Storia del nuovo cognome

Giovinezza

di Elena Ferrante

L’amica geniale
L’amica geniale
Storia di chi fugge e di chi resta


«Ti do una stanza, ti chiudi dentro».
«A che serve?».
Si strinse nelle spalle.
«A sapere che ci sei».

(Pagina 47)

Continuo con la saga dell’amica geniale: bellissimo quanto il primo!

Lila e Lenù sono adolescenti e poi giovani donne in questo romanzo, la prima alle prese con la vita matrimoniale, la seconda con gli studi. La vita, le decisioni prese, le faranno allontanare, ma non riusciranno del tutto a spezzare il legame.

Elena

Sono sempre più innamorata di questa saga, eppure se dovessi spiegare perché mi rendo conto che avrei difficoltà. La trama è sicuramente interessante, ma non direi che è lì da ricercare la bellezza di questo romanzi. L’ambientazione anche è molto affascinante: siamo nella Napoli degli anni 60, anche se raramente lasciamo il “rione” (però grazie ad Elena spaziamo un po’ di più, perché frequenterà per alcuni anni l’università a Pisa). Ma, diciamoci la verità, la cosa che veramente mi ha catturato e mi è rimasta impressa sono i personaggi. Tra l’altro in questo libro, forse perché Lila e Lenù sono separate, gli altri sembrano prendere più importanza e interesse ai miei occhi. Comunque alla fine non parlerò di loro ma solo delle due protagoniste.

Elena studia, cresce, fa esperienze e scopre molte cose su se stessa. Lei è il personaggio in cui più spesso mi sono ritrovata, anche se altre volte invece mi ha quasi estraniato. Comunque sembra quasi che la vita senza Lila le giovi. Ora, è vero che Lila sa essere cattiva ed egoista, però ha sempre cercato una connessione con Lenù, l’ha aiutata, e le ha fatto capire che ha bisogno di lei. Lenù invece come ho detto ha cercato di allontanarla ma non c’è riuscita davvero, in ogni cosa che faceva pensava a lei, si comparava a lei anche se erano lontane. Quando finalmente ha pubblicato il suo primo libro, una cosa emozionantissima, Lila è stata felice per lei, ma alla fine ha trovato comunque qualcosa per sminuirla e portarsi più avanti di lei. Insomma, la loro amicizia è quantomai disfunzionale, ma io comunque tifo per loro!

Elena

Mentre Elena cresce e va avanti con la sua vita, Lila complica la sua a più non posso. Il finale del libro precedente ci aveva fatto capire che il suo matrimonio con Stefano aveva cominciato ad avere dei problemi ancora prima che il rinfresco finisse. Poi però Lila fa una cosa ancora più assurda: si innamora di Nino Sarratore, il grane amore di Elena, che però ha sempre negato le piacesse davvero. Devo dire che questo non me l’aspettavo proprio! Che lui si innamorasse di lei sì, ma mai il contrario! Con Nino Lila inizierà una relazione, per la quale lascerà il marito, ma durerà poco, e lui la abbandonerà però con un figlio. Questo Rinuccio è quello che all’inizio del libro precedente, quando siamo nel presente, chiama Elena per dirle che la madre è sparita, e Elena dà di lui una descrizione davvero molto poco lusinghiera. Mi chiedo che succederà per trasformare in un uomo inetto e deludente questo bambino così intelligente e promettente! Comunque il bello di Lila, quello per cui anche io non ho potuto fare a meno di cedere al suo fascino, è ben altro. Nonostante le scelte sbagliate, nonostante la sua vita se la sia incasinata da sola, lei va comunque avanti e non le importa niente. In questo la ammiro molto: come dice giustamente Elena lei invece si prendeva le cose, le voleva davvero, se ne appassionava, giocava al tutto o niente, e non temeva il disprezzo, lo scherno, gli sputi, le mazzate. Non le importa di creare scompiglio nelle vite degli altri, non le importa della sofferenza di nessuno, nemmeno della sua, se quel dolore la porta al suo obiettivo. La lasciamo che vive con Enzo ma non in una relazione con lui, cerca di cresce suo figlio stimolando la sua intelligenza e curiosità, e intanto lavora in un salumificio, piena di escoriazioni, stremata dalla fatica, odiata un po’ da tutti per il suo carattere, ma ancora indomita, fiera, combattiva, intenta nel pochissimo tempo libero ad imparare linguaggi di programmazione.

