To be in love, where scorn is bought with groans;
Coy looks, with heart-sore sighs; one fading moment’s mirth,
With twenty, watchful, weary, tedious nights;
If haply won, perhaps a hapless gain;
If lost, why then a grievous labour won;
However, but a folly bought with wit,
Or else a wit by folly vanquishèd.
L’amore;
in cui spregio s’acquista coi lamenti, e sguardi restii coi sospiri dolenti, e la gioia d’un effimero momento, con venti notti insonni e di tormento. Se per caso vinci, sarà misero guadagno; se perdi, sarà solo costato gran fatica; in ogni caso, è follia pagata con il senno, ovvero senno sopraffatto da follia.
Valentino
Valentino e Proteo sono due giovani gentiluomini di Verona. Il primo viene mandato dal padre a Milano per conoscere il mondo e fare esperienze. Il secondo è triste della partenza dell’amico, ma non abbandonerebbe mai Verona, perché qui c’è Giulia, la donna che lui ama. Però anche il padre di Proteo si lascia convincere della necessità per il figlio di viaggiare, e lo manda subito a Milano a raggiungere l’amico. Qui Proteo scoprirà che Valentino si è innamorato di Silvia, la figlia del Duca, una ragazza di straordinaria bellezza.
Il segnalibro che ho usato durante la lettura è stato realizzato da piccolamimi; era stato fatto per la sfida delle categorie, ma mi sono dimenticata di usarlo! La sfida ormai e finita, ma il segnalibro era troppo bello per lasciarlo inutilizzato! :)
Shakespeare è sempre una garanzia. Anche in una commedia tutto sommato prevedibile e con finale affrettato, la goduria del lettore è assicurata. Bella poi questa versione che ho trovato, comprata, ricordo, tra i remainders di qualche sito, con audiocassetta allegata, così mi sono potuta ascoltare i primi due atti in lingua originale! Che meraviglia!!!!! :D
Tornando al testo, mi sono piaciute molto le note che spiegavano i frequenti giochi di parole, quasi sempre intraducibili, e anche il tentativo di dare una musicalità al testo che rispecchiasse un po’ i versi dell’originale, senza stravolgere troppo il contenuto (cosa che ho potuto apprezzare grazie al testo a fronte!).
In quanto alla commedia in sé, mi sono piaciuti molto i personaggi di Silvia, Valentino e Giulia, mentre ho (ovviamente) detestato Proteo, ed è proprio la sorte di questo personaggio che ho trovato risolta con troppa fretta, anche se ero sicura sarebbe finita così: in men che non si dica sia Giulia che Valentino gli perdonano il suo tradimento!
Ai servi Veloce e Lanciotto erano riservate le parti più comiche, e devo dire che a sentirle recitate sulla cassetta mi hanno fatto veramente ridere! :)
A parte questo, sono stata davvero contenta di leggere le solite belle parole di Shakespeare, le sue elaborate dichiarazioni d’amore rivolte per una volta ad una mia omonima, Silvia! :)
But, since thou lovest, love still, and thrive therein,
Even as I would when I to love begin.
Smetti di perorare, caro Proteo: / i giovani che stanno sempre a casa / non vedono al di là del proprio naso. / Se la passione non incatenasse / i tuoi teneri giorni ai dolci sguardi / dell’amor tuo onorato, vorrei / che tu venissi con me a visitare / le meraviglie del mondo circostante / e non restassi qui nell’indolenza / a consumar la gioventù nell’ozio informe. / ma poiché ami, ama, e abbi successo, / come, se amassi io, augurerei a me stesso.
[Valentino nell’incipit]
Speed But tell me true, will’t be a match?
Launce Ask my dog. If he say ay, it will; if he say no, it will; if he shake his tail and say nothing, it will.
Speed The conclusion is, then, that it will.
Launce Thou shalt never get such a secret from me but by a parable.
Veloce Ma dimmi la verità, si farà il matrimonio?
Lanciotto Chiedi al mio cane: se dice «sì», si farà; se dice «no», idem; se scodinzola e non dice nulla, idem.
Veloce Ossia, in conclusione, si farà.
Lanciotto Non saprai mai un segreto da me se non per traslato.
And why not death rather than living torment?
To die is to be banish’d from myself,
And Silvia is myself; banished from her
Is self from self – a deadly banishment.
What light is light, if Silvia be not seen?
What joy is joy, if Silvia be not by?
Unless it be to think that she is by,
And feed upon the shadow of perfection.
Except I be by Silvia in the night,
There is no music in the nightingale;
Unless I look on Silvia in the day,
There is no day for me to look upon.
E perché non la morte, piuttosto / che questa vita di tormento? Morire / è venire bandito da me stesso, / e Silvia è me stesso: bandirmi da lei / è separare l’io dall’io. Mortale esilio! / Che luce è la luce, se Silvia non si vede? / Che gioia è la gioia se lei non è vicina? / A meno di illudersi che è vicina, / e nutrirsi della parvenza della perfezione… / Se di notte non sono accanto a Silvia, / non c’è musica per me nell’usignolo; / se di giorno non contemplo Silvia / non c’è giorno per me da contemplare.
Col vostro permesso, cammin facendo, / vi narrerò eventi da far meravigliare. / Vieni, Proteo, tu sola penitenza / sarà sentire come vien svelata / la storia dei tuoi amori. E dopo / il giorno delle mie nozze sia anche il tuo: / una festa, una casa, una felicità in comune.
2 pensieri riguardo “I due gentiluomini di Verona”
Già, come non amare qualunque parola scritta dal buon vecchio Will? Qui, poi, ci chiama a nozze perché c’è quello strepitoso sonetto dedicato a Silvia (What light is light, if Silvia be not seen?…).
E che bello ascoltare l’audiolibro in originale!!!
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Già, come non amare qualunque parola scritta dal buon vecchio Will? Qui, poi, ci chiama a nozze perché c’è quello strepitoso sonetto dedicato a Silvia (What light is light, if Silvia be not seen?…).
E che bello ascoltare l’audiolibro in originale!!!
Sapevo che avresti capito! :)