scritto da Phoebes
mercoledì 15 Luglio 2020
alle 15:27
Categoria : Lucarelli


di Carlo Lucarelli

Commissario Achille De Luca
L’estate torbida


La bomba esplose all’improvviso, con un fragore pazzesco, proprio quando il corteo funebre stava attraversando la strada.

[incipit]

Il Comandante De Luca è appena stato trasferito dalla Squadra Mobile Ettore Muti alla polizia normale diventando Commissario. Siamo nell’aprile del 1945, la situazione politica sta degenerando, ma De Luca è un poliziotto, e quello che gli interessa è solo risolvere il caso di omicidio che gli è stato assegnato.

Il segnalibro che ho usato durante la lettura. L’ho preso quando ho visitato la Basilica di San Paolo fuori le Mura, a Roma, anni fa, e l’ho scelto unicamente perché era del formato perfetto per le dimensioni di questo libro.

Sarà il caldo, sarà che sono quasi in modalità vacanza, ma faccio più fatica del solito a scrivere le recensioni. Mi viene voglia di farle più brevi e meno dettagliate (ma questo forse non è un male!). Fatto sta che anche quando un libro mi è piaciuto, come questo qui, lascio passare un sacco di giorni dalla fine della lettura prima di sedermi davanti al pc e parlarne un poco, che quasi mi sembra di dovermi sforzare. Ma il fatto è che ne voglio parlare! Quindi bando alle lagne, e iniziamo.

L’ambientazione è ciò che mi ha incuriosito riguardo a questo libro: siamo siamo nell’aprile del 1945, quindi vicini a quel 25 che segna la fine dell’occupazione nazi-fascista, ma i nostri personaggi ovviamente non lo sanno. Ho faticato un poco ad individuare invece l’ambientazione fisica: ho dato per scontato, non so perché, che eravamo a Roma, ma ho ben presto capito che non era così. Alla fine credo di poter confermare che il libro è ambientato a Bologna.

Il contesto storico è sicuramente uno dei punti a favore del libro, e trovo che Lucarelli l’abbia gestito molto bene: noi seguiamo l’indagine, insieme a De Luca facciamo finta che sia un giallo normale, in un contesto normale, ma la situazione pericolosa e ingarbugliata in cui ci troviamo spessissimo fa sentire il suo peso. C’è il coprifuoco, ci sono i bombardamenti, ma non solo, ci sono i fascisti ancora padroni ma consapevoli della loro precarietà, ci sono i partigiani, coi loro attentati, che stanno diventando la forza prevalente di cui i fascisti devono avere paura.

Alessandro Preziosi nel ruolo del Commissario De Luca nell’omonima serie TV tratta da questi libri.
[immagine presa da IMDb]

E poi c’è il nostro Commissario De Luca. De Luca è un poliziotto, lo ripete in continuazione, quando corregge chi lo chiama Comandante riferendosi alla sua precedente carica. Ma De Luca è contento di essere tornato in polizia, di avere a che fare con delitti e assassini e non con politica e torture. Lui vuole indagare per scoprire la verità anche se sa che non è quella che vogliono i suoi superiori. De Luca è un personaggio particolare, da una parte è il classico poliziotto a cui interessa solo a tutti i costi trovare la verità, dall’altra non può rimanere indifferente alla situazione in cui si trova. È un uomo onesto, tecnicamente possiamo annoverarlo tra i “buoni”, ma alla fine si troverà a scappare con i fascisti perché in quanto poliziotto, e soprattutto ex agente della Muti, verrebbe sicuramente ucciso subito dai partigiani. Mi è piaciuto molto De Luca anche perché aveva spesso paura, paura dei partigiani, paura per la sua vita quando si trova pedinato, paura che la verità alla fine potesse non piacere neanche a lui. Ma nonostante tutto, va avanti con le indagini, perché è un poliziotto e, in fin dei conti, solo quello sa fare.

Meno presenti ma comunque belli e ben caratterizzati anche i personaggi minori, come per esempio il maresciallo Pugliese, anche lui come poliziotto in cerca della verità, ma forse meno ingenuo di De Luca, capisce meglio le difficoltà della situazione e, anche se non viene mai detto apertamente, mi pare di capire che sia in contatto con i partigiani, oppure come Valeria Suvich, la “strega” che in realtà è solo molto brava a capire che persone, donna audace e indipendente di cui si innamorerà il nostro De Luca.

Per quanto riguarda il giallo in sé la credevo una componente meno importante iniziando a leggere, e invece mi è piaciuta un sacco anche questa parte. Mi è piaciuto seguire l’indagine, coi suoi passi falsi, gli ostacoli, le scoperte, la soluzione trovata quasi per caso. Forse solo una cosa un po’ non mi è andata giù (ATTENZIONE SPOILER SUL FINALE!!): De Luca per tutti il libro cerca la verità cercando di fregarsene della politica o delle imposizioni dei superiori, ma alla fine arresta tutto contento quella povera ragazza che ha ucciso Vittorio Rehinard, mentre degli assassini per portiere e della moglie non si dà troppo pensiero!

Commento generale.

Se ho capito bene questo è stato il romanzo d’esordio di Lucarelli, e allora tanto di cappello perché come opera prima l’ho trovato un libro già abbastanza complesso, anche solo per l’ambientazione, e ben riuscito da vari punti di vista, o almeno a me è piaciuto parecchio.

Copertina e titolo

La copertina magari esteticamente non è questo granché, ma è azzeccatissima e lascia pochi dubbi sull’argomento/ambientazione del romanzo. Il titolo si riferisce al fatto che al commissario De Luca viene data carta bianca per la sua indagine, anche se ovviamente nella realtà le cose non stanno affatto così, anzi, la sua investigazione è pilotata dai superiori.

Bonus
Leggendo il titolo Carta bianca, in relazione alla Seconda Guerra Mondiale e ai nazifascisti, non ho potuto fare a meno di pensare alla scena più famosa di uno dei miei film preferiti di Totò, I due colonnelli. Sicuramente la conoscete, ma comunque ve la ripropongo.

Mini recensione

Bel giallo, affascinante ambientazione

Just white paper – HMM di Marielle de Valk

Titolo: Carta bianca
Serie: Commissario Achille De Luca (1)
Genere: giallo, storico
Autore: Carlo Lucarelli (sito ufficialeWikipedia)
Nazionalità: italiana
Prima pubblicazione: 1990
Ambientazione: Bologna, seconda metà di aprile del 1945
Personaggi: Achille De Luca, maresciallo Pugliese, Sonia Tesesco, Valeria Suvich
Casa Editrice: Sellerio
Copertina: Manifesto della Mostra della Rivoluzione Fascista (1933)
Pagine: 121
ISBN: 88-389-0626-2
Provenienza: regalo, 4 agosto 2016
Link al libro: SITO UFFICIALEIN LETTURAGOODREADSANOBII
inizio lettura: 4 luglio 2020
fine lettura: 7 luglio 2020

Grazie a…

Dragoval, che regalandomelo mi ha permesso si scoprire questo libro.

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2 commenti per Carta bianca


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