Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate

Di New Line Cinema – The Movie Database, Pubblico dominio, Collegamento

di Peter Jackson

Lo Hobbit
La desolazione di Smaug
Il Signore degli Anelli

I know that dwarves can be obstinate and pigheaded and difficult. They’re suspicious and secretive, with the worst manners you can possibly imagine. But they are also brave and kind, and loyal to a fault. I’ve grown very fond of them, and I would save them if I can.
Bilbo Baggins

Mentre la città di Esgaroth è sotto l’attacco di Smaug e Gandalf è ancora prigioniero di Sauron, Thorin in Erebor sta cercando l’Arkengemma.

La mia teoria che Jackson inizia i film seguenti di una trilogia con un flashback è stata subito smentita perché questo film inizia esattamente dove ci aveva lasciato il film precedente, ovvero con Smaug che sta volando a portare morte e distruzione alla città degli uomini del lago.

Partiamo un po’ dalle solite aggiunte rispetto al libro.

Se da una parte non mi dispiace che in aiuto di Gandalf arrivino Galadriel, Elrond e Saruman (anche perché è bello vedere questi personaggi a noi cari che mi sono mancati nel libro!), dall’altra però non mi è chiaro come facciano a viaggiare così velocemente da una parte e dall’altra della Terra di Mezzo!

Ritornano Legolas e Tauriel. Lui devo dire fa una bellissima figura in battaglia, inarrestabile, mosse acrobatiche e spettacolari, inventiva, eccetera: veramente figo e un piacere da guardare. Lei un po’ meno, e la cosa mi ha infastidito considerevolmente. La storia tra Tauriel e Kili la trovo molto imbarazzante, ma vabbè, non è tanto quello. Lei è la capitana delle guardie di Thranduil, finora era sempre stata eccezionale in battaglia, ora corre in aiuto di Kili, e invece perde miserabilmente e alla fine deve essere salvata prima da lui, che tra l’altro ci resta secco per questo, e poi di nuovo da Legolas. La sua improvvisa scarsezza in combattimento mi è sembrata troppo forzata, solo per far sì che Kili morisse per salvarla e Legolas potesse farsi bello. Insomma, un finale deludente per il personaggio, e anche per la storia d’amore che anche se non mi era mia piaciuta si meritava una fine meno patetica.

Thranduil sembra fare avanti e indietro tra l’essere un gigantesco bastardo e mostrare un lato buono, a volte anche da un secondo all’altro. Arriva, come nel libro, per aiutare gli uomini del lago dopo l’attacco di Smaug, però proprio mentre Bard lo ringrazia dice che è venuto per uno scopo ben preciso, cioè riprendersi qualcosa di suo dal tesoro di Erebor. Poi tratta malissimo Tauriel deridendo e sminuendo la sua infatuazione per Kili, ma alla fine dopo la morte di lui le dice parole di conforto affermando che quello che provava era vero ed è per questo che fa così male, facendoci anche intuire che uno dei motivi per cui si comporta come se avesse una scopa infilata nel didietro è che ancora soffre per la perdita della moglie. Proprio nella sua ultima scena poi ci regala un altro di quei collegamenti con Il Signore degli Anelli che, da fan, non posso negare mi piacciono sempre: poiché Legolas gli dice che se ne vuole andare, gli consiglia di andare a cercare tra i Dúnedain quello che chiamano Grampasso, perché secondo lui farà grandi cose.

In questo film non ci sono scene tagliate di cui lamentarsi, ad un certo punto ho temuto ne saltassero una che ritenevo troppo importane anche per il collegamento con gli altri film (ovvero Thorin che dà a Bilbo la famosa cotta di maglia di mithril, che poi lui darà a Frodo), ma per fortuna l’hanno inserita!

Altra cosa che non è mancata è che alla fine vengono mostrati i problemi che Bilbo incontra ritornando alla Contea, cosa che ne Il Signore degli Anelli era stata completamente saltata (certo erano problemi ben più gravi quelli!).

Vorrei spendere due parole sul finale del film, su cui ho sentimenti contrastanti. Proprio le ultimissime scene mi sono piaciute molto, perché praticamente riprendono l’incipit del primo film, cioè il giorno del 111° compleanno di Bilbo, e ripropongono esattamente la stessa identica scena del primo Signore degli Anelli, con l’arrivo di Gandalf, solo che loro due che parlano sono fuori scena, e la telecamera indugia sulla mappa delle Misty Mountains. La scena immediatamente precedente, però, l’ultima scena con il Bilbo giovane, l’ho trovata troppo triste! Bilbo è nella sua casa, vuota perché credutolo morto hanno messo all’asta tutti i suoi beni, che sembra indeciso su qualcosa, e parte il tema dell’anello, e lui fa per cercare nella sua tasca, poi si ferma… e insomma, lo lasciamo in preda al potere dell’anello! :(

Riuscirò da adesso a parlare di questo film senza dover nascondere gli spoiler? Proviamoci parlando dei personaggi!

