scritto da Phoebes
martedì 15 Settembre 2009
alle 14:49
Categoria : Martin

di George R. R. Martin

Le Cronache del ghiaccio e del fuoco
I fiumi della guerra
A Feast for Crows

Titolo: Il portale delle tenebre
Serie: Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco 3.3
Titolo originale: A Storm of Swords – Book Three of a Song of Ice and Fire
Genere: fantasy
Autore: George Raymond Richard Martin (sito ufficialeWikipedia)
Nazionalità: statunitense
Anno prima pubblicazione: 2000
Casa Editrice: Mondadori
Traduzione: Sergio Altieri
Pagine: 457
Link al libro: ANOBII

“Non fu per il suo delitto che gli dèi lo maledissero” spiegava la vecchia Nan “né per aver servito al re andalo lo stufato fatto con la carne del figlio. Qualsiasi uomo in fondo ha il diritto di vendicarsi. No, fu per aver assassinato un ospite sotto il proprio tetto. E questo gli dèi non lo possono perdonare.”

Parte conclusiva del terzo libro di questa saga, che amo sempre di più, nonostante la sadicità di Martin! Riuscirà ad essere ancora più crudele in questo libro di quanto è stato nei precedenti?

I commenti, anche questa volta, li scrivo a mano a mano che leggo, di cento pagine in cento pagine, aggiornando questo post.

COMMENTO PAGINE 0-100 Leggi

COMMENTO PAGINE 101-199 Leggi

COMMENTO PAGINE 200-294 Leggi

COMMENTO PAGINE 295-402 Leggi

DOMANDE Leggi

Il segnalibro che ho usato durante la lettura è stato realizzato da miss_azalis.

Devo ammettere che quest’abitudine della Mondadori di dividere i libri di Martin in più volumi non è poi tanto male sotto certi aspetti. Innanzi tutto mi ha permesso di andare un po’ più piano con questa saga, di fermarmi un po’ tra un libro e l’altro, e quindi di farla durare un pochino di più, ma soprattutto c’è di buono che queste pause mi fanno dimenticare un po’ qualcosina, e restare più sorpresa quando accadono certi eventi che in base a come si erano messe le cose erano piuttosto prevedibili.

Poi, devo ulteriormente ammettere che le divisioni sono fatte bene. Per esempio questo libro può stare bene come libro a sé stante, perché anche se gli eventi sono sempre collegati (ma è la stessa cosa anche tra un libro e l’altro di quelli “ufficiali”), hanno comunque un filo conduttore. Che non è per nulla “il portale delle tenebre”, ma vabbè, i titoli, si sa, sono scelti molto casualmente.

I fili conduttori che ho rilevato possono essere diversi.

Per esempio, all’inizio e alla fine di questo libro avviene l’incontro tra diversi personaggi che solitamente di erano trovati in punti di vista differenti, senza incontrarsi mai (Sam e Bran all’inizio, Stannis con Jon e Sam alla fine).

Poi, in questo libro Martin paga in un certo senso molti suoi debiti, dando molte risposte a dubbi rimasti insoluti da parecchi libri, e anche ammazzando una volta tanto personaggi odiosi, e non i miei preferiti!.

Infine, un altro filo conduttore di questo libro può essere considerato Petyr “Ditocorto” Baelish, e la scoperta di quanto inappropriato sia il suo soprannome, visto che le sue dita arrivano a toccare ogni angolo dei Sette Regni! C’è lui dietro praticamente qualunque cosa di una certa importanza avvenuti negli ultimi anni!!!

A parte tutto ciò, comunque, il libro mi è piaciuto come sempre finora quelli di Martin, l’emozione nella lettura è sempre tanta, e la fatica a staccarsi e interrompere sempre enorme! I miei preferiti (Tyrion, Davos, Daenerys, Jaime in particolare) in questo libro continuano a piacermi sempre di più, e in più ho trovato un altro personaggio da adorare: Edd l’Addolorato! :)

Il finale è come sempre più appeso, peggio che quando finisce un libro della divisione italiana: ci sono davvero tante novità, direi quasi una per ogni personaggio “punto di vista”: Bran, Arya, Jon, Catelyn, un po’ anche Davos…Il dominio della regina aspettami, sto arrivando!!!!

Sfide

Un po’ di frasi

Non posso però dire di avere combattuto con coraggio in tutte quelle cento battaglie. Esistono mercenari vecchi ed esistono mercenari coraggiosi, ma non esistono vecchi mercenari coraggiosi.
Ben il Marrone

Pyp stava raccontando a Edd l’Addolorato delle scommesse sulla cima della Barriera, basata su quante frecce dei bruti andavano a conficcarsi nelle sentinelle spaventacorvi. «Sei quasi sempre stato in testa, ma proprio l’ultimo giorno Watt di Lagolungo ne ha incassate tre e ti ha superato.»
«Io non vinco mai niente» si lamentò Edd l’Addolorato. «Gli dèi gli hanno sempre sorriso, a Watt. Quando i bruti lo hanno sbattuto giù dal Ponte dei Teschi, è riuscito chissà come a cadere in uno specchio d’acqua profondo. E non è neanche finito contro uno scoglio. Voglio dire, quella è fortuna sì o no?»
«Da che altezza è caduto?» chiese Grenn. «Si è salvato la pelle finendo in acqua?»
«Morto era già morto» spiegò Edd l’Addolorato. «Aveva un’ascia piantata nel cranio. Però le rocce sotto le ha mancate. Fortunato, eh?»

«Noi difenderemo la Barriera fino all’ultimo uomo» dichiarò Cotter Pyke.
«Probabile che quello sarò io» disse Edd l’Addolorato in tono di rassegnazione.

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