliori.

Come ho detto la chiesa è molto barocca, basta guardare la ricchezza e la “pomposità” di ogni centimetro quadrato, l’abbondanza di ori, marmi e alabastri, e decorazioni ovunque, dai soffitti ai pavimenti. A me non piace molto, solitamente, l’eccessivo sfarzo del barocco, ma ho trovato comunque questa chiesa molto bella. Vi lascio qui sotto altre quattro foto (purtroppo, come le precedenti, non riuscite molto bene, ma non si poteva usare il flash):

Da sinistra: il soffitto di una delle cappelle, la piccola cupola sopra l’altare, il soffitto della navata centrale e l’organo

E veniamo ora finalmente alla ragione vera per cui sono andata a visitare questa chiesa, al motivo della piaga che sentiamo riaprirsi in petto entrando in San Luigi dei Francesi: i tre dipinti dedicati a San Matteo realizzati da Michelangelo Merisi da Caravaggio. Ora, penso di averlo detto e stradetto, ma io Caravaggio lo adoro! E uno di questi dipinti (la Vocazione) è il mio preferito di sempre!!!! Ma andiamo con ordine. I tre dipinti in questione si trovano nella cappella Contarelli, l’ultima nella navata di sinistra, uno su ogni parete. Eccoli qui:

Da sinistra: Vocazione di San Matteo, San Matteo e l’angelo, Martirio di San Matteo

Due anni fa sono andata ad una mostra su Caravaggio, a Roma. E’ stata una mostra stupenda, che ha riunito insieme moltissime opere normalmente sparse per l’Italia e per il mondo. Però, o forse proprio per questo, quanto maggiormente mi emoziona e mi stupisce ogni volta il fatto che sia possibile ammirare tre bellissime opere di questo straordinario artista sempre e gratuitamente (al massimo si mette la monetina per accendere le luci, ma io non lo faccio mai perché tanto c’è sempre qualcun altro che fa prima!), quando di solito bisogna andare come minimo nei musei per poterli ammirare. Per di più poi, come dicevo, la Vocazione di San Matteo è penso il mio quadro di Caravaggio preferito! La luce, lo sguardo incredibile del Santo che si sente chiamato in causa, le espressioni e le occupazioni degli altri attori della scena, i costumi anacronistici, il braccio teso di Gesù che dice “Seguimi”… c’è ovviamente molto di più da dire (se vi interessa, come sempre date un’occhiata ai link utili in basso), anche riguardo agli altri due, pur nella mia ignoranza potrei parlare per bel po’, ma mi limiterò a questo breve commento sperando di avervi fatto capire perché questo quadro mi coinvolge così tanto emotivamente, e soprattutto perché ogni volta che entro nella chiesa di San Luigi dei Francesi mi sento un essere privilegiato per la straordinaria bellezza che posso trovare così, a portata di mano.

San Luigi dei Francesi non è l’unico posto a Roma in cui si possono ammirare gratuitamente le opere di Caravaggio, ci sono alcuni suoi quadri (anche quelli bellissimi, su San Paolo) nella chiesa di Santa Maria del Popolo (a piazza del Popolo), ma purtroppo nella mia ultima trasferta romana non sono riuscita ad andarci perché, pure essendo sempre in zona, era chiusa quando ci siamo passati all’andata, mentre al ritorno era tardi, e certe visite non si possono certo fare di corsa! Niente di grave, comunque, la chiesa e i quadri sono sempre lì, prima o poi ci andrò! :)

Link utili

Chiesa di San Luigi dei Francesi: Wikipediasito ufficiale (in francese)
Biografia di Plautilla Bricci
Cappella Contarelli
Vocazione di San Matteo
San Matteo e l’angelo
Martirio di San Matteo
Matteo apostolo ed evangelista
Michelangelo Merisi da Caravaggio

6 pensieri riguardo “Mercoledì al Museo (5): San Luigi dei Francesi

    1. Grazie a te! Mi fa davvero piacere che questi post siano così apprezzati! :) E’ una ribrica a cui pensavo da moltissimo tempo, ma non sapevo come gestire, pericò sono contentissima di vedere che sta venedo bene!:)

  1. che meraviglia… ho studiato la chiesa di San Luigi dei francesi e i dipinti del Caravaggio al suo interno in uno degli ultimi esami all’università… un bel ricordo… la Vocazione è anche uno dei miei preferiti…:-)

    1. La cosa più bella è che sono sempre lì! Non devi pagare il biglietto, non devi fare la fila… certo, magari devi vincere un po’ la ressa che si accalca sempre casualmente proproi davanti a quella cappella…

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