scritto da Phoebes
lunedì 16 20 Gennaio12
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Categoria : Christie


di Agatha Chtistie

Poirot
Aiuto, Poirot! (The Murder on the Links)
L’assassinio di Roger Ackroyd (The Murder of Roger Ackroyd) →

Titolo: Hercule Poirot indaga
Serie: Poirot (3)
Titolo originale: Poirot investigates
Genere: giallo classico, racconti
Autore: Agatha Christie (sito ufficialeWikipedia)
Nazione: Regno Unito
Anno prima pubblicazione: 1924
Ambientazione: Regno Unito, Egitto, Francia; XX secolo
Personaggi: Hercule Poirot, Capitano Arthur Hastings, Ispettore James Japp
Casa Editrice: Mondadori
Traduzione: Lydia Lax
Copertina: foto © Corbis
Pagine: 236
Link al libro: ANOBII
inizio lettura: 12 gennaio 2012
fine lettura: 14 gennaio 2012


Poirot aveva ragione, ha sempre ragione, maledizione!
Hastings

Il Capitano Hastings ci racconta dodici casi brillantemente risolti dal suo amico Poirot.

Il segnalibro che ho usato durante la lettura è stato realizzato da Brina; quello a sinistra, dedicato al libro, è mio.

Lo dico sempre che la Christie è sempre una piacevolissima lettura! Quando poi mi capita un libro che è uno dei primi che ha scritto, ma che io non avevo ancora letto, quindi tutte storie del tutto nuove per me… be’, il piacere è ancora più grande! Perché ormai temevo di non avere più belle sorprese con lei, che i libri che mi sono rimasti da leggere fossero i meno belli. Questo non sarà forse un capolavoro di genio come Assassino sull’Orient-Express o Dieci piccoli indiani, e tra l’altro si tratta di racconti, un tipo di testo che, specie nel giallo, non sempre mi soddisfa pienamente, però è stata una lettura così bella che ho voluto dargli le 5 stelline! Obiettivamente direi che forse non se le merita tutte, basta paragonarlo appunto a qualche altro libro della Christie per trovarlo subito meno bello, però preferisco valutarlo con l’entusiasmo del momento e dargli questo bel 9! :D

Un segnalibro dedicato al libro realizzato da me.

Tutti i racconti sono narrati da Hastings, che è sempre più ottuso! :) Incontriamo anche l’Ispettore Japp di Scotland Yard, un personaggio ricorrente nei libri con Poirot. Devo dire che la frequente incredulità di Hastings e spesso anche di Japp nei confronti delle capacità di Poirot mitiga un po’ la presunzione dell’omino belga! Ma poco, eh! Nell’ultimo racconto si fa ingannare da alcuni indizi e alla fine si autoaccusa di essere stato un imbecille, e afferma che non si vanterà più delle sue cellule grigie! Chissà perché non gli ho creduto! :D

Non ho intenzione di commentare i racconti uno per uno, citerò solo qualche titolo.

“Il furto da un milione di dollari in obbligazioni” è stato il racconto che mi è piaciuto di meno. Dopo aver risolto il mistero Poirot si dice deluso perché è stato un caso facile… e devo ammettere che aveva ragione! Non ho ovviamente capito proprio ogni cosa come lui, ma il colpevole era così chiaro che sono rimasta un po’ delusa anch’io!

Non saprei dire qual è quello che mi è piaciuto di più, ma dovendo proprio sceglierne uno allora direi “La maledizione della tomba egizia”, davvero un bel racconto con annessa trasferta in Egitto!

In generale comunque ho amato moltissimo l’atmosfera che si respirava in queste pagine, questo mondo aristocratico in cui c’è un libro (il Who’s Who) su cui trovare informazioni su tutti, in cui la servitù è solitamente invisibile e senza nome, ma c’è sempre e dovunque, e infine questo mondo in cui ci si cambia vestito ad ogni pasto (anche per il tè!)! E poi adoro come sempre lo stile della Christie, la sua ironia sempre presente, i suoi dialoghi sempre divertenti, la sue storie sempre intriganti!