Descrizione di Lila

Avevo detto che avrei parlato solo delle due protagoniste, ma voglio spendere due parole anche su Nino Sarratore: ma che ci troveranno sia Elena che Lila i questo tizio qui? A me sembra così mediocre! Io sono convinta che quando disse a Elena che il suo articolo non era buono per il giornale della scuola, in realtà non l’aveva mai mostrato alla redazione ma non aveva voluto pubblicarlo perché l’aveva giudicato molto migliore di quello che scriveva lui. La stessa Elena fa un commento simile, quando legge cose scritte da lui in cui però intravede la mano di Lila: Nino non aveva mai saputo scrivere così né ne sarebbe stato capace in seguito. Solo lei e io sapevamo scrivere a quel modo. Non riusciamo a liberarci di questo tizio, comunque, perché nel finale ritorna nella vita di Elena..

Il romanzo è corposo ma si legge in fretta o almeno io non volevo mai metterlo giù. Lo stile di Ferrante è molto accattivante, con ogni tanto quei salti temporali che ti anticipano cose senza però lasciarti capire davvero che succede, lasciandoti solo con ancora più curiosità, Mi piace poi come l’autrice sottolinei spesso quando i personaggi parlano in italiano e quando in dialetto: a parte Elena per la maggior parte di loro l’italiano è riservato solo a occasioni pericolari, una cosa che trovo davvero molto interessante!

Commento generale.

Un altro romanzo davvero coinvolgente e bello. Un’altra storia potente come le sue protagoniste. Un’altra lettura entusiasmante e soddisfacente.

Questa saga è meravigliosa!

Copertina e titolo

La copertina della mia edizione, come tutte quelle in cui si predono immagini della trasposizione del libro, non mi piace, non ci posso fare niente. Il titolo è molto interessante: Lila si è sposata ed è diventata Lina Carracci (quindi una volta pure in Italia le donne sposate cambiavano cognome?), indipendentemente dal fatto che il matrimonio però è fallito prima ancora di cominciare. Quando poi lascerà definitivamente il marito, Lina tornerà a farsi chiamare Cerullo.

 
 
 
 
 
 
 

Lila a Lenù

Titolo: Storia del nuovo cognome
Serie: L’amica geniale (2)
Sottotitolo: Giovinezza
Genere: storico, romanzo di formazione
Autore: Elena Ferrante (sito ufficialeWikipedia)
Nazionalità: italiana
Prima pubblicazione: 2012
Ambientazione: Napoli, ma anche Pisa; 1960-66
Personaggi: Raffaella Cerullo (da tutti detta Lina, Lila solo per Elena), Elena Greco (detta Lenuccia o Lenù)
Casa Editrice: Edizioni e/o
Copertina: Foto © Ismo Holtto/Getty Images
Pagine: 557
ISBN: 9788866322382
ASIN: B0096DZBUQ
Provenienza: comprato online il 27 marzo 2026
Link al libro: SITO UFFICIALEIN LETTURAGOODREADSPAGEBOUND
inizio lettura: 1 aprile 2026
fine lettura: 26 aprile 2026

Sfide

Un po’ di frasi

Nella primavera del 1966 Lila, in uno stato di grande agitazione, mi affidò una scatola di metallo che conteneva otto quaderni. Disse che non poteva più tenerli in casa, temeva che il marito li leggesse.
[incipit]

Ho capito solo in seguito che so essere quietamente infelice solo perché sono incapace di reazioni violente, le temo, preferisco restare immobile coltivando il rancore.
(Pagina 14)

Per quanto mi dessi un tono spigliato e una disciplina ferrea, cedevo di continuo, con doloroso compiacimento, a ondate di infelicità.
(Pagina 66)

Ricominciai a prendere in prestito i romanzi della biblioteca circolante, ne lessi uno dietro l’altro. Ma a lung’andare non mi giovarono. Proponevano vite intense, dialoghi profondi, un fantasma di realtà più avvincente della mia vita reale.
(Pagina 97)

Oggi provo un certo disagio a rievocare quanto soffrii, non ho nessuna comprensione per la me stessa di allora.
(Pagina 269)

Non ero capace di affidarmi a sentimenti veri. Non sapevo farmi trascinare oltre i limiti. Non possedevo quella potenza emotiva che aveva spinto Lila a fare di tutto per godersi quella giornata e quella nottata. Restavo indietro, in attesa. Lei invece si prendeva le cose, le voleva davvero, se ne appassionava, giocava al tutto o niente, e non temeva il disprezzo, lo scherno, gli sputi, le mazzate.
(Pagina 332)

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