Prima una menzione negativa su un personaggio minore inventato per il film: Alfrid Lickspittle, scagnozzo del Governatore. È ovviamente un personaggio volutamente odioso, ma il fatto è che l’ho trovato veramente inutile! Sembra un po’ la brutta copia di Vermilinguo, ma più ridicolo, forse messo l’ proprio come comic relief? No lo so, a me la sua presenza ha solo irritato!

Thorin Oakenshield in questo film rispecchia abbastanza fedelmente quello del libro, forse hanno calcato un po’ troppo sul suo cambiamento, ma comunque mi è piaciuto molto. La sua malattia del drago, il suo riscatto, sono stati ben mostrati, qualche sfumatura l’avrei evitata ma comunque sono soddisfatta. Anche la scena della sua morte, che accade in battaglia, mi è piaciuta. Mi ha irritato poco prima quando rimane a fissare quello che lui crede il cadavere di Azog che però non è morto e lo attacca quindi di sorpresa, ma capisco che dopo tutto quello che era successo aveva bisogno di assicurarsi che fosse davvero morto, però che rabbia, se non fosse stato per quello poteva anche salvarsi! Invece soccombe e alla fine si lascia infilzare da Azog per riuscire ad ammazzarlo a sua volta: una fine tragica e romantica un po’ come è stata tutta la storia di questo personaggio, che rimane uno dei miei preferiti! E ho apprezzato davvero molto come Richard Armitage l’ha rappresentato, buona parte merito del suo fascino è sicuramente anche sua.

Infine Bilbo Baggins: non ricordo se l’avevo già detto ma Martin Freeman ci sta proprio bene nella parte: divertente e buffo quando serve, coraggioso e serio nei momenti giusti, molto bravo anche in quelli drammatici. E poi in generale Bilbo è il personaggio con cui più di tutti ci si può identificare, quello che mantiene la razionalità anche nei momenti più assurdi, insomma, l’ho amato tanto quanto quello del libro.

Commento generale.

Un bel film conclusivo della trilogia, forse un po’ troppe scene di lotta, non è molto chiaro chi sono le cinque armate del titolo (io lo so per via del libro ma non mi pare venga mai spiegato nel film), e ci sono diverse cose che non ho apprezzato, ma nel complesso mi è piaciuto comunque molto! È emozionante in tutti i sensi del termine, i personaggi sono stati ben rappresentati e l’ho guardato con molto piacere!

Titolo: Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate
Titolo originale: The Hobbit: The Battle of the Five Armies
Regia: Peter Jackson
Anno: 2014
Paese: Nuova Zelanda, Stati Uniti d’America
Genere: fantasy
Soggetto: J. R. R. Tolkien
Sceneggiatura: Fran Walsh, Philippa Boyens, Peter Jackson, Guillermo del Toro
Musiche: Howard Shore
Casa di produzione: New Line Cinema, Metro-Goldwyn-Mayer, WingNut Films
Distribuzione: Warner Bros. Entertainment Italia
Attori: Ian McKellen (Gandalf), Martin Freeman (Bilbo), Richard Armitage (Thorin), Evangeline Lilly (Tauriel), Orlando Bloom (Legolas), Luke Evans (Bard), Lee Pace (Thranduil), Ken Stott (Balin), Aidan Turner (Kíli), Dean O’Gorman (Fíli), Billy Connolly (Dáin), Graham McTavish (Dwalin), William Kircher (Bifur), James Nesbitt (Bofur), Stephen Hunter (Bombur), John Callen (Óin), Peter Hambleton (Glóin), Mark Hadlow (Dori), Jed Brophy (Nori), Adam Brown (Ori), Stephen Fry (Governatore), Ryan Gage (Alfrid Lickspittle), Cate Blanchett (Galadriel), Ian Holm (Bilbo Baggins anziano), Christopher Lee (Saruman), Hugo Weaving (Elrond), Mikael Persbrandt (Beorn), Sylvester McCoy (Radagast), Benedict Cumberbatch (Smaug/Negromante), Manu Bennett (Azog), Lawrence Makoare (Bolg)
Link al film: sito ufficialeWikipediaIMDb
commento al libro

Un po’ di frasi

[prese da IMDb]

If you ever pass through Bag End, tea is at four. You are welcome ANY time. Don’t bother knocking!
Bilbo Baggins

Dragon sickness is a malady that affects all of us. [Looks at Bilbo] Well, almost all of us.
Gandalf

You are a very fine fellow, Mr Baggins, and I am very fond of you. But you are really just a little fellow, in a wide world.
Gandalf

No, it is not. We are sons of Durin. And Durin’s Folk do not flee from a fight.
Thorin Oakenshield

Steal from you? No. No, I may be a burglar, but I like to think I’m an honest one.
Bilbo Baggins

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