scritto da Phoebes
martedì 13 ottobre 2009
alle 23:51
Categoria : Adams

Guida galattica per gli autostoppisti I
Ristorante al termine dell’Universo

di Douglas Adams

NON FATEVI PRENDERE DAL PANICO.
frase stampata sulla Guida Galattica per gli Autostoppisti, in copertina.

Il miglior amico di Arthur Dent si chiama Ford Perfect, non è particolarmente alto, e ha dei lineamenti che colpiscono, anche se non propriamente belli. Ma soprattutto, Ford è un alieno, e Arthur non lo sa. Lo scoprirà però in un giorno che iniziato malissimo, riuscirà in poche ore a peggiorare.

Questo libro rappresenta per me un’eccezione, almeno stando all’andazzo delle mie letture da un po’ di tempo a questa parte. E’ un eccezione perché l’ho comprato, e il giorno dopo l’ho subito iniziato! Da accumulatrice di libri qual sono, la cosa non mi accade di frequente! Però avevo davvero moltissima voglia di leggerlo, di recente ne ho sentito parlare un sacco e (quasi) sempre benissimo, così quando l’ho visto lì sullo scaffale della libreria non ho resistito, e poi per caso si è rivelato perfetto per Il gioco dell’OSA! :)

Bè, devo dire che ho fatto proprio bene, perché il libro è bellissimo!!! Avvincente, emozionante, affascinate, ma soprattutto esilarante!!! Veramente spassoso a ogni pagina! :) Insomma mi pare più che evidente come mai la Guida galattica per gli autostoppisti vende parecchio di più dell’Enciclopedia galattica! ;)

Poi, non meno importante per apprezzare un libro, specie un libro come questo, devo dire che una volta tanto ho potuto veramente apprezzare molto la traduzione: non conosco la versione originale, quindi non ho potuto confrontare, però leggendo mi pare che i giochi di parole, le stranezze, in particolare i “tempi comici” (se si può usare questa espressione anche per uno scritto) erano eccellentemente resi! Un applauso alla Serra! :)

M’è parso curioso il ritrovare all’interno del romanzo sparsi qua e là tutti i titoli dei prossimi libri della saga: chissà se avranno quindi a che fare con quelle vicende in particolare… in tal caso sono curiosa di leggere soprattutto La vita, l’universo e tutto quanto! :) Mi ha messo un sacco di curiosità quel 42! Che genialata comunque! ^_^

Personaggio preferito? Mah, mi sono piaciuti un po’ tutti, in particolare Arthur e Ford, ma forse dovendo proprio scegliere tra tutti, direi l’hooloovoo (l’hooloovoo è una sfumatura superintelligente del colore azzurro).

Scheda del libro

Titolo: Guida galattica per gli autostoppisti
Saga/Serie: Guida galattica per gli autostoppisti I
Titolo originale: The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy
Autore: Douglas Adams (sito ufficiale)
Nazionalità: britannica
Anno prima pubblicazione: 1979
Ambientazione: Regno Unito e altri pianeti della Galassia, XX secolo
Personaggi: Arthur Dent, Ford Prefect, Zaphod Beeblebrox, Tricia “Trillian” McMillan, Marvin
Casa Editrice: Mondadori
Traduzione: Laura Serra
Pagine: 212
Link al libro: ANOBII

Ho deciso di leggere questo libro dopo averne sentito parlare QUI.

Segnalibri: quello che ho usato durante la lettura (qui a destra) l’ho ritagliato dalla copertina un vecchio quaderno che mi dispiaceva buttare! L’ho scelto perché… così, mi pareva simpatico per un libro che sapevo essere molto divertente!

Trasposizioni commentate

Guida Galattica per Autostoppisti

Un po’ di frasi

Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell’estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c’è un piccolo e insignificante sole giallo.
A orbitare intorno a esso, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, c’è un piccolo, trascurabilissimo pianeta azzurro–verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive che credono ancora che gli orologi da polso digitali siano un’ottima invenzione.

[incipit]

Il barista [...] d’un tratto rabbri­vidì: provò una strana, improvvisa sensazione, una sensazio­ne che non riuscì a capire, perché nessuno sulla Terra l’ave­va mai provata prima d’allora. Nei momenti di grande tensione, tutte le forme di vita esistenti emettono un infini­tesimo segnale subliminale. Il segnale non fa che comunica­re il senso preciso e quasi patetico dell’enorme distanza che separa l’essere che lo emette dal suo luogo di nascita. Sulla Terra è impossibile essere più lontani di venticinquemila chilometri dal luogo di nascita, il che è molto poco, per cui i segnali emessi sono talmente deboli che non si possono per­cepire. Ford in quel momento era sotto forte tensione, e il suo luogo di nascita, vicino a Betelgeuse, era lontano seicen­to anni luce.

Poiché Ford non imparò mai a pronunciare il suo nome vero, suo padre alla fine morì di vergogna (quest’ultima è ancora una malattia mortale, in certe parti della Galassia). I compagni di scuola di Ford lo soprannominarono Ix, che nella lingua di Betelgeuse Cinque significa “ragazzo che non è capace di spiegare in modo soddisfacente cosa sia uno hrung, né perché uno hrung debba scegliere di andare a crepare su Betelgeuse Sette”.

Una delle cose che Ford Perfect aveva sempre trovato difficile comprendere a proposito degli umani era che avevano il vizio di affermare e ripetere cose assolutamente ovvie, come risultava evidente da frasi quali “Che bella giornata!” o “Come sei alto!” oppure “Oddio, mi sembra che tu sia caduto in un pozzo profondo nove metri: ti sei fatto male?”.

Anticamente, nelle nebbie del tempi più remoti, nei grandi giorni gloriosi dell’ex Impero Galattico, la vita era selvaggia, aspra e forte, e in gran parte esentasse.

Curiosamente, l’unica cosa che pensò il vaso di petunie cadendo fu “Oh no, non un’altra volta!”. Molte persone hanno considerato che se noi sapessimo esattamente perché il vaso di petunie pensò così, sapremmo molte più cose sulla natura dell’Universo di quante non ne sappiamo attualmente.

Sentite, non vi risparmierei forse un mucchio di tempo se semplicemente lasciassi perdere e impazzissi subito?
Arthur

La storia di tutte le maggiori civiltà galattiche tende ad attraversare tre fasi distinte e ben riconoscibili, ovvero le fasi della Sopravvivenza, della Riflessione e della Decadenza, altrimenti dette fasi del Come, del Perché e del Dove.
La prima fase, per esempio, è caratterizzata dalla domanda ‘Come facciamo a procurarci da mangiare?’, la seconda dalla domanda ‘Perché mangiamo?’ e la terza dalla domanda ‘In quale ristorante pranziamo oggi?’.

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2 commenti per Guida galattica per gli autostoppisti

  1. Cami scrive:

    Evviva! Sono felice che ti sia piaciuto :D Anche io l’ho trovato spassosissimo!

    E pensa, abbiamo anche scelto molte citazioni simili XD

  2. Pingback: il tempo di leggere » Guida Galattica per Autostoppisti – il film

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