Copertina e Titolo
Questo è solo il terzo libro scritto dalla Christie con protagonista Poirot, ed evidentemente l’investigatore belga era diventato già così famoso da potersi permettere un libro intitolato semplicemente Poirot indaga. Già, perché questa sarebbe la traduzione letterale del titolo originale: incomprensibile come mai in italiano abbiano sentito l’esigenza di aggiungere il nome di battesimo!
La copertina mi piace moltissimo. Come ho già avuto modo di dire tra le varie copertine della Mondadori per gli Oscar gialli le mie preferite sono quelle di adesso, con la foto seppiata a tutta pagina. Non sempre sono del tutto soddisfacenti, ma in questo caso, con gli autobus a due piani e lo smog :), l’ho veramente adorata! E in un breve confronto con le altre (trovate quasi tutte su QUESTO sito) a mio parere è indubbiamente la più bella! Eccole tutte qui sotto:
Le due al centro erano forse più attinenti al libro, con immagini ispirate ai racconti, ma io trovo che quella attuale sia comunque moooolto più bella!
Mi diverte un sacco questa cosa di confrontare le varie copertine, che voglio continuare! Eccone altre quattro, due italiane e due inglesi.
La prima a sinistra è quella dell’edizione Hachette che uscì in edicola (ne ho anch’io un paio di questa edizione). Anche questa, devo dire, non è male. La seconda è la copertina della prima edizione originale, datata 1924, della Bodley Head. Le ultime due sono rispettivamente l’ultima versione italiana in ordine cronologico (pubblicata l’estate scorsa dal Corriere della sera) e la Masterpiece edition della HarperCollins: meravigliosamete uguali! Infatti le adoro queste copertine, è stata proprio una bellissima idea quella di riproporre le copertine originali!
Comunque, in questo caso, anche se quella HarperColliins/Corriere mi piace molto, per Hercule Poirot indaga io continuo a preferire la copertina della mia edizione! :)

Curiosità
In uno dei racconti si parla di sparizioni, e Poirot le descrive come divisibili in tre categorie, una delle quali è la “perdita di memoria” che, asserisce Poirot, nella stragrande maggioranza dei casi non è vera. Bè, pare strano che abbia detto così, se si pensa che che un paio di anni dopo aver scritto questo libro la Christie stessa sarà vittima di una di queste “amnesie” (da sempre molto chiacchierata) dopo che il primo marito le aveva chiesto il divorzio. Non mi dilungo a raccontare questo episodio che ogni fan della Christie sicuramente conosce, ma non ho potuto fare a meno di pensare un po’ malignamente che se Poirot ha ragione (e di solito è così!) statisticamente anche l’amnesia della Christie (come molti sospettano) non era forse proprio vera vera! :)

Sfide

Dammi 4 parole

Poirot io ti adoro! :)

Un po’ di frasi

Stavo alla finestra della stanza di Poirot e guardavo distrattamente la strada sottostante.
«È strano» esclamai all’improvviso sottovoce.
«Che cosa c’è, mon ami?» chiese Poirot placidamente dalle profondità della sua comoda poltrona.
[incipit de “Il caso della Stella d’Occidente”]

«Ne ho abbastanza!» e uscii sbattendo la porta. Poirot aveva fatto di me uno zimbello. Decisi che aveva bisogno di una severa lezione. Avrei lasciato trascorrere un bel po’ di tempo prima di perdonarlo. Lui mi aveva incoraggiato a rendermi assolutamente ridicolo!
[explicit de “Il caso della Stella d’Occidente”]

Ero stato chiamato fuori città per qualche giorno e al mio ritorno trovai Poirot intento a chiudere le cinghie della sua valigetta.
«À la bonne heure, Hastings. Temevo che non sareste tornato in tempo per accompagnarmi.»
[incipit de “La tragedia di Marsdon Manor”]

