scritto da Phoebes
sabato 20 Febbraio 2010
alle 14:19
Categoria : Marinina

di Aleksandra Marinina

Anastasija Kamenskaja – Polizia di Mosca
Il Padrone della Città
L’amica di famiglia

Titolo: Morte in cambio
Serie: Anastasija Kamenskaja (2)
Titolo originale: Украденный сон (Ukradënnyj son)
Genere: poliziesco
Autore: Aleksandra Marinina (sito ufficiale in russoWikipedia)
Nazionalità: russa
Anno prima pubblicazione: 1994
Ambientazione: Mosca (Russia), 1994
Personaggi: Anastasija Pavlovna Kamenskaja
Casa Editrice: PIEMME
Traduzione: Emanuela Guercetti
Pagine: 414
Link al libro: ANOBII
inizio lettura: 16 febbraio 2010
fine lettura: 20 febbraio 2010


Che cosa tiene unite le persone? Che cosa le fa stare insieme?

Una bellissima ragazza viene trovata morta una settimana dopo essere sparita dalla circolazione. Beveva e aveva molti uomini, sembrerebbe quindi una pista semplice da seguire. Ma ci sono alcuni particolari che non convincono il colonnello Gordeev, che decide di affidare il caso al maggiore Kamenskaja, anche perché è l’unica della sua squadra di cui si può fidare. Da qualche tempo infatti ha un sospetto sempre più fondato: nel suo dipartimento c’è una talpa.

Che cosa tiene unite le persone? Che cosa le fa stare insieme?

Questo l’interrogativo che ritorna più volte nel corso del romanzo, tra le riflessioni di Anastasija. Indagando sul caso, osservando colleghi e conoscenti, pesando a se stessa e alle persone che le sono vincine. Che cosa tiene unite le persone? Che cosa le fa stare insieme?

È il secondo libro di questa serie che leggo, e devo dire che mi è piaciuto anche più del primo! Anastasija è sempre molto interessante come personaggio, e stavolta abbiamo potuto conoscere un po’ di più della sua vita e di coloro che le girano intorno. In particolare mi sono piaciuti molto Ljosha, il suo fidanzato, e Chernyshov, l’ispettore con l’addestratissimo cane Krill.

Il segnalibro che ho usato durante la lettura è stato realizzato da Muka.
L’ho scelto, ancora una volta, perché estremamente russo! :)

La storia inizia con la doppia indagine sul caso di omicidio e la corruzione nella polizia, e si complica sempre di più, arrivando a coinvolgere Anastasija personalmente. Ad un certo punto mi sembrava quasi che si stesse per arrivare alla soluzione del caso, ma mancava ancora più di metà libro, e infatti…. Notevoli i colpi di scena, nonostante la prevedibilità di certe cose. Per esempio, per quanto riguarda il caso di corruzione, io avevo subito sospettato di qualcuno, e ho scoperto che avevo ragione, era proprio Lartsev che lavorava per qualcuno al di fuori del dipartimento. Solo, non era per corruzione che lo faceva, ma per paura: lo minacciavano prendendo di mira la figlia di 11 anni. E poi, soprattutto, si è presto scoperto che non era il solo!

Il finale è molto molto triste, i dubbi vengono chiariti ma non del tutto, i malviventi catturati, ma non tutti, e il povero Lartsev è fin di vita, e non sappiamo se se la caverà! :( Arsen, il genio che c’era dietro tutta la congiura, è libero e potrà continuare a far funzionare a gonfie vele la sua “ditta” di agenti corrotti e infiltrati. Ah, a proposito, io l’avevo immaginato che la dottoressa Rachkova era sua moglie!

Non mi ha deluso comunque il finale triste, diciamo che ci stava bene, visto che anche la storia è tutta molto triste! Come avevo già intuito ne Il Padrone della Città, la Marinina non scrive veri e propri gialli, noi lettori sappiamo certe volte più dei vari personaggi, potendoli seguire tutti, altre volte invece di meno, perché per esempio le intuizioni di Anastasija si basano spesso su indizi neanche nominati. Non è una critica, comunque, il libro mi è piaciuto moltissimo, mi ha catturato tanto che mi ha fatto trascurare le altre letture di questo periodo! Mi piace come scrive la Marinina, il suo stile e il suo modo di narrare che, secondo me, più che al thriller (come c’è scritto in copertina) assomiglia al noir (ma non ci metterei la mano sul fuoco, non avendo ancora imparato bene a definire questo genere).

Mi piace molto questa serie, peccato che sia difficile da recuperare, credo non la ristampino più. Per fortuna ho già altri due libri, trovati su bancarelle e tra i remainders di ibs. Chissà se in questo modo, pian piano, mi riuscirà di reperire tutta la saga!

Una curiosità: per Il giro del mondo in 80 libri dopo di questo libro ho un programma di leggerne uno di Martin Cruz Smith, Red Square. Bè, anche Anastasija ha letto questo libro in Morte in cambio, insieme al più famoso Gorky Park, e non le sono piaciuti! Innanzi tutto ha trovato assurda la rappresentazione della vita moscovita, e qui può anche darsi che abbia ragione, non ne ho idea, non essendo russa, come Smith, del resto. Ma soprattutto Anastasija ha detto di ritenere quei libri “francamente brutti”! Mi è dispiaciuto sentirglielo dire, non solo per via della mia lettura imminente, ma anche perché a me Gorky Park è piaciuto moltissimo!

Sfide

Questo libro costituisce la XVI TAPPA del Giro del mondo in 80 libri: EUROPA, Russia, Mosca
Ecco la cartolina che ho mandato ai partecipanti alla sfida:

Un po’ di frasi

Che c’è di più assurdo di una vacanza in novembre? Nei mesi invernali si può sciare. In marzo o in aprile il sole già splende nelle stazioni climatiche del Caucaso, nella zona di Mineralnye Vody. Le vacanze tra maggio e agosto, si sa, sono le migliori; settembre e ottobre sono i mesi più miti sulle coste dei caldi mari meridionali…. ma che fare in novembre?
[incipit]

Tutte le persone sono diverse, per questo tutte agiscono diversamente. Molti nostri guai derivano appunto dal fatto che cerchiamo di misurare gli altri con il nostro metro.
Anastasija Kamenskaja

Non le sembra strano che la professione che richiedere agli uomini la maggior quantità di menzogna abbia come scopo la difesa degli interessi della giustizia? Che paradosso!
Victor Alekseevich Gordeev, detto Pagnotta, sul mestiere del poliziotto

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