scritto da Phoebes
venerdì 31 Luglio 2020
alle 23:47
Categoria : De Mari


di Silvana De Mari


Per quanto infinita potesse essere la notte che mi circondava da tutti i lati, io ero e restavo l’unico capitano della mia anima. E la mia anima era libera perché io lo volevo.

(Pagina 41)

Un racconto per bambini forse eccessivamente moraleggiante ma carino.

Genova, metà del XV secolo. La giovane Isabella è nipote dell’uomo più ricco della città, che la dà in sposa ad un capitano corso in cambio di un accordo marinaro. Durante il viaggio verso la terra del futuro marito, però, la nave che trasporta Isabella viene attaccata dai pirati saraceni, e la giovane fatta prigioniera per essere venduta come schiava. Inizia così per la sfortunata fanciulla un periodo di patimenti e paure che l’aiuterà però a crescere, maturare e capire cosa è importante nella vita.

La protagonista insieme alla fida Gertrude all’inizio del nuovo viaggio.

Un pomeriggio di mare improvvisato mi ha trovata sprovvista di libri da leggere perché non volevo portarmi il Kindle per paura di rovinarlo, il cartaceo che ho in lettura ora (Come acchiappare un asteroide) è troppo grosso e avevo dimenticato di cercarne uno più maneggevole. Così mi sono fatta prestare da mia madre questo qui: è uno di quei libri per ragazzi in regalo coi punti Conad in cui un autore mette su carta l’idea di una classe di scuola elementare o media (ho letto per esempio uno di quelli dedicati agli sport: La mischia e il grande fon). A me i libri per ragazzi piacciono, e anche Silvana De Mari mi piace molto, così ho pensato potesse essere il libro adatto ed in effetti l’ho letto abbastanza in fretta. In realtà al mare poi ho letto pochissimo, tanto che ho pensato di lasciarlo perdere ma ammetto che un po’ mi aveva incuriosito e volevo sapere come sarebbe andato a finire.

Alla fine devo dire che non mi è dispiaciuto, anche se forse sono rimasta un po’ delusa da De Mari da cui, dopo L’Ultimo Elfo e L’ultimo orco mi aspettavo probabilmente di più. La storia è carina e abbastanza emozionante, anche divertente in alcuni punti, come questi pirati che rapiscono la protagonista che poi si rivelano essere alle prime armi e abbastanza incompetenti nell’arte della pirateria. Però l’ho trovato anche un po’ troppo moraleggiante: va bene che i libri per ragazzi mandino un messaggio, però questo dovrebbe essere più contenuto nella storia che esplicitamente espresso dalla protagonista, più volte. Infatti lo stile è spesso ridondante e un po’ forzato.

Insomma, lo so che da un libro per bambini regalato coi punti in un supermercato forse non mi dovrei aspettare troppo, ma così è stato. Comunque leggerlo mi è piaciuto, e mi sono piaciute anche le illustrazioni che accompagnavano la storia, semplici ma dai bei colori e dettagli, quindi sicuramente il voto non è negativo.

Copertina e titolo

La copertina non è un granché, e anche un po’ fuorviante direi, lo fa sembrare un libro di viaggi e pirati, e sebbene entrambe le cose siano presenti, non sono per nulla preponderanti nella storia. Il titolo anche se banale è sicuramente accattivante, però anche qui non proprio adatto al libro, anzi sembrava quasi che la questione della libertà venisse forzatamente introdotta quando si parlva d’altro perché altrimenti il titolo non avrebbe avuto senso.

Mini recensione

Carino, ma mi aspettavo di più

Isabella in una delle ultime immagini del libro.

Titolo: Sulle ali della libertà
Genere: ragazzi, storico
Autore: Silvana De Mari (sito ufficialeWikipedia)
Nazionalità: italiana
Prima pubblicazione: 2016
Ambientazione: Mar Mediterraneo, 29 maggio 1453 – 1458 circa
Personaggi: Isabella, Gertrude, Alì Joni alias Giovannino da Procida.
Casa Editrice: Conad
Copertina: Gianni De Conno
Illustrazioni: Gianni De Conno
Pagine: 111
Provenienza: prestito, 29 luglio 2020
Note: il libro è ispirato a una storia della Classe 2C della Scu0la Secondaria di I grado “D. Alighieri” di Isola del Liri (FR)
Link al libro: GOODREADSANOBII
inizio lettura: 29 luglio 2020
fine lettura: 31 luglio 2020

Sfide

Un po’ di frasi

Sono nata a Genova, una città illuminata dalla provvidenza e immersa nel suono delle campane.
[incipit]

Isabella: Che gli angeli ci proteggano, gli arcangeli e Cherubini pure, e Sant’Antonio non si risparmi.
Gertrude: Certo, tutti, che se qualcuno si distrae questa bagnarola affonda.
(Pagina 10)

Finalmente la risposta mi venne: la salvezza era sempre e ovunque. Bastava aiutare anziché aspettarsi aiuto.
Isabella
(Pagina 39)

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