Mondo senza fine

di Ken Follett

Mio padre ha sempre detestato coloro che si riempiono la bocca con le prediche. “Siamo capaci tutti di essere buoni quando non ci costa nulla” diceva. “Ma quello non conta. È quando hai una voglia tremenda di comportarti male, quando stai per guadagnare una fortuna grazie a un affare disonesto, o stai per baciare le belle labbra della moglie del vicino, o stai per mentire per cavarti da un grosso guaio… è in quei momenti che servono le regole. L’integrità è come una spada” ripeteva “non bisognerebbe sventolarla finché non si è pronti a metterla alla prova.” Non che lui si intendesse di spade.
Caris

Due secoli dopo I Pilastri della Terra torniamo a Kingsbridge…

Quando ho saputo che Follett aveva scritto il seguito de I Pilastri della Terra, sono andata in brodo di giuggiole! :) E l’entusiasmo non è sceso quando ho capito che non era un vero e proprio seguito, ma solo un libro ambientato nello stesso “universo”. E ora… finalmente lo leggo! ^_^
Se è poco poco simile ai Pilastri…, già so che si tratta di un libro immenso da tutti i punti di vista, per cui ho deciso di fare il commento spezzettato come per le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.

COMMENTO PAGINE 1-202 Leggi

COMMENTO PAGINE 203-412 Leggi

COMMENTO PAGINE 413-608 Leggi

COMMENTO PAGINE 609-808 Leggi

COMMENTO PAGINE 809-1010 Leggi

COMMENTO PAGINE 1011-1216 Leggi

COMMENTO PAGINE 1217-1366 Leggi

Che dire di questo libro? Troppo, sicuramente! :) Non per nulla ho preferito fare il commento pezzo a pezzo, per poter andare un po’ più nel dettaglio con le varie emozioni che, immaginavo, il libro mi avrebbe fatto provare.
La formula è più o meno quello di quasi tutti i libri di Follett che ho letto: i protagonisti vittime di grandi ingiustizie, ogni pagina col fiato sospeso col timore che possa accadere loro qualche altra disgrazia, mentre i potenti, solitamente “cattivi”, prosperano e continuano a vessarli. In 1366 pagine, quante sono state quelle che mi hanno tenuta incollata col fiato sospeso e il batticuore, alle volte, tanta era l’emozione? Tante, devo dire, veramente tante! E quante sono state invece un po’ noiose, di quelle che leggi solo per andare avanti ad un altro punto più interessante della storia? Non ne ricordo nessuna! :D Follett, sei proprio bravo, ma questo già si sapeva!
Continuo a pensare che I Pilastri della Terra sia più bello di questo, ma forse solo perché l’ho letto prima, e ci sono quindi più affezionata! Di sicuro, i miei timori di rimanere delusa si sono rivelati del tutto infondati! Meno male, il Folletto mi ha regalato un’altra straordinaria lettura! Grazie, Ken!
E, come ho detto già nel commento all’ultima parte, chissà che non ti venga voglia, fra qualche anno, di scrivere un’altra storia ambientata a Kingsbridge! A me piacerebbe moltissimo! ^_^

Scheda del libro

Titolo: Mondo senza fine
Titolo originale: World Without End
Autore: Ken Follett (sito ufficiale)
Nazionalità: britannica
Anno prima pubblicazione: 2007
Ambientazione: Inghilterra (Kingsbridge), 1300
Personaggi: Merthin, Caris, Gwenda, Ralph, Wulfric, Godwyn, Philemon
Casa Editrice: Mondadori
Traduzione: Stefania Bertola, Annamaria Iavasco, Adriana Colombo, Paola Frezza Pavese, Nicoletta Lamberti e Roberta Scarabelli
Pagine: 1366
Link al libro: ANOBII

Un po’ di frasi

Gwenda aveva otto anni, ma il buio non le faceva paura.
Quando aprì gli occhi non vide nulla, però non fu questo a spaventarla. Sapeva di trovarsi al priorato di Kingsbridge, nel lungo edificio di pietra chiamato ospitale, stesa a terra su un giaciglio di paglia. Accanto a lei era sdraiata la madre; dal tiepido profumo, Gwenda comprese che stava allattando il piccolo, ancora senza nome. Vicino alla mamma c’erano il papà e poi il fratello maggiore Philemon, di dodici anni.
L’ospitale era affollato, e benché la bambina non riuscisse a vedere le altre famiglie coricate sul pavimento, stipate come pecore in un recinto, percepiva l’odore acre dei loro corpi caldi. All’alba sarebbe stato Ognissanti, che quell’anno cadeva di domenica e quindi era un giorno particolarmente benedetto. La sera che lo precedeva, la vigilia, era un momento pericoloso in cui gli spiriti maligni circolavano liberamente. Al pari della famiglia di Gwenda, centinaia di persone erano accorse a Kingsbridge dai villaggi vicini per trascorrere la festa entro i confini consacrati del priorato e assistere all’alba al servizio religioso.
Come tutte le persone di buonsenso, Gwenda temeva gli spiriti maligni, ma ancor più la terrorizzava quel che avrebbe dovuto fare durante la funzione.
[incipit]

Caris notò che Merthin ne studiava la struttura. Conosceva quella sue espressione: si stava domandando come facesse il ponte a reggersi. Spesso lei lo sorprendeva a fissare qualcosa a quel modo, di solito nella cattedrale, ma talvolta persino davanti a una casa o a uno spettacolo naturale, come un biancospino in fiore o uno sparviero in volo. Assolutamente immobile, con lo sguardo acceso e attento quasi a illuminare un posto buio, cercava di comprendere ciò che vedeva. Quando lei gli chiedeva spiegazioni, diceva che stava tentando di vedere l’interno delle cose.

— Non hai paura di essere punito per i tuoi peccati?
— Se ci avessi creduto non li avrei commessi. Voi avete paura di bruciare all’inferno?
— Io credo che quel che faccio diventi una parte di me. Quando sono coraggiosa e forte e mi occupo di bambini, malati e poveri, divento una persona migliore. Quando, invece, sono crudele, codarda, mento o mi ubriaco, mi trasformo in qualcuno che è meno degno e non riesco a rispettare me stessa. Questa è la punizione divina in cui credo.
— Vorrei avervi incontrato venti anni fa.
Caris e Tam il latitante

2 pensieri riguardo “Mondo senza fine

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