Poirot a Styles Court


di Agatha Christie

Poirot
Aiuto, Poirot! (The Murder on the Links) →


Questa storia non è affatto chiara. Non è chiara neppure per me, Hercule Poirot.

Una vecchia e ricca signora viene assassinata nella sua magione di campagna, Styles Court, dove è ospite anche il capitano Hastings, che racconta la vicenda in prima persona. La signora dedicava molto del suo tempo alla beneficenza, e tra le persone che ha aiutato c’è anche un piccolo gruppo di belgi di cui fa parte Hercule Poirot. Una fortuna per la famiglia della vittima, perché quando Poirot si inserisce nelle indagini è una garanzia di successo. Così come Christie quando scrive.

Il segnalibro che ho usato durante la lettura è stato realizzato da Brina. In realtà è un po’ inesatto, perché ho letto questo libro a marzo, e non a gennaio, come è scritto sul segnalibro, però non ho avuto modo di usarlo in quel mese, ed era troppo bello per non usarlo più! 🙂

Con Agatha Christie sono stata fortunata: ho iniziato a leggerla, per caso, proprio dal suo primo libro. Peccato averlo scoperto molto dopo, e non aver seguito da subito la cronologia dei suoi romanzi. Sto cercando di farlo ora, rileggendo quelli che ho già letto, e colmando le lacune (che, per fortuna, ancora ci sono!). Stavo quasi quasi pensando di saltare questo romanzo qui, l’avevo già letto, credo anche più di una volta, e lo ricordavo piuttosto bene. Però mi sono detta: le cose, o si fanno bene, o non si fanno affatto! 😉 Così mi sono riletta anche questo, e devo dire che ho fatto proprio bene!

La lettura di Agatha è sempre estremamente piacevole, e la rilettura offre l’ulteriore piacere di notare gli indizi che col senno di poi paiono quasi evidentissimi! 😉 Ricordo però che già alla prima lettura avevo notato alcune cosette, ed ero stata assai fiera di me, specie perché già in questo suo primo romanzo Christie ci gratifica permettendoci di sentirci almeno più intelligenti di Hastings! 🙂

Il finale… quello ovviamente non l’avrei mai immaginato! Insomma chi si aspetta che l’assassino sia proprio quello che tutti credono essere l’assassino!!! 🙂

Questo segnalibro, dedicato al libro, invece l’ho fatto io! 🙂

Commento generale.

La cosa che più mi sorprende è che in questo romanzo c’è già tutto il meglio di Christie: la campagna inglese, le storie d’amore, l’ironia di Poirot, il suo metodo incompreso dai più, la sua genialità, l’ingenuità di Hastings, i misteri di contorno a quello principale dell’omicidio, e, ovviamente, la strabiliante soluzione finale! Insomma, un esordio col botto! E a tutto questo devo aggiungere che pur ricordando le varie spiegazioni e diverse cose della trama, la lettura mi ha catturato lo stesso, facendomi leggere gli ultimi capitoli tutti d’un fiato!

Sempre eccezionale, la zia Agatha!

Bonus
Aggiorno il post aggiungendo come faccio di solito con i libri di Agatha Christie (grazie al sito Delicious Death) una carrellata di copertine di varie edizioni originali e italiane di questo libro.
La prima edizione inglese (Bodley Head, 1920), mostra il momento in cui la vittima si sente male e tutti accorrono; nulla di particolare, ma per essere così vecchia è piuttosto bella (di solito le prime copertine sono parecchio brutte!). La seconda copertina (Bodley Head, 1960) mi piaceva per l’immagine a tutta pagina, anche se non so bene chi rappresenta, sicuramente pone l’attenzione sulle tazze incriminate. la terza copertina (Dover Publications, 1997) mi piace soprattutto perché rappresenta Styles Court: non ce n’erano molto con questo soggetto, ed è un peccato perché secondo me è una bella idea, esteticamente anche mi piace ed è molto attinente. Invece la successiva (William Morrow Paperbacks, 2012) presenta un soggetto molto utilizzato per le copertine di questo libro, la boccetta di veleno; questa mi piaceva soprattutto per i colori. L’ultima copertina in inglese che vi propongo (CreateSpace, 2014) mi piace un sacco per il simpatico Poirot che ci saluta, con sullo sfondo quella che penso sia Styles Cuort.
La prima copertina italiana che ho trovato (Mondadori, 1932) mi ha sorpreso per il titolo più simile all’originale rispetto a quello che poi è diventato famoso; non mmi ha colpito per molto altro, la trovo bruttina. La seconda (Mondadori, 1988) non è male: c’è Poirot in primo piano, la famosa tazza incriminata e una donna con la candela in mano (probabilmente Mary Cavendish). La terza copertina (Mondadori, 1996) mostra quelli che penso siano Poirot e Hastings: è soprattutto per come è rappresentato quest’ultimo che mi piace, lo trovo simpatico! La copertina successiva (2008) è un po’ una novità perchP non sapevo la Newton avesse pubblicato Agatha Christie; l’immagine è quella minimalista tipica di queste edizioni, ma mi piace molto: la bombetta di Poirot, la tazza incriminata. L’ultima copertina italiana (Mondadori, 2021) ripropone Styles Court come immagine, e ancora una volta la trovo una scelta azzeccatissima, infatti è la mia preferita tra quelle della nostra lingua.

Titolo: Poirot a Styles Court
Serie: Serie: Poirot (1)
Titolo originale: The Mysterious Affair at Styles
Genere: giallo
Nazionalità: britannica
Prima pubblicazione: 1920
Ambientazione: Regno Unito, XX secolo
Personaggi: Hercule Poirot, Arthur Hastings
Casa Editrice: Mondadori De Agostini
Traduzione: Diana Fonticoli
Pagine: 173
Link al libro: SITO UFFICIALEGOODREADSANOBII

Sfide

Trasposizioni

Poirot a Styles Court, episodio 3.01 della serie Poirot
con David Suchet, Hugh Fraser, Philip Jackson, Pauline Moran
primo commento
secondo commento

Un po’ di frasi

Il grande interesse suscitato nel pubblico da quello che a suo tempo divenne famoso come “Il Caso Styles”, è ormai scemato. Ciononostante, data la risonanza che ha avuto, il mio amico Poirot e la famiglia interessata mi hanno pregato di scrivere il resoconto dell’intera vicenda. In questo modo si spera di mettere a tacere le voci che persistono ancora oggi.
[incipit]

[Poirot:] «Ma noi dobbiamo essere ancora più furbi. Tanto furbi, da non fargli nemmeno sospettare che lo siamo.»
Annuii.
«Voi, mon ami, potreste essermi di grande aiuto.»
Ero contento del complimento. Più di una volta mi era venuto il sospetto che Poirot non mi apprezzasse quanto meritavo.

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