— Che ne pensate del dottor Bernard, Hastings?
— Mi e sembrato un antiquato somaro.
— Esatto, il vostro giudizio sul carattere delle persone è sempre profondo, amico mio.
Poirot e Hastings
(“La tragedia di Marsdon Manor” – Pagina 42)

“Come può un uomo uccidersi in quel modo? Fammi vedere come si potrebbe fare!” E quel povero sciocco… glielo fa vedere. Si pone la canna del fucile in bocca. Lei si china, abbassa il dito sul grilletto e ridendo gli chiede: “E adesso, se io premessi il grilletto?”
E poi… e poi, Hastings… lo preme davvero!

Poirot
[explicit de “La tragedia di Marsdon Manor”]

Fino a questo punto, nei casi da me raccontati, le indagini di Poirot hanno sempre preso l’avvio da un fatto centrale, omicidio o furto, e da lì si sono svolte mediante un processo di deduzioni logiche fino alla trionfale soluzione finale. Negli eventi che ora sto per riportare, una notevole serie di circostanze ha condotto dagli incidenti apparentemente banali che per primi hanno attratto l’attenzione di Poirot, agli eventi sinistri che hanno concluso un caso molto insolito.
[incipit di “Un appartamento a buon mercato”]

Le dita esperte dell’americano avevano intanto trovato quello che stavano cercando. Rimase un attimo senza parole, poi tese la mano e dimostrandosi all’altezza della situazione, disse: «Piacere di conoscervi».
[explicit di “Un appartamento a buon mercato”]

«Dopo tutto» mormorò Poirot, «è possibile che stavolta io non muoia.»
[incipit de “Il mistero di Hunter’s Lodge”]

L’enorme patrimonio del signor Pace passò nelle mani dei suoi assassini. Tuttavia la Nemesi li raggiunse. Quando lessi sul giornale che l’onorevole Roger Havering e sua moglie erano tra le vittime del grave incidente aereo
occorso sulla linea Londra-Parigi seppi che giustizia era stata fatta.

[explicit de “Il mistero di Hunter’s Lodge”]

«Quanti furti di obbligazioni sono stati compiuti in questi ultimi tempi!» commentai un mattino mettendo da parte il giornale. «Poirot, abbandoniamo la scienza dell’investigazione e dedichiamoci invece al crimine!»
[incipit de “Il furto da un milione di dollari in obbligazioni”]

E, raggiante, Poirot baciò la sbalordita fanciulla su entrambe le guance!
[explicit de “Il furto da un milione di dollari in obbligazioni”]

Ho sempre ritenuto che una delle più avvincenti e drammatiche tra le molte avventure da me divise con Poirot fosse quella delle nostre indagini per una serie di strane morti seguite alla scoperta e all’apertura della Tomba del Re Men-her-Ra.
[incipit de “La maledizione della tomba egizia”]

Il caso fu messo a tacere e, ancor oggi, la gente parla dell’impressionante serie di morti collegate alla scoperta della tomba di Men-her-Ra come della prova che la vendetta di un faraone dell’antichità ha colpito i dissacratori della sua tomba, credenza che, come mi ha indicato Poirot, è contraria alle credenze e al pensiero degli egizi.
[explicit de “La maledizione della tomba egizia”]

«Poirot» dissi «un cambiamento d’aria vi farebbe bene.»
«Lo pensate, mon ami
«Ne sono sicuro.»
«Eh… eh?» disse il mio amico sorridendo. «Allora è tutto predisposto, vero?»
«Verrete?»
«Dove intendete portarmi?»
«A Brighton. Un mio amico della City mi ha dato un ottimo consiglio e… be’, ho denaro da spendere. Credo che un fine settimana al Grand Metropolitan farebbe a entrambi un mucchio di bene.»
[incipit de “Il furto di gioielli al Grand Metropolitan”]

«Pas du tout» ribatté Poirot tranquillamente. «Japp e l’ispettore locale si divideranno il merito ma» si batté una mano sulla tasca, «ho qui un assegno del signor Opalsen e, come dite voi, amico mio? questo fine settimana non è andato secondo i piani, vogliamo tornare qui la settimana prossima, questa volta a mie spese?»
[explicit de “Il furto di gioielli al Grand Metropolitan”]

Ora che la guerra e i problemi della guerra sono cose del passato penso di potermi arrischiare, senza timore, a rivelare al mondo la parte che il mio amico Poirot ha avuto in un momento di crisi nazionale.
[incipit de “Il rapimento del Primo Ministro”]

Non c’è molto contro di lui, a parte il fatto che non si sa nulla dei suoi precedenti e che per essere un buon inglese parla troppe lingue. Scusatemi, mon ami, ma quanto a lingue siete deplorevoli.
Poirot
(“Il rapimento del Primo Ministro” – Pagina 171)

Quella sera i giornali pubblicarono un resoconto della Conferenza Alleata dando particolare rilievo all’ovazione fatta a David MacAdam il cui ispirato discorso aveva suscitato una profonda e duratura impressione.
[explicit de “Il rapimento del Primo Ministro”]

Poirot ed io stavamo aspettando per il tè il nostro vecchio amico, l’ispettore Japp di Scotland Yard. Eravamo seduti davanti al tavolino da tè in attesa del suo arrivo. Poirot aveva appena finito di sistemare con cura tazze e piattini che la nostra padrona di casa usava buttare sul tavolo invece di disporli con cura. Aveva anche respirato pesantemente sopra la teiera di metallo lustrandola poi con un fazzoletto di seta. Il bricco stava per bollire e non lontano, in una ciotola di smalto, c’era una densa crema di
cioccolato che a Poirot piaceva molto più di quello che lui descriveva come «il vostro veleno inglese».
[incipit de “La sparizione del signor Davenheim”]

Ah, sacré, ma che me ne faccio? Ho molti rimorsi. Ce pauvre Japp. Ah, ho un’idea. Faremo una cenetta noi tre! Questo mi consola, è stato davvero troppo facile, me ne vergogno. Io, che non deruberei un bambino… mille tonnerres! Mon ami, che cosa avete da ridere così?
Poirot
[explicit de “La sparizione del signor Davenheim”]

Poirot e io avevamo molti amici e conoscenti con i quali intrattenevamo rapporti informali. Tra questi bisogna annoverare il dottor Hawker, un nostro vicino di casa, medico di professione. Era abitudine dell’amabile dottore venirci a trovare ogni tanto la sera e fare due chiacchiere con Poirot del cui genio era un ardente ammiratore. Il dottore, che era un tipo schietto e fiducioso al massimo, ammirava quelle qualità così lontane dalle proprie.
[incipit de “La disavventura di un nobile italiano”]

Poirot aveva ragione, ha sempre ragione, maledizione!
[explicit de “La disavventura di un nobile italiano”]

Il problema presentatoci dalla signorina Violet Marsh costituì per noi un diversivo piuttosto gradevole rispetto al nostro solito lavoro di routine. Poirot aveva ricevuto dalla signorina un biglietto molto deciso e dal tono pratico con la richiesta di un appuntamento e aveva risposto pregandola di venire il giorno seguente alle undici del mattino.
[incipit de “Il caso del testamento mancante”]

«Ma no, Hastings, è la vostra intelligenza che non funziona. La signorina Marsh ha dimostrato la propria intelligenza e il valore che una buona cultura ha per le donne mettendo subito la cosa nelle mie mani. Servirsi sempre dell’esperto! Lei ha ampiamente dimostrato di avere diritto a quel denaro.»
Ma io mi chiedo… me lo chiedo spesso… che cosa avrebbe pensato il vecchio Andrew Marsh.

[explicit de “Il caso del testamento mancante”